Rimpasto Provincia: vertice Ricevuto-Corona-Buzzanca per -tagliare- l’Mpa. L’Udc pronto a cambiare un suo esponente

Rimpasto Provincia: vertice Ricevuto-Corona-Buzzanca per -tagliare- l’Mpa. L’Udc pronto a cambiare un suo esponente

Rimpasto Provincia: vertice Ricevuto-Corona-Buzzanca per -tagliare- l’Mpa. L’Udc pronto a cambiare un suo esponente

martedì 04 Gennaio 2011 - 15:33

Il presidente dell’Ente minimizza: «Abbiamo analizzato la situazione politica nel suo complesso». Vicini all’addio Duca e la Bruno, che non dovrebbero essere sostituiti. Nel PdL in bilico solo Pio Amadeo: Bruschetta e Schembri le alternative dell’area Formica

I summit politici mattutini a palazzo dei Leoni e nelle zone limitrofe fanno capire che il rimpasto di giunta alla Provincia è ormai prossimo. In gioco c’è principalmente la permanenza dell’Mpa nell’esecutivo provinciale, ma secondo quanto filtrato altri potrebbero essere gli avvicendamenti in seno alla corte del presidente Nanni Ricevuto. Quest’ultimo ha incontrato oggi presso la sede centrale di via Cavour i due coordinatori provinciali del PdL, il sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca e il deputato regionale Roberto Corona. «Abbiamo analizzato un po’ la situazione politica nazionale, regionale e locale – commenta Ricevuto -. Non ci siamo soffermati solo sull’Mpa. Si è parlato di tutto». Come detto però, le manovre sembrano essere state avviate e tutte lascia presagire che in un futuro non troppo lontano il rimpasto si farà.

Rischiano fortemente proprio gli autonomisti, che potrebbero pagare a caro prezzo lo strappo sancito prima a Palermo dall’alleanza Mpa-Pd-Fli-Api-Udc (Casini) e poi a Roma dal voto di sfiducia al governo Berlusconi. I due assessori pronti a lasciare la giunta Ricevuto sono Gaetano Duca e Daniela Bruno (passaggio al PdL e salvataggio in extremis?). Per entrambi il “taglio” sarebbe esclusivamente di natura politica. Lo stesso presidente della Provincia ha fatto intuire in alcune occasioni di avere gradito il lavoro dei due assessori, ma le “ragioni partitiche” potrebbero avere la meglio e stravolgere gli equilibri trovati nella fase immediatamente seguente al successo elettorale. Per la sostituzione dei due “lombardiani” l’ipotesi al momento più probabile resta quella di non occupare le poltrone vacanti. Diverse le ragioni della scelta. Intanto per non mettere a repentaglio la stabilità della maggioranza, che in consiglio talvolta scricchiola nonostante i numeri dominanti. Inoltre Ricevuto avrebbe la possibilità di lanciare un nuovo segnale in direzione dell’imboccata politica di risparmio e razionalizzazione della spesa. L’ultima legge Finanziaria prevede una riduzione fissa del numero degli assessori comunali e provinciali pari ad ¼ dei consiglieri, ma questa si applica a partire dal 2010 esclusivamente per gli organi per cui è previsto il rinnovo. Dunque non un obbligo per la Provincia di Messina, ma comunque un’opportunità di mettersi al passo con la Provincia di Catania che in giunta ha 10 assessori e con la Provincia di Palermo che ne ha 12 (la giunta a palazzo dei Leoni è attualmente composta da 15 componenti).

Tornando al rimpasto, sembra dunque prossimo l’addio dell’Mpa. Sarà così anche in consiglio? L’eventuale divorzio ridurrebbe ovviamente la forza della maggioranza in aula, che comunque conterebbe su 31 consiglieri sui 45 totali. All’opposizione andrebbero i nove del centrosinistra, più i quattro dell’Mpa. Resta invece dubbia la posizione di Magistri nel gruppo misto.

Piccolo punto interrogativo sui fedelissimi di Cateno De Luca, riuniti nel gruppo Sicilia Vera. I numeri, quattro consiglieri (Calà, Calì, Lombardo e Bartolotta), spingerebbero per una nomina in giunta. Ma è la recente alleanza del movimento con Gianfranco Micciché, che alla Provincia è rappresentato da Lino Monea, a rendere praticamente nulle le possibilità di ottenere un altro posto nell’esecutivo di palazzo dei Leoni. Lo stesso Monea resterà il portacolori di “Forza del Sud”.

La novità del giorno riguarda invece l’Udc. Un avvicendamento infatti potrebbe concretizzarsi in seno al partito dello scudo crociato. A lasciare la giunta Ricevuto potrebbe essere Pietro Petrella. Al suo posto sembrerebbe pronto Carmelo Torre, secondo dei non eletti nell’ultima tornata elettorale regionale alle spalle di Ardizzone e Reitano. In questo momento si tratta solo di una voce, ma non è escluso che possa essere presa in considerazione dai vertici del partito.

In casa PdL l’unico fronte realmente aperto è quello che riguarda Pio Amadeo: le voci circa la permanenza dell’ex Margherita in giunta sono contrastanti. Una parte dell’area Formica conferma la fiducia, l’altra continua a spingere per la sua sostituzione. Due i nomi pronti in rampa di lancio: Schembri e Bruschetta. Molto più tenue il pressing dell’area Beninati su Michele Bisignano. Praticamente impossibile che Ricevuto decida di privarsi del suo fedele braccio destro.

Tutti i nodi potrebbero comunque essere sciolti tra gennaio e febbraio. Certamente, come annunciato dallo stesso presidente della Provincia, verranno “rimescolate” le deleghe in virtù delle mutate esigenze (e obbiettivi) dell’Ente.

Emanuele Rigano

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