Mercoledì il Piano torna prima in commissione e poi in consiglio comunale. Il partito di centro contesta i progetti di finanza, scontrandosi con Scoglio. L'esponente del Pd: «Posizione irresponsabile»
Sono due gli atti sui quali il consiglio comunale è chiamato a pronunciarsi prima del rompete le righe estivo: il Piano triennale delle opere pubbliche e il bilancio Consuntivo 2008, per il quale si attende a giorni l’arrivo del commissario ad acta inviato dalla Regione. Sul Triennale non si è ancora placato lo scontro, anche e soprattutto politico, interno alla maggioranza: da una parte l’Udc, e in particolare la corrente D’Alia, dichiaratasi contraria agli undici project financing inseriti nel piano; dall’altra l’assessore allo Sviluppo economico Gianfranco Scoglio, che invece difende a spada tratta lo strumento dei progetti di finanza. Uno scontro che si ripeterà mercoledì, quando prima in commissione Lavori pubblici e poi in consiglio comunale si deciderà e si voterà sulla delibera.
Nel dibattito si inserisce Paolo Saglimbeni del Partito democratico, secondo il quale «l’Udc non può contestare i project financing previsti nel piano triennale senza indicare strade alternative. Altrimenti il sospetto che il no sia “ideologico” e, addirittura, personale, appare più che fondato. Non esistono programmi del centrodestra, nel quale l’Udc è collocato da sempre a Messina, del centrosinistra o orientamenti dei commissari succedutisi, che abbiano posto veti all’uso del project e di tutti gli altri strumenti di collaborazione pubblico-privato, considerata opzione strategica indispensabile per il rilancio della città ; tant’è che , in passato, a quanto ci è dato sapere, nessuno si è mai opposto. Solo l’amministrazione di centrosinistra ha deciso di bloccarli e di non adottare specificamente il project di Villa Dante, per motivi incomprensibili, con risultati disastrosi sia per le risorse sprecate che per lo stato vergognoso di abbandono in cui ha lasciato la villa».
«Tutti – prosegue – hanno invece convenuto, che, laddove è stato utilizzato, le opere previste erano di notevole interesse pubblico e le ricadute sulla debole economia cittadina positive. Erano pure presenti tutti noti punti di criticità : insufficienti risorse finanziarie del comune, peraltro incapace di reperirle all’esterno attraverso la partecipazione ai bandi, prevedibile realizzazione in tempi biblici a costi enormi, disavanzi conseguenti a inefficienze, scadente qualità dei servizi, ecc… Lo stesso project financing dei cimiteri parte nel 2002, dopo avere preso atto della fallimentare gestione interna che determinava parcheggi interminabili delle bare nel deposito, prezzi crescenti, condizioni igienico sanitarie allarmanti, mancanza di decoro. V’erano quindi tutte le condizioni previste. Se dunque oggi lo si vuole annullare, si dimostri che l’interesse pubblico non c’è più preoccupandosi comunque di individuare una strategia, un nuovo project o una svolta della gestione interna resa virtuosa (con chissà quale miracolo); ma il nulla o l’attuale gestione fallimentare non sono consentiti».
«Questa situazione – conclude Saglimbeni – ottimale per il ricorso allo strumento, si ripresenta oggi, nel triennale 2009-2011, che prevede complessivamente 312 opere, di cui 88 nel 2009, per un valore di 1359 milioni circa; i project financing riguardano 12 opere di evidente e condiviso interesse pubblico, da realizzare prima possibile e gestire nel modo migliore, con investimenti per 184 milioni. Il comune, come al solito, presenta la solita carenza di risorse e tutte le altre negatività del passato : l’apporto dei privati in termini finanziari, progettuali e operativi appare pertanto indispensabile. Dire no a tutto ciò, pur condividendo la valenza politica delle opere da realizzare , dalla discarica di Pace ai parcheggi, da Capo Peloro all’Istituto Marino di Mortelle o al Centro Direzionale di Gazzi, senza indicare soluzioni alternative e sapendo che il lungo iter del project consente sempre aggiustamenti e controlli anche da parte dell’Udc, sarebbe veramente un atto irresponsabile».
