La campagna elettorale è gia partita e si cominciano a delineare piani e progetti dei diversi schiaramenti. Uno che ci interessa da vicino è quello legato al Ponte sullo Stretto, da anni al centro di diversi dibattiti tra CdL e Unione e che torna oggi di grande attualità.
A parlarne è il vice segretario del Pd Dario Franceschini, che in una pubblica uscita a Cosenza ha rivelato: -Il Ponte sullo Stretto? E perché no-, aprendo un nuovo possibile ciclone di polemiche con la sinistra radicale.
Tra l’altro si tratta di un -ritorno di fiamma- tra la maxi opera e il centrosinistra, visto che prima del Governo Prodi, il rappresentante dell’allora Margherita Francesco Rutelli si era detto favorevole alla realizzazione del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria.
Un altro che il Ponte se lo sogna anche la notte è l’ex amministratore delegato della società -Stretto di Messina- Pietro Ciucci, attualmente presidente nazionale dell’Anas. Anche lui incalzato dai cronisti ha commentato: -Cosa provo, a un anno dal mio insediamento alla guida dell’Anas, a vedere che i fondi Fintecna dedicati al Ponte vengono stornati proprio per la viabilità in Calabria e Sicilia? Cosa provo a sentire le parole di Franceschini? A quel ‘perché no?’ io risponderei ‘…sì, grazie!’, perché la scelta non ha caratterizzato una preferenza immutabile né definitiva del Governo e soprattutto perché la Calabria e la Sicilia hanno bisogno d’infrastrutture così-.
Parole chiare quelle di Ciucci, che si è anche sbilanciato condendo il tutto con una sfida personale: -io credo che specialmente se noi avremo dimostrato attraverso la gestione dell’Anas di saper dare al Mezzogiorno le risposte che si attende, il Ponte sullo Stretto alla fine verrà realizzato certamente, come ideale ultimo lotto dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria-.
