L'ex commerciante ha ribadito di aver sparato dopo aver incrociato per caso Catania ed essere andato a casa a prendere l'arma
MESSINA – “Io ho ucciso”. Non si è tirato indietro Tanino Nucifora. Accompagnato dall’avvocato Gianni Miasi, l’ex commerciante di Roccalumera ha confermato la confessione resa subito dopo il delitto di Furci Siculo, quando si è costituito: è stato lui a sparare, imbracciare il fucile e colpire mortalmente l’amico Giuseppe Catania, con almeno 3 colpi a distanza ravvicinata. Nucifora ha quindi affrontato l’interrogatorio di garanzia del Giudice per le indagini preliminari Claudia Misale decidendo di rispondere a tutte le domande. Il giudice ha intanto convalidato il suo arresto.
Il faccia a faccia col giudice
Un’ora di confronto, per confermare sostanzialmente quanto già detto, chiarendo alcuni passaggi. In particolare Nucifora ha spiegato che quel pomeriggio girava disarmato, per sbrigare alcune faccende, quando ha incrociato il poliziotto in pensione. E’ a quel punto che dentro di lui, dopo la rivelazione avuta solo qualche giorno prima dello “sgarbo” subito da parte dell’amico, è scattato qualcosa ed è andato a casa per imbracciare il fucile, tornando sul lungomare di Furci dove gli ha poi sparato, intorno alle 19 di lunedì sera.
Verso i funerali
Oggi pomeriggio intanto potrebbe cominciare l’autopsia sul corpo di Catania, affidata al medico legale Elvira Ventura Spagnolo, così da poter poi restituire il corpo del 62enne ai familiari. I funerali saranno sabato 7 ottobre, alle 15,30, nella chiesa dedicata alla Madonna del Rosario, a Furci Siculo. Intanto da domani per Nucifora, rinchiuso in carcere, si apre la possibilità di incontrare i parenti, nell’ora dedicata ai colloqui.
