Ufficializzato il passaggio dal Pd al gruppo di D’Alia, che adesso arriva a sei componenti. Ecco la nuova geografia politica dell’aula di Palazzo Zanca
Come anticipato nei giorni scorsi, anche Marcello Greco (nella foto) approda nell’Udc. Lo ha ufficializzato stamattina comunicando di lasciare il Pd per approdare al gruppo “Il Centro con D’Alia”. Da mesi Greco mostrava segni di insofferenza all’interno del Partito Democratico, dove la corrente di cui faceva parte insieme a Paolo Saglimbeni (che potrebbe presto seguire il destino di Greco), la Trecentosessanta vicina a Letta, si scontrava apertamente con l’area maggioritaria facente riferimento all’attuale leader regionale Francantonio Genovese.
Con l’ufficializzazione del passaggio di Greco all’Udc (che potrebbe non essere l’ultimo), si modifica ulteriormente il quadro politico interno al consiglio comunale, già “scosso” da un altro cambio di casacca, quello annunciato ieri da Giuseppe Melazzo, anch’egli transitato alla corte del senatore Udc. Il partito della vela oggi conta ben nove consiglieri comunali, sei con D’Alia, tre con Naro. Solo il Pdl può vantare numeri simili, ma con i dovuti distinguo. Perché se è vero che, tra lista principale e collegate, il partito arriva a tredici componenti (più uno, Trischitta, al Gruppo Misto), è altrettanto vero che molti di questi consiglieri si sono già contraddistinti per le loro posizioni spesso contrastanti con l’amministrazione (Pergolizzi e Canfora su tutti).
Cambia poco, invece, per quel che riguarda l’opposizione: il Pd perde pezzi, ma di fatto Greco (e anche Saglimbeni) da tempo erano su posizioni diverse dall’intero centrosinistra. Il dato che emerge è che aumenta in maniera esponenziale il peso dell’Udc (che vanta anche vicesindaco e quattro assessori) e in particolare quello della corrente D’Alia. Il che attualmente non dovrebbe rappresentare un problema per il sindaco Buzzanca, in buoni rapporti col partito della Vela. Ma dopo le Europee molto potrebbe cambiare, a livello nazionale e, a catena, anche su scala locale, con la nascita della Costituente di Centro. A quel punto varranno i numeri che, come si sa, in politica contano eccome.
(foto Dino Sturiale)
