Piattaforma logistica di Tremestieri, ecco il progetto preliminare da “tagliare e ricucire”

Piattaforma logistica di Tremestieri, ecco il progetto preliminare da “tagliare e ricucire”

Piattaforma logistica di Tremestieri, ecco il progetto preliminare da “tagliare e ricucire”

sabato 05 Settembre 2009 - 07:56

L’elaborato, approvato dal prefetto il 17 dicembre scorso, comportava una spesa di 120 milioni, ma oggi ne sono disponibili 70. Cosa prevedeva il progetto e a cosa si dovrà rinunciare

La nave è pronta a salpare, ma per lasciare il porto dovrà alleggerirsi di alcune sue parti. Altrimenti rischia di affondare. La metafora “navale” è d’obbligo essendo il nuovo approdo di Tremestieri l’oggetto della nostra analisi. Un approdo il cui completamento sembra più vicino dopo la decisione, assunta dal sindaco Giuseppe Buzzanca, neo commissario dotato di poteri speciali, e dall’Autorità portuale di accelerare le procedure e di andare in appalto entro il 31 dicembre.

La decisione non è stata “indolore”, perché partire adesso significherà rinunciare, oggi o forse per sempre, all’idea originaria che prevedeva, per il completamento del porto di Tremestieri, una spesa di 120 milioni di euro. Raccolti i primi 52 milioni, finiti nelle casse dell’Authority, arrivati altri 20, frutto di una spigolosa trattativa condotta dal sindaco a Palermo con l’aiuto dell’assessore regionale ai Lavori pubblici Nino Beninati, e in attesa di ulteriori 10 che il ministro dei Trasporti Altero Matteoli ha promesso alla nostra città (ma finché non arriveranno, non ci si potrà contare fino in fondo), si è “rotto” il salvadanaio e ci si è accorti che, allo stato attuale, mancano dai 50 ai 40 milioni di euro per arrivare alla somma originariamente prevista.

Motivo per cui le alternative erano due: attendere ancora l’arrivo chissà da dove di queste somme, rinviando a data da destinarsi l’avvio dell’iter, oppure partire subito, “tirando la cinghia”. Si è preferita la seconda opzione, motivo per cui Buzzanca, l’assessore allo Sviluppo economico Gianfranco Scoglio e il Rup del procedimento, nonché direttore tecnico dell’Autorità portuale, Francesco Di Sarcina, hanno concordato che l’equipe messa su dall’allora commissario delegato dal Ministero, il prefetto Francesco Alecci, dovrà operare un’azione di “taglia e cuci” sul progetto preliminare, approvato dallo stesso Alecci il 17 dicembre scorso.

Di Sarcina ha già chiarito che le opere da sacrificare, per il momento, saranno l’edificio destinato a sede della stazione marittima, la quinta invasatura di riserva, l’area manutenzioni navali e il prolungamento verticale del braccio della diga foranea. Ma il grosso, secondo quanto prevede il Rup del progetto, potrà essere realizzato con quei 70 milioni (meglio ancora se arriveranno i 10 promessi da Matteoli): e dunque le quattro invasature, i sette piazzali di sosta, la piattaforma logistica e la diga foranea per la protezione del porto.

Ma vediamo, nel dettaglio, tutte le opere (con relativi costi) previste dal progetto preliminare, la cui presa d’atto, tra l’altro, sarà presto all’ordine del giorno del consiglio comunale. La parte più consistente riguarda, ovviamente, le infrastrutture portuali, per le quali, nelle previsioni iniziali, si indicava una spesa di oltre 64 milioni di euro, quasi l’intero budget oggi disponibile. Col “taglio” della quinta invasatura e della stazione marittima il preventivo dovrebbe ridursi e non poco. Il resto della spesa è così suddivisa: opere marittime di difesa (10,1 milioni), impianti (2,7), edilizia (18,4), opere di sistemazione torrenti (4). E ancora, interventi specialistici per 3 milioni, allacciamenti ai pubblici servizi per 1,7, spese tecniche varie per quasi 5 milioni, attività di consulenza e supporto (comprese convenzioni con l’Università di Messina e altre istituzioni e lo studio di impatto ambientale) per 1,7 milioni, accertamenti di laboratorio e verifiche tecniche per 1,4 milioni, opere edili ed attrezzature a servizio della cantieristica (capannone, officina, rimessaggio, “travel lift”) per 1,2 milioni, più imprevisti vari, oneri di esproprio e opere d’arte. Il totale fa 120 milioni di euro. Non ci sono, ma in tempi di crisi tutti sono costretti a delle rinunce. Anche il porto di Tremestieri.

(foto Sturiale)

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