Cas, cambi al vertice in vista. Intanto entra nel vivo l'inchiesta sugli incentivi: i 56 indagati - Tempo Stretto - Ultime notizie da Messina e Reggio Calabria

Cas, cambi al vertice in vista. Intanto entra nel vivo l’inchiesta sugli incentivi: i 56 indagati

Alessandra Serio

Cas, cambi al vertice in vista. Intanto entra nel vivo l’inchiesta sugli incentivi: i 56 indagati

mercoledì 01 Giugno 2016 - 08:00
Cas, cambi al vertice in vista. Intanto entra nel vivo l’inchiesta sugli incentivi: i 56 indagati

Gazzara sarebbe pronto a lasciare, ma dalla Regione premono per un cambio complessivo, per fare spazio alle richieste di un deputato messinese. Le due nuove direttive che preoccupano i dipendenti. Tra loro, 56 sono ancora nel mirino della magistratura per gli incentivi progettuali. Ecco i nomi.

Tira aria di valzer di poltrone al Consorzio autostrade siciliane. L'ipotesi che Antonino Gazzara lasci presto si fa sempre più probabile. Potrebbe non bastare. Senza di lui, i componenti del Cda restano 3. E recentemente la Regione ha vincolato proprio al numero di 3 i consiglieri delle partecipate. Le sue dimissioni, quindi, non basterebbero a far subentrare un nuovo soggetto, che invece il Governatore vorrebbe in squadra. Si tratta di rumors, ovviamente, indiscrezioni che circolano fuori e dentro l'ente di viale Scoppo, la cui vita è stata sempre travagliata.

Di certo, ad oggi, c'è la notifica, portata a compimento dopo diversi giorni, della nuova proroga delle indagini sugli incentivi progettuali che riguarda 56 dipendenti. Truffa e falso i reati ipotizzati "in epoca antecedente e prossima al 2013. Nell'elenco, praticamente tutti i dipendenti in pianta stabile dell'ente: i messinesi Giovanni Arnao, Baldassare Arrigo, Agostino Bernava, Amedeo Branca, Baldassarre Ciraolo, Costantino Crisafulli, Paolo Currò, Antonino D'Arrigo, Santa De Domenico, Amedeo Finocchiaro, Letterio Frisone, Giancarlo Galletta, Giovanni Giaimo, Francesco Giardina, Antonino La Corte, Giovanni Nicola Lania, Antonio Lanteri, Giuseppe Lanzafame, Antonino Liddino, Maria Lo Nostro, Ernesto Maddocco, Stefano Magnisi, Domenico Perrone, Giuseppe Potenzone, Francesco Rizzo, Angelo Sottile, Pietro Antonino Urso, Barbara Vinci, Letterio Zanghì.

Ancora: Francesca Bongiorno di Furci Siculo; Orazia Campanino di Terme Vigliatore; i palermitani Antonino Cannatella, Lucia Cicero, Carmelo Cigno, Angelo Puccia; i catanesi Santo D'Amico e Vincenzo Irrera; Giacomo Giordano di Rometta, Carmelo Indaimo di Ficarra; Mario Lo Turco di Giardini Naxos; Corrado Magro e Paolo Rinauro di Avola; Antonino Mamazza e Antonino Francesco Spitaleri di Francavilla di Sicilia; Serafina Martorana di Roccella Valdemone; Clorinda Mifa di Santa Teresa di Riva; Domenico Perone di Milazzo; Carmelo Pintaudi di Sant'Angelo di Brolo; i calabresi Francesco Santonoceto e Walter Zampogna; Gaspare Sceusa di Barcellona; Alfonso Schepisi di San Piero Patti; Giovanni Uscenti di Roccalumera; infine Paolo Salvatore Zumbino di San Salvatore di Fitalia.

La prima proroga degli accertamenti, curati dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita insieme al sostituto Fabrizio Monaco, risale all'inizio dello scorso anno. Al centro ci sono gli incentivi progettuali liquidati dal Rup. Incentivi che andrebbero liquidati in base a precisi criteri, mirando in particolare a far risparmiare il Cas, sui singoli capitolati di spesa, e che i dipendenti del Consorzio avrebbero incassato a pioggia.

