Da Rifondazione una dura presa di posizione sulla gestione rifiuti

Da Rifondazione una dura presa di posizione sulla gestione rifiuti

Redazione

Da Rifondazione una dura presa di posizione sulla gestione rifiuti

lunedì 13 Agosto 2007 - 09:41

Per il segretario Ialacqua la conferenza stampa tenuta dall'Udc arriva con circa dieci anni di ritardo

Dura presa di posizione del segretario cittadino di Rifondazione comunista, Daniele Ialacqua(nella foto), sul tema della gestione rifiuti, affrontata dall’Udc, venerdì scorso a Palazzo Zanca. Secondo Ialacqua, “la conferenza stampa tenuta dall’UDC, arriva con circa dieci anni di ritardo.-

“D’Alia, Ardizzone e company – scrive- sembrano essere dei marziani che scoprono solo ora l’emergenza rifiuti ed i problemi di gestione del settore. Ma D’Alia ed Ardizzone dov’erano in questi anni? Non si sono accorti che ai vertici di Regione, Provincia, Comune, ATO3 e Messinambiente vi erano loro con i partiti del centro-destra? Non si sono accorti che Cuffaro, loro compagno di partito, da anni commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Sicilia, ha aggravato la situazione regionale senza risolvere alcunché? Lo scorso anno la Corte dei Conti, relazionando sui commissariamento rifiuti in Sicilia ebbe a dire che“-Nessuno dei ventisei impianti di selezione della frazione secca inserito nel Piano regionale è operante e uno solo è stato realizzato. Dei trentacinque impianti di compostaggio inseriti nel Piano, uno solamente è stato realizzato; degli altri, nessuno è arrivato ancora alla fase di costruzione. Né sono mancati episodi di finanziamenti discutibili-.

Che dire poi della gestione ATO3 del centro-destra? “L’eredità – prosegue il comunicato- della passata gestione ATO è stata: nessun impianto progettato realizzato, nessuna discarica emergenziale cittadina realizzata, aumento costi di gestione, aumento tassa dei rifiuti, aumento produzione dei rifiuti, quasi nulla raccolta differenziata, ecc… Per non parlare di Messinambiente i cui vertici sono stati rimossi nel 2003 dalla magistratura e per la gran parte rinviati a giudizio, insieme a amministratori, politici e malavitosi locali, per presunte infiltrazioni mafiose! Non ci risulta che in questi casi siano state richieste dimissioni da parte di D’Alia e company!-

“Strabilianti poi le proposte avanzate: così ad esempio D’Alia propone di cancellare Messinambiente e trasferire tutto all’ATO, dimenticandosi che vi è una normativa (ma non è lui un legislatore?) che prevede una divisione tra poteri di programmazione e controllo per l’ATO e affidamento della gestione diretta dei servizi e degli impianti ad imprese pubbliche, miste o private. Ardizzone vede poi nei termovalorizzatori la soluzione dei problemi, non sapendo che tale “soluzione- avrebbe un grave impatto ambientale, farebbe aumentare i costi di smaltimento, costringerebbe Messina a portare i rifiuti a Paternò (altro che Mazzarà o Pace), annullerebbe di fatto la raccolta differenziata creando un sistema alternativo a quello previsto dalla legge Ronchi, impedirebbe lo sviluppo di tecnologie pulite e della nuova economia a questi legata, il tutto a danno della salute e delle tasche dei cittadini! Sui conflitti d’interesse, veri o presunti; sulle assunzioni, più o meno clientelari; sulle gestioni, più o meno trasparenti ben vengano commissioni d’inchiesta nazionali o locali, che possibilmente però affrontino tali questioni con un raggio temporale di almeno dieci anni. In caso contrario, – conclude- se l’interesse a tali commissioni è solo strumentale e di partito, non servirà né alla città né ai cittadini.-

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