Stop alla mafia nei terreni agricoli: firmati due protocolli di legalità - Tempostretto

Stop alla mafia nei terreni agricoli: firmati due protocolli di legalità

Veronica Crocitti

Stop alla mafia nei terreni agricoli: firmati due protocolli di legalità

venerdì 05 Giugno 2015 - 11:18

Mattinata intensa quella di oggi in Prefettura, in cui si è discusso di infiltrazioni mafiose, terreni agricoli e macellazione clandestina. Obiettivo comune: aiutare le imprese che operano nel settore agricolo ed evitare che la mano della criminalità organizzata cada sul sistema.

Aiutare le imprese agricole siciliane, evitare infiltrazioni mafiose e di criminalità organizzata, rendere più incisivi i controlli nelle procedure di assegnazione dei terreni agricoli, contrastare il mercato illegale della macellazione clandestina, soprattutto nell’area nebroidea. Sono stati questi i punti salienti dell’incontro che stamattina si è svolto in Prefettura, per le iniziative a tutela della sicurezza nel comparto agricolo, a cui hanno preso parte il Prefetto Stefano Trotta, l’Assessore Regionale all’Agricoltura Antonio Caleca, il Presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, il Commissario dell’Ente di Sviluppo Agricolo Francesco Calanna, il Dirigente dell’Ispettorato Ripartimentale Foreste Carmelo Di Vincenzo ed i vari rappresentanti delle Forze dell’Ordine.

“L’obiettivo primario – ha spiegato Calanna – è quello di aiutare le imprese agricole ma, allo stesso tempo, evitare truffe ed infiltrazioni criminali. Come? I contributi agricoli saranno erogabili solo ai soggetti titolari dei terreni da più di 6 mesi e le aziende dovranno comunque possedere, prima di ricevere benefici, la certificazione antimafia”. Una direttiva, quella su cui si è discusso oggi, che prevede quindi la possibilità per le aziende agricole di beneficiare delle misure agroambientali previste nel PSR, consentendo loro la sottoscrizione di impegni poliennali. Il tutto, però, corredato da un controllo antimafia più incisivo, così come traspare dai due protocolli di legalità stipulati con il Commissario Straordinario dell’Ente di Sviluppo Agricolo e con il Presidente dell’Ente Parco Nebrodi.

L’obiettivo è stato quello di riuscire ad estendere i controlli e le verifiche antimafia ad alcuni atti che prima ne erano esclusi poiché sottosoglia. A tal proposito, è stata anche adottata un’informativa antimafia interdittiva nei confronti della società che si era aggiudicata la concessione del pascolo estivo su terreni di proprietà dell’Ente Parco dei Nebrodi. E proprio quello del pascolo brado nell’area nebroidea è stato uno dei temi su cui si è concentrato particolarmente l’incontro di stamattina. Da diversi mesi, infatti, le Forze dell’Ordine hanno serrato i controlli e le attività per contrastare il fenomeno del pascolo brado incontrollato, la macellazione clandestina, i furti di bovini e ovini, tutelando invece la salute dei consumatori.

Come spiegato “l’esigenza di avviare un mirato piano di controllo coordinato del territorio è stata, inizialmente, valutata nell’ambito della riunione tecnica di coordinamento interforze che si è svolta nel Palazzo del Governo il 3 ottobre 2013 a seguito della presentazione di alcuni esposti con i quali cittadini proprietari di fondi agricoli in diversi territori montani della provincia di Messina avevano segnalato problematiche connesse alla sicurezza nel comparto agricolo”. Un contrasto mirato e proficuo che inizialmente ha riguardato il comprensorio dei Nebrodi (interessando l’ambito dei Comuni di Cesarò, Montalbano Elicona, Raccuja, Ucria e Floresta), per poi estendersi anche ad altre zone quali i Comuni di Barcellona Pozzo di Gotto, Novara di Sicilia, Francavilla di Sicilia, Tripi e Mandanici. Solo per gli scorsi mesi, il bilancio è di quasi 900 animali sequestrati e diversi avvisi di garanzia per noti allevatori. Un impegno serio e coordinato che ha visto protagoniste singole operazioni, concordate in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e pianificate nell’ambito di specifici Tavoli Tecnici coordinati dal Questore, a cui hanno partecipato, oltre al personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste, anche i Medici Veterinari dell’ASP e Agenti appartenenti alla Polizia Provinciale e ai rispettivi Corpi di Polizia Municipale. (Veronica Crocitti)

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