Ponte sullo Stretto. Rizzo: "Landini fa discriminazione tra sud e nord Italia"

Ponte sullo Stretto. Rizzo: “Landini fa discriminazione tra sud e nord Italia”

Redazione

Ponte sullo Stretto. Rizzo: “Landini fa discriminazione tra sud e nord Italia”

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venerdì 22 Maggio 2026 - 14:00

Il presidente della Rete civica per le infrastrutture nel mezzogiorno risponde al segretario della Cgil

Le recenti affermazioni del segretario della Cgil, Maurizio Landini, sul Ponte sullo Stretto, hanno sollevato la solita dura ondata di reazioni nel mondo associazionistico dello Stretto. A prendere la parola è l’avvocato Fernando Rizzo, presidente della Rete Civica per le Infrastrutture nel Mezzogiorno, che contesta radicalmente le parole di Landini: “Le dichiarazioni pronunciate dal segretario generale della Cgil Maurizio Landini, nativo di Reggio Emilia, secondo cui il Ponte sullo Stretto servirebbe soltanto a ‘unire le mafie’, rappresentano parole gravi, offensive e denigratorie nei confronti dei cittadini siciliani e calabresi”.

L’esponente della rete civica mette poi in luce “una evidente disparità di giudizio rispetto agli investimenti storicamente realizzati in altre aree del Paese”. Proseguendo nella sua analisi, Rizzo evidenzia “come sia singolare la differente attenzione riservata ai territori settentrionali rispetto al Mezzogiorno”: “Colpisce che Landini sostenga, tra l’altro, di avere ‘un’altra idea di sviluppo’. Però non risulta si sia mai opposto alla costruzione dei tre ponti ferroviari di Calatrava a Reggio Emilia o alle grandi infrastrutture del Nord, ai trafori, alle gallerie, alle reti del Tav, o all’imponente passante ferroviario a tre livelli di 18 km sotto il centro di Bologna. Pronuncia, invece, espressioni sdegnate per un’opera strategica del Sud, associata a criminalità e malaffare”.

“Il pregiudizio culturale”

Secondo la tesi sostenuta da Rizzo, dietro queste posizioni si nasconderebbe “un retaggio difficile da accettare per chi opera quotidianamente sul territorio”: “È una visione culturale discriminatoria che alimenta l’idea di un estremo Sud destinato all’arretratezza per l’inadeguatezza ed il malaffare della popolazione meridionali, per cui ciò che è vantaggioso al Centro Nord o nella sua Emilia, è legato alla criminalità organizzata o al disastro ambientale nel Sud Italia. Landini alimenta stereotipi che da decenni penalizzano generazioni di lavoratori, studenti, imprenditori e famiglie che subiscono l’arretratezza, l’isolamento economico e l’insularità siciliana”.

Rizzo entra quindi nel dettaglio tecnico e geopolitico dell’infrastruttura, ricordando come “l’opera non sia un intervento isolato ma rappresenti l’anello mancante di una complessa rete di trasporti continentale definita in sede comunitaria”. Il presidente osserva in proposito: “Il Ponte sullo Stretto e le decine di km di ferrovie, autostrade e metropolitane collegate costituisce un’infrastruttura strategica di appena 3 km sugli oltre 4.800 del corridoio Scandinavo Mediterraneo, asse prioritario delle reti transeuropee di trasporto (Ten-T), che unisce Finlandia, Svezia, Danimarca, Germania, Austria e Italia – consentendo alla Sicilia di essere collegata stabilmente alla rete ferroviaria nazionale ed europea ad alta velocità, con una mobilità moderna, una riduzione dei costi logistici e di trasporto per cittadini e imprese del Mezzogiorno, oltre a importanti benefici ambientali grazie al trasferimento del traffico dalla gomma al ferro”.

“Isolamento e spopolamento”

Il fulcro della replica si sposta poi sulla “correlazione diretta tra lo sviluppo economico e il contrasto ai fenomeni criminali, ribaltando la logica delle accuse sollevate dal sindacato. Rizzo rimarca con forza questo concetto cardine”: “Sostenere che un’opera di tale portata serva ‘a unire le mafie’ significa ignorare il valore dello sviluppo, del lavoro e della modernizzazione come strumenti fondamentali anche nella lotta contro la criminalità organizzata. Le mafie prosperano nell’isolamento, nella mancanza di opportunità e nell’assenza dello Stato, non certamente nelle infrastrutture che avvicinano territori, persone e mercati”.

Un passaggio particolarmente critico della dichiarazione viene riservato alla reazione, o meglio all’assenza di reazione, da parte delle rappresentanze locali del sindacato, a fronte dei dati impressionanti che caratterizzano il transito marittimo odierno. Il presidente della Rete Civica non nasconde il proprio rammarico: “Colpisce che queste parole provengano dal segretario della Cgil, organizzazione che rappresenta anche i lavoratori del Sud e le migliaia di giovani costretti ogni anno ad emigrare per mancanza di investimenti e collegamenti adeguati. E ancora peggio che i meridionali della Cgil non esprimano indignazione per essere associati ai mafiosi. E ciò malgrado i porti di Messina, Villa San Giovanni e Reggio Calabria costituiscano il primo sistema portuale d’Europa con 20 milioni di passeggeri totali, oltre 2 milioni di autovetture e circa 400.000 mezzi pesanti, con 100.000 corse annue tra traghetti e mezzi veloci, per appena 3 km di distanza, per cittadini e imprese siciliane con costi di 8 miliardi l’anno, il 7% del pil siciliano, e un imponente inquinamento da gas serra, e polveri sottili nello Stretto”.

Richiesta di scuse

La parte conclusiva dell’intervento traccia “un bilancio drammatico degli effetti a lungo termine provocati dalla mancanza di una continuità territoriale stabile, concludendosi con una esplicita richiesta di scuse pubbliche”. “E la mancanza di continuità territoriale è la principale ragione di spopolamento dell’isola (500 mila residenti spariti in 12 anni, Messina prima città per spopolamento europeo) e desertificazione imprenditoriale. La Sicilia non ha bisogno di pregiudizi né di paternalismi. Ha bisogno di rispetto, infrastrutture, occupazione e pari dignità rispetto al resto del Paese. Per questo motivo, le affermazioni di Landini, meritano una riflessione e, soprattutto, delle scuse nei confronti dei cittadini siciliani e calabresi che ogni giorno lavorano onestamente per costruire un futuro migliore per la propria terra” – conclude Rizzo.

2 commenti

  1. Landini si dovrebbe solo vergognare per ciò che ha detto, è da querela, anziché dire cavolate varie dovrebbe pensare agli interessi dei lavoratori, ma lui ha altro a cui pensare, ha la Palestina, ha i centri sociali, fa politica, insomma fa di tutto tranne gli interessi dei lavoratori e degli italiani

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  2. Scusate, se un traghetto trasporta 40 Tir e 100 auto a motore spento inquina di certo. E se i 40 Tir e le 100 auto passano sul ponte a motore acceso….la caduta di polveri sottili sarà minore? Ne siamo certi?

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