Il Potere, I Giovani, ed il Significato Tristemente Attuale dell’Ultima Opera di Pasolini: Una Riflessione

Il Potere, I Giovani, ed il Significato Tristemente Attuale dell’Ultima Opera di Pasolini: Una Riflessione

Il Potere, I Giovani, ed il Significato Tristemente Attuale dell’Ultima Opera di Pasolini: Una Riflessione

venerdì 04 Novembre 2011 - 10:22

“Salò o le 120 Giornate di Sodoma” è un film del 1975, scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini. Invito il lettore che non conosce la storia del film o del regista a servirsi di wikipedia. In questa breve riflessione, voglio soffermarmi sul significato attuale di quel film rispetto al disagio dei giovani italiani che si affacciano al mondo del lavoro per la prima volta, o che da anni e anni lottano per scavarsi una nicchia nello stesso.

“Salò” è un film scioccante, un vero pugno allo stomaco. Quello che si vede nel film, comunque, va letto in chiave metaforica. Vi si vedono un folto gruppo di ragazzi e ragazze, tutti tra i 15 ed i 30 anni, rinchiusi in una lussuosa villa. I ragazzi sono vittima di quattro aguzzini – un “duca”, un “monsignore”, un “sua eccellenza” ed un “presidente” – e dei loro subalterni, che gli impartiscono le sevizie più orrende ed indescrivibili.

La lettura metaforica del film non richiede un grande sforzo d’immaginazione, soprattutto se si è giovani, disperati, senza lavoro o con un lavoro per cui “bisogna baciare a terra dov’è più sporco” per averlo trovato, come ci si sente spesso dire. Non è infatti difficile vedere come tanti duchi, monsignori e presidenti della nostra vita quotidiana trattino le nuove generazioni con disgusto, invidia e cattiveria. I giovani (ed i meno giovani) sono perennemente sottoposti all’accettazione di compromessi, a volte terribili (nel film i ragazzi sono spesso costretti a mangiare escrementi). Sono esposti a molestie sessuali, a ricatti, a violenze (nel film vengono costantemente stuprati, torturati e uccisi).

Ma la cosa più raccapricciante e vergognosa, a cui si assiste con ormai poco clamore nel nostro tempo e nella nostra stagione politica, è che “Salò” oggi può anche essere letto in chiave realistica e non più semplicemente metaforica. E’ ormai sulla cronaca che vengono riportate le sevizie, i ricatti sessuali, le umiliazioni che i duchi, i monsignori, le eccellenze e i presidenti di turno si permettono di infliggere quotidianamente sui più deboli. Si provi per esempio ad ascoltare l’intervista a Chiara Danese disponibile su internet, per averne un’idea generale ed eclatante. E si consideri che non c’è neanche bisogno di andare ai vertici del potere per trovare esempi di atteggiamenti che ricordano, oppure ahimè riproducono letteralmente, quello che viene mostrato in “Salò”.

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