Proprio l'incasso degli incentivi, ad esempio, sarebbe alla base di una delle "trattative poco chiare" contestate ad Agostino Bernava, il dirigente andato ai domiciliari parecchi mesi fa per un affidamento pilotato.

Con la nuova proroga, il lavoro degli investigatori – la Direzione Investigativa antimafia di Catania, guidata da Renato Panvino – ha preso nuovo vigore e si passa ora agli interrogatori delle persone interessate. Ancora in corso, invece, l'inchiesta sfociata nel blitz Teckno sugli interessi dell'imprenditore Nino Giordano sugli appalti del Consorzio. In questo caso non si sono registrati nuovi provvedimenti, neppure una proroga delle indagini preliminari, malgrado il largo trascorrere del tempo.

L'indagine sugli incentivi non è l'unica grana per i dipendenti. Un'altra recente direttiva regionale ha infatti bloccato gli interpelli alla Regione con la motivazione che, provenendo da qualunque altra amministrazione, i dipendenti passati alla Regione prenderebbero automaticamente uno stipendio più alto. La stessa regola dovrà essere applicata al Consorzio? Qui sono molti i lavoratori provenienti da altri enti, Provincia e Catasto soprattutto. E in tutti i casi il trattamento economico di cui godono al Cas è largamente più ampio.

Alessandra Serio

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12 commenti

  1. montalbanosono 1 Giugno 2016 09:11

    altro che dip. comunali questi sono 1000 volte peggio xxxxxxxxxxxx PRIMA di aver eseguito xxxxxxxxxxx A CASAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

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  2. montalbanosono 1 Giugno 2016 09:11

    altro che dip. comunali questi sono 1000 volte peggio xxxxxxxxxxxx PRIMA di aver eseguito xxxxxxxxxxx A CASAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

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  3. prima di tutto processo severo e senza errori, la massima difesa agli imputati, ma se poi verranno condannati contestualmente alla condanna dovranno essere licenziati immediatamente.

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  4. prima di tutto processo severo e senza errori, la massima difesa agli imputati, ma se poi verranno condannati contestualmente alla condanna dovranno essere licenziati immediatamente.

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  5. vincetheprince 1 Giugno 2016 13:35

    Toh chi si rivede…e sono sempre lì…xxxxxxxxxxxxx!!

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  6. vincetheprince 1 Giugno 2016 13:35

    Toh chi si rivede…e sono sempre lì…xxxxxxxxxxxxx!!

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  7. Antonio Arena 1 Giugno 2016 14:29

    eravigliano alcuni nomi i quali x certo nella loro vita lavorativa non hanno xxxxxxxxxxxxxxxxxx?

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  8. Antonio Arena 1 Giugno 2016 14:29

    eravigliano alcuni nomi i quali x certo nella loro vita lavorativa non hanno xxxxxxxxxxxxxxxxxx?

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  9. Antonio Arena 2 Giugno 2016 03:06

    Tutte queste schifezze accadono perché nn c’è nessunohe controlla, dal CAS, all’ATM,, ATO ecc. Gli amministratori di tali organismi fanno finta di nn vedere 1° perché ne usufruiscono pure loro con retribuzioni da favola; 2° perché sanno che tutti, dicasi tutti i dipendenti interessati, collocati in quei luoghi sono raccomandati ed ognuno di loro è portatore di interessi di un padrino quindi? Sino a quando si lasceranno autodeterminarsi stipendi, indennità varie , di produzione pseudo responsabilità ecc. ecc, nn cambierà nulla!

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  10. Antonio Arena 2 Giugno 2016 03:06

    Tutte queste schifezze accadono perché nn c’è nessunohe controlla, dal CAS, all’ATM,, ATO ecc. Gli amministratori di tali organismi fanno finta di nn vedere 1° perché ne usufruiscono pure loro con retribuzioni da favola; 2° perché sanno che tutti, dicasi tutti i dipendenti interessati, collocati in quei luoghi sono raccomandati ed ognuno di loro è portatore di interessi di un padrino quindi? Sino a quando si lasceranno autodeterminarsi stipendi, indennità varie , di produzione pseudo responsabilità ecc. ecc, nn cambierà nulla!

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  11. Che schifezze. Che si faccia un processo severo e se condannati –> A CASAAAAAAAAAA

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  12. Che schifezze. Che si faccia un processo severo e se condannati –> A CASAAAAAAAAAA

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