E intanto l'assessore Miloro va in commissione bilancio

E intanto l’assessore Miloro va in commissione bilancio

Redazione

E intanto l’assessore Miloro va in commissione bilancio

venerdì 14 Novembre 2008 - 17:27

Le partecipate il nodo principale per le casse comunali. Ma serve chiarezza anche sul fronte entrate. L'amministrazione obbligata a scelte coraggiose cerca il supporto del consiglio

Tanti i consiglieri presenti in occasione della seduta odierna della prima commissione del Comune che si occupa di Bilancio, alla quale ha partecipato anche l’assessore alle politiche finanziarie Orazio Miloro. Un passo apparso necessario dopo il rinvio dei debiti fuori bilancio dal consiglio alla commissione, ma soprattutto dopo l’incontro di ieri tra il sindaco Buzzanca e i consiglieri del Pdl, durante il quale il primo cittadino ha illustrato la difficile situazione finanziaria dell’Ente, chiedendo unità ai -suoi-, come probabilmente farà con il resto del civico consesso.

E a fargli eco oggi proprio l’assessore Miloro, che ha ribadito il rischio di arrivare anche al dissesto. Un problema, quello del disequilibrio finanziario, che come abbiamo ampiamente illustrato qualche settimana fa (vedi articolo correlato) ha radici lontane, mai sdraticate, che ancora pesano gravemente sulle casse comunali. Parliamo ad esempio delle partecipate, vera e propria -condanna- dal punto di vista economico e dalle quali Miloro ha iniziato il suo intervento. Gestione Rifiuti: -Ho scoperto che Messinambiente ha un posta creditizia nei confronti dell’Ato, però l’Ato non conferma il debito. Ho chiesto ad entrambe che venissero verificate queste discrasie, ma è assurdo che possa succedere una cosa del genere-. Sempre su Messinambiente Miloro svela di essere venuto a conoscenza che l’Spa non ha mai pagato il canone di locazione dell’immobile di via Salandra, di proprietà di palazzo Zanca. E in questo senso avrebbe cercato di intervenire. Tutti discorsi atti a dimostrare l’impegno della giunta, ma che purtroppo non bastano. Sull’Atm: -Dovrebbe già essere stata deposita al Comune una bozza di consuntivo che si aggira intorno ai 34 milioni di euro-, ha continuato l’ex assessore provinciale, spostando poi il mirino su altri -pacchi- come la Polisportiva Messina, società che mai ha svolto attività e che grava per 100 mila euro l’anno. Per quanto riguarda la partecipate poi, Miloro ha sottolineato come in molti casi manchino i contratti di servizio.

Un preambolo per illustrare le sabbie mobili dentro cui l’amministrazione sta camminando. Una quota che si aggirerebbe intorno ai 140 milioni (Buzzanca avrebbe detto 120) esclusi i debiti fuori bilancio, che deve portare per forza ad interventi decisi e coraggiosi da parte della giunta Buzzanca. Cominciando ad esempio dalla nomina dei Cda della partecipate, al momento ancora in sospeso. Il sindaco ha rimandato le decisioni motivandole con il risparmio per l’Ente, ma non sarebbe meglio piuttosto pensare ad un piano di risanamento e riprogrammazione? Probabilmente dietro questi rinvii ci sono ragioni politiche e di ripartizione dei -posti- tra le varie anime della maggioranza, ma se veramente si hanno a cuore le sorti della città sarebbe il caso di metterle da parte ed agire, anche perché sono passati cinque mesi dall’inizio del mandato.

Altro capitolo è quello legato alle voci in entrata che non si riesce ad incassare anche se previste e che sfalsano il quadro generale. In tal senso Miloro ha spiegato che ha già scritto una nota al segretario generale sollecitando ulteriori approfondimenti.

Ma parlare oggi dell’ombra del dissesto sembra come scoprire l’acqua calda, visto che già da parecchio si conosce la condizione dei precari equilibri economici comunali. Dissesto che ricordiamo può scattare quando l’Ente non è in condizione di affrontare le spese inderogabili o quando davanti ad un atto ad esempio di pignoramento, il Comune non ha liquidità per rispondere ad un creditore. -Cerchiamo di evitare questa ipotesi – ha concluso Miloro – che non farebbe bene a nessuno. Proviamo attraverso ogni tipo di attività a chiudere questo buco. Magari attraverso un aiuto politico istituzionale proveniente da un’altra sede, anche se io non mi ero detto d’accordo con gli interventi in favore del Comune di Catania-. Sul dissesto si sono divisi anche i consiglieri, tra coloro che ritengono l’ipotesi ancora lontana (e “fatta uscire- in questo momento ad hoc) e coloro che invece sostengono che i debiti sono addirittura maggiori e che serve chiarezza una volta per tutte, come dichiarato da Bruno Cilento (Il Centro con D’Alia).

Intanto per quanto riguarda i debiti fuori bilancio, le delibere, dopo che che i dirigenti avranno espresso i pareri richiesti, torneranno in commissione martedì 15 per una seduta straordinaria, prima di rivenire spedite in consiglio nella prima sessione utile. Tutto mentre arriva l’ennesima -sorpresa- del ragioniere generale Nando Coglitore: un nuovo debito nei confronti di un’Ati.

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