Saglimbeni torna sulle “geometrie variabili”: «Segnali positivi da Udc e Pd»

Saglimbeni torna sulle “geometrie variabili”: «Segnali positivi da Udc e Pd»

Saglimbeni torna sulle “geometrie variabili”: «Segnali positivi da Udc e Pd»

lunedì 17 Agosto 2009 - 13:36

Il consigliere comunale guarda con favore alla posizione assunta da Ardizzone sui manager della sanità e alle “convergenze” verso l’area Miccichè del Pdl

«La strategia di rinnovamento in Sicilia potrà avere successo solo se, ben al di là degli schemini e dei tradizionali schieramenti, coinvolgerà tutti i soggetti politici, dai partiti, ai sindacati, alle organizzazioni degli imprenditori e dei liberi professionisti, chiamati a fare i conti con le loro innumerevoli contraddizioni». Paolo Saglimbeni, consigliere comunale dell’area Trecentosessanta del Pd, ha un chiodo fisso: la bontà politica delle cosiddette alleanze a “geometrie variabili”, tanto a livello regionale che locale.

«Novità incoraggianti – osserva Saglimbeni – vengono dall’Udc e dal Pd. Nel primo, il sostegno dell’on. Ardizzone, segretario dell’Ars, alla linea di Lombardo sulla scelta dei manager nella sanità, in dissenso dal suo partito, se è reale, come sembra, e non legato a richieste personali inevase, esprime una forte discontinuità con il passato. L’Udc, col suo dominus Cuffaro, è infatti il partito che più di tutti incarna la logica della intermediazione clientelare, degli sprechi e dell’assistenzialismo, da sempre alla base della lottizzazione non solo nella sanità, ma anche nella formazione professionale, nei rifiuti solidi urbani e in tanti altri rami della spesa pubblica siciliana . La presa di distanza dell’on. Ardizzone, motivata dalla piena condivisione di politiche che privilegiano il merito e la professionalità dei direttori, nonché l’efficienza ed efficacia a tutto vantaggio della qualità del sistema sanitario regionale, non potrà non estendersi agli orientamenti più complessivi del partito».

«Ne conseguirà inevitabilmente una frattura insanabile tra il vecchio e il nuovo e un braccio di ferro che potrebbe avere ottime probabilità di concludersi con la vittoria degli innovatori e l’affrancamento dell’Udc da Cuffaro. Condizione, quest’ultima, sine qua non, per far riacquisire all’Udc il ruolo di perno fondamentale nella strategia di svolta impressa da Lombardo. Il percorso auspicato dell’Udc assume un significato politico ancora più grande se la vittoria alle primarie della segreteria del Pd Sicilia dovesse arridere all’on. Lumia, che, fin dalle prime battute della sua campagna elettorale, esprime giudizi positivi su Lombardo, almeno nella sanità, sposa la linea del rigore preannunciando lotta dura agli sprechi e alle clientele, mira a rappresentare l’imprenditoria quale motore di uno sviluppo sostenibile e auspica un partito fortemente autonomista nel rapporto col nazionale».

Passando al Partito Democratico, «l’adesione di tanti deputati regionali alla mozione Lumia lascia presagire che nel Pd, in forte dissenso col segretario regionale, finirà col prevalere, già da subito in aula, un tipo di opposizione costruttiva, non pregiudizialmente antagonista, con connotazioni molto simili a quelli preannunciati dall’on. Ardizzone per l’Udc. Un’altra novità destinata pertanto a rafforzare la sintonia sulle opzioni strategiche della svolta che, nell’ottica delle maggioranze a geometria variabile, darà frutti immediati sul versante della governabilità regionale e lascia ben sperare per il futuro. Se infatti all’area Miccichè del Pdl, si aggiungono frange consistenti dell’Udc e del Pd, il tentativo di Lombardo di puntare al rinnovamento, col sostegno di una forte coalizione di maggioranza e di una nuova leadership, non sarebbe più un’utopia».

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