Luigi Beninati ex-assessore alle finanze definisce quella messinese una «Politica dello struzzo»

Luigi Beninati ex-assessore alle finanze definisce quella messinese una «Politica dello struzzo»

Redazione

Luigi Beninati ex-assessore alle finanze definisce quella messinese una «Politica dello struzzo»

venerdì 28 Novembre 2008 - 11:18

«Siamo al dissesto cosa cambia? Di chi le colpe maggiori?» questi gli interrogativi posti da uno dei componenti della giunta Providenti nel periodo 1994-1998

Lui stesso considera e definisce quanto scritto una chiara ed evidente provocazione. Una provocazione che Luigi Beninati auspica però possa far da spunto ad un ampio dibattito cui si dice pronto a parteciapre e rispondere. L’ex-assessore alle finanze passa in rassegna, una dopo l’altra, le molteplici criticità di Messina e cerca di porre l’accento sul perchè e sul per come la politica cittadina, di fronte a tali problemi, abbia nascosto la testa sotto la sabbia. Proprio alla stregua di uno struzzo.

-Che la città di Messina sia da tempo in una situazione economica disastrosa lo sapevano in tanti ma che non esistesse un progetto politico “reale- e condiviso e che anzi si finisse con l’andare a tentoni lo pensavano in pochi. Ma andiamo con ordine, gli anni in cui si tentava di rispondere alla sempre incombente crisi occupazionale con la creazione di clientele basate sull’istituzione di cooperative sociali o con la creazione di ingenti masse di lavoratori “precari- ancora in larga parte in attesa di stabilizzazione hanno certamente contribuito a dissestare le finanze pubbliche. E’ oggi di tutta evidenza che sarebbe stato più opportuno investire in infrastrutture a servizio della creazione di nuove imprese che non sperperare risorse in stipendi legati ad attività poco produttive. L’amara riflessione è che la scelta di creare clientele è servita sostanzialmente a stabilizzare la carriera di uomini politici meno che mediocri che non hanno voluto o saputo rispondere alle esigenze della popolazione con programmi e con la realizzazione di progetti che avrebbero potuto portare benessere stabile e diffuso. Da qui si rafforzò la creazione di caste di amici e di amici degli amici che hanno ottenuto benefici e prebende di ogni genere pur senza contribuire, quasi mai, allo sviluppo economico della collettività nè alla creazione di alcun piano di sviluppo né, tanto meno, alla diffusione di concetti meritocratici. Fatta questa premessa indispensabile premessa per meglio comprendere quanto è difficile e complessa la situazione della città di Messina e non solo di quest’ultima. E’ importante affrontare il problema “dissesto- con una prospettiva che deve porre rimedio alla situazione in modo stabile e producente. Non è più tempo di “brodini- e dato che ormai la “febbre si fa alta- bisognerà intervenire energicamente……..… ma chi inizierà una cura che deve avere come primo obiettivo il riequilibrio delle finanze pubbliche e che per salvare il salvabile non potrà tenere conto dei tanti problemi occupazionali e degli effetti negativi sulle famiglie e sulle imprese che saranno chiamate a pagare il costo di tanti errori?? Conoscendo l’ambiente messinese, considerato che né il Governo Centrale nè la Regione Siciliana hanno risorse da mettere in campo per sanare i disavanzi delle amministrazioni locali credo che, a meno di improbabili alzate d’ingegno, presto si finirà con un nuovo commissariamento della Città di Messina perché nessuna maggioranza appare così coraggiosa e coesa da pendere le seguenti e impopolari decisioni necessarie a riequlilibrare il bilancio comunale:

1)Le tariffe per i servizi a domanda individuale (smaltimento rifiuti, trasporti, servizi sociali, acqua, occupazione suolo pubblico, pubblicità, asili nido, palestre, piscine, ecc.) dovranno essere coperti con una quota di prelievo fiscale pressoché in linea con i costi degli stessi –attualmente in media non si và oltre all’applicazione di tariffe pari al 36% dei costi sostenuti dalle amministrazioni-.

