Regionali, cinque seggi per il Pdl, tre per il Pd, due per l'Mpa e uno per l'Udc

Regionali, cinque seggi per il Pdl, tre per il Pd, due per l’Mpa e uno per l’Udc

Redazione

Regionali, cinque seggi per il Pdl, tre per il Pd, due per l’Mpa e uno per l’Udc

martedì 15 Aprile 2008 - 13:34

Il dato non è ufficiale: la Sinistra Arcobaleno è a un passo dal 5% che le assicurebbe un seggio

Il borsino politico messinese all’Ars dice questo: il Pdl sale, il Pd scende. Un trend che segue la scia di quello nazionale e di quello regionale stesso che ha portato Silvio Berlusconi e Raffaele Lombardo alla guida rispettivamente del Paese e della Sicilia. Forza Italia e An insieme, infatti, nella scorsa legislatura avevano quattro deputati, mentre quasi certamente (i dati infatti non sono ancora ufficiali) stavolta il Pdl ne avrà cinque. Viceversa i Ds e la Margherita vantavano due parlamentari l’uno, ma dopo la tornata di ieri il Pd ne conta tre. Il quinto seggio del Pdl non si può considerare certo perché sono ancora in corso le operazioni di scrutinio in poco più di 150 sezioni, con la Sinistra Arcobaleno che, attestandosi attualmente sul 4,8 per cento, spera di incrementare il proprio bacino di voti di quel tanto che basta (0,2 per cento) per giungere alla fatidica soglia di sbarramento e conquistare un seggio, per non rimanere fuori, oltre che dal parlamento italiano, anche da quello siciliano.

Ma vediamo, nel dettaglio, chi sono gli undici messinesi che hanno conquistato Palazzo dei Normanni. Partiamo proprio dal Pdl, che vede la riconferma, piuttosto scontata, di Antonio Beninati e Santi Formica. Di conferma si può in effetti parlare anche per Giuseppe Buzzanca, che nel 2006 era stato eletto, prima di perdere il posto per via dell’annosa vicenda del peculato d’uso. Posto che fu preso da Pippo Currenti, il cui seggio è proprio il quinto ancora in bilico, ma quasi certo. Infine Roberto Corona, che due anni fa sfiorò l’elezione risultando il primo dei non eletti, e che stavolta ha conquistato Palermo -in scioltezza-. Resta fuori dai giochi, a sorpresa, Antonio D’Aquino, che però è presente nel -listino- del Presidente e potrebbe beneficiare del premio di maggioranza.

Tre conferme e una -bocciatura- per il Pd: Franco Rinaldi inverte il dato negativo del Pd, di cui è segretario provinciale, e addirittura sembra avviarsi verso un incremento dei voti ottenuti nel 2006. Oltre a lui ce la fanno Filippo Panarello, quota Ds, e Giuseppe Laccoto, che come sempre spopola in Provincia. A fare le spese di questa tornata elettorale negativa per il centrosinistra è stato Francesco Calanna, che addirittura rischia di non essere nemmeno il primo non eletto in virtù dell’ottimo risultato raggiunto da Giuseppe Picciolo, -pupillo- del segretario regionale Genovese.

Incrementa la propria squadra l’Mpa, sulla scia del successo del suo leader Lombardo. Cateno De Luca conferma il proprio seggio si potrebbe dire -a furor di popolo-, visto il taglio folkloristico che il sindaco di Fiumedinisi ha voluto dare alla sua campagna elettorale da vero -stakanovista- della politica (praticamente un comizio al giorno). A sorpresa dovrebbe conquistare un seggio anche Fortunato Romano, presidente regionale e provinciale del Movimento Cristiano Lavoratori.

Infine l’Udc, per il quale era più che scontata la riconferma di Giovanni Ardizzone, deputato uscente e -alfiere- della scuderia di D’Alia e Naro. In verità nelle segreterie scudocrociate hanno sperato in nottata che potesse scattare un secondo seggio per Carmelo Torre (anche se in città il secondo più votato è stato Tullio Lanese), ma non c’è stato nulla da fare. Nel 2006 l’Udc aveva, di fatto, due deputati, essendoci anche Tatà Sanzarello, eletto con la lista dell’Aquilone di Cuffaro.

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