A sinistra il coordinamento è possibile

A sinistra il coordinamento è possibile

Redazione

A sinistra il coordinamento è possibile

venerdì 17 Agosto 2007 - 11:34

I pezzi ci sono tutti, adesso bisogna comporli. Stamattina nella Sala delle Bandiere hanno sfilato gli esponenti cittadini dei partiti di sinistra che non si riconoscono nel Partito Democratico e nemmeno nel nuovo progetto socialista. Promotori dell’incontro (nella foto) il Prc con Filippo Giunta e l’assessore Alfredo Crupi, Sinistra Democratica con Salvatore Chiofalo, Santino Morabito e Teodoro Lamonica, il PdCi con Antonio Bertuccelli. Ma non hanno fatto mancare il loro apporto anche la Rete di ecologia sociale-Verdi con il professore Giuseppe Restifo, il comitato “La nostra città- con Saro Visicaro, e poi militanti e simpatizzanti di sinistra.

Da parte di tutti dichiarazioni di consenso per la convergenza verso un soggetto unico. Il nome non c’è, e neanche la forma è chiara, probabile una federazione che mantenga intatte le insegne identitarie dei partiti originari. Chiara sembra invece la volontà, al netto dei distinguo e delle precisazioni, di cominciare a collaborare prima possibile per definire la piattaforma comune su cui istallare i pilastri della nuova forza politica.

Tra i temi caratterizzanti di questa forza, è emerso nell’incontro di oggi, un ruolo centrale avrà il lavoro, come ha ricordato Lamonica: «visto dal versante del precariato, che tocca interessi generali, di tutte le generazioni, comprese quelle in età pensionistica». Lo ha ribadito anche Restifo nel suo intervento, che si è spinto oltre, parlando di bisogno di rappresentanza: «Il soggetto che dobbiamo costruire è necessario per dare voce a fasce sociali che altrimenti non ne avrebbero. Pensiamo ai portuali di Messina, che hanno trovato dei referenti per le loro rivendicazioni solo in esponenti della sinistra locale e nazionale. Ma ci sono anche i pensionati e i lavoratori giovani, costretti dalle scelte politiche attuali a rimanere nel precariato per decenni».

In primo piano anche la questione ambientale, che a Messina significa tante cose, dal dibattito sulle Zps ai PRUSST, dalla cementificazione massiccia alla gestione dei rifiuti. Senza trascurare il dopo incendi. Sempre Restifo si chiede perché il Comune non procede al censimento delle aree percorse dal fuoco, come previsto dalla legge 353/2000. E lancia una frecciata inquietante: «La magistratura dovrebbe controllare se per caso il complesso Green Park di Torrente Trapani non sorga su un’area incendiata circa cinque anni fa». Mentre la suddetta legge impone un intervallo di 15 anni prima del cambio di destinazione d’uso di un’area percorsa dal fuoco.

E poi ci sono la legalità e la trasparenza, i fondi ex Ponte, la spinta verso la partecipazione democratica. A questo proposito Visicaro ha sottolineato che la convergenza ha senso solo se «intercetta i problemi e favorisce la partecipazione della gente ai processi politici».

I partiti promotori dell’incontro hanno stilato un documento unitario (in allegato), concludendo con l’invito per il prossimo autunno ad una “Festa della Sinistra-, da tenersi nella città e nei comuni della provincia.

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