2)Dovranno essere riviste tutte le componenti di costo nelle gestione delle municipalizzate (ATM), delle partecipate e delle società pubbliche che gestiscono gli altri servizi (AMAM, FELUCA, STU ecc.) con tagli pesanti nelle attività di gestione e sui livelli occupazionali diretti ed indiretti. Allo stesso tempo si dovranno affidare a queste aziende servizi produttivi sotto il profilo economico e, d’intesa con le parti sociali, trovare il modo di limitare gli effetti negativi.

3)Ottimizzare e dare la massima trasparenza alle spese per servizi sociali.

4)Si dovranno rivedere tutti gli oneri per servizi anagrafici e per i servizi legati all’attività edilizia.

5)Incassare i crediti da riscuotere attivando tutte le procedure ed eliminando quelli divenuti fittizi o di dubbia realizzazione, in modo da pervenire ad un quadro realistico della situazione.

6)Attivare per tutti i debiti una apposita commissione che dopo attenta verifica provveda ad eliminare quelli prescritti o inesistenti ed a transigere quelli in essere, pianificando su base pluriennale i pagamenti dovuti.

7)La stessa commissione dovrà inoltre riesaminare il merito dei giudizi pendenti in tribunale, sentire gli uffici preposti e gli eventuali legali incaricati di difendere il Comune, valutare, motivando caso per caso, l’opportunità di proseguire nei giudizi stessi o di rinunziarvi proponendo e pianificando transazioni.

8)Attivare una seria commissione di valutazione sull’operato di tutti i Dirigenti e Responsabili di Uffici o Ripartizioni, attribuendogli tutti i poteri inerenti il sistema premiante e quello sanzionatorio in relazione agli obiettivi fissati e sottoscritti con l’accettazione dei PEG –piani esecutivi di gestione-.

9)Attivare meccanismi di esodo-incentivato dei dipendenti comunali e di riorganizzazione dei servizi in modo tale da ridurre in misura predeterminata il costo per salari ed al tempo stesso gli sprechi generali realizzando modifiche ai regolamenti che snelliscano gli iter amministrativi.

10)Tagliare alcuni compiti della Polizia Municipale chiedendo una maggiore partecipazione alla Polizia ai Carabinieri ai NAS e alla Guardia di Finanza nella gestione dell’Ordine Pubblico.

11)Dimettere i fitti passivi ed incassare quelli attivi che risultano in mora da anni.

12)Concludere l’avviato processo di vendita e trasferimento degli immobili ancora in locazione ad assegnatari di alloggi.

13)Tagliare gli interventi per manifestazioni e feste.

14)Provvedere a migliorare la qualità degli interventi per manutenzioni stradali sottoponendo a precisi budget la competente ripartizione ed a monitoraggio i direttori dei lavori soprattutto per quanto riguarda il ricorso alle “somma urgenze-.

15)Chiedere ai governi Regionale e Nazionale interventi economici che servano alle manutenzioni stradali ed al controllo ambientale, per il continuo danno che patisce la Città dal passaggio di gran parte del traffico gommato da e per la Sicilia.

16)Ridurre i costi di manutenzione impianti mediante nuovi appalti che tengano conto dell’obiettivo di contenimento delle spese..

17)Ridurre drasticamente i costi di energia, provveditorato e telefonia.

Queste sono alcune tra le principali azioni di risanamento di cui dovrebbe farsi carico la Politica, ma poiché azioni del genere non sono certamente popolari penso che si finirà con l’abdicare alla funzione di risanamento cercando di trovare mediazioni e compromessi che continueranno anche con l’eventuale nomina di un Commissario per il dissesto al quale si demanderà il peso dei tagli da effettuare e forse anche l’attribuzione di responsabilità al predestinato di turno. Il tutto condito da una nuova inevitabile sceneggiata politica con relativo scarico di responsabilità da una parte all’altra e con la mobilitazione della Corte dei Conti che a tempo debito aprirà interminabili processi che si sarebbero potuti evitare con amministrazioni più avvedute e con l’ausilio di sistemi di controllo (Co.Re.Co.) della finanza pubblica che si è prima provveduto a svilire nelle funzioni e nei poteri per poi finire con il sopprimere. Naturalmente ciò è accaduto solo in Sicilia, senza nessuna sostanziale opposizione, a dispetto del resto del Paese che pur mantiene tali funzioni di controllo. Così lo “struzzo- conficcando la testa nella sabbia per non vedere e non sentire finì soffocato……!!!-

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