Successo per “La donna perfetta”, ai Magazzini del Sale di Messina

Successo per “La donna perfetta”, ai Magazzini del Sale di Messina

francesco musolino

Successo per “La donna perfetta”, ai Magazzini del Sale di Messina

lunedì 12 Marzo 2012 - 08:52

Successo ieri sera per la pièce “La donna perfetta”, un testo ispirato a Jean Cocteau. Regia di Vincenzo Tripodo, interprete Mariella Lo Sardo, musiche di Ralph Towner.

Successo per “La donna perfetta”, ieri sera ai Magazzini del Sale, per la per la regia di Vincenzo Tripodo, interpretata da Mariella Lo Sardo, con le musiche di Ralph Towner.

Una produzione di Gigi Spedale per l’Associazione Culturale Querelle. Scenografie di Cristina Ipsaro Passione, costumi di Maison Studio by Liliana Pispisa, luci di Gigi Spedale. Aiuto regia Cecilia Foti.

Ispirandosi al testo de “La Voce Umana” di Jean Cocteau, Tripodo ha dato vita ad una nuova versione della storia della donna disperatamente aggrappata al telefono, per un’ultima conversazione con l’uomo che l’ha abbandonata per una compagna più giovane.

Il “drammone” di Cocteau è stato qui trasformato, inducendo un’atmosfera quasi comica, arricchendo il testo di nuove situazioni, nuovi elementi e nuove brillanti battute.

Alla fine, dall’ironia emerge, comunque, l’amara constatazione della condizione di solitudine e dipendenza psicologica di chi ha investito la propria vita in un amore, rinunciando a se stessa e vivendo della luce riflessa di un uomo che ora le chiede di essere forte.

La protagonista è una “bimbo”, ossia quel tipo di donna che non arriva mai a completa maturazione. Quelle che ancora prediligono il rosa, collezionano bambole, parlano con le vocine e si “fanno” di botulino. Donne bambine in cerca di un padre, più che di un compagno.

Mariella Lo Sardo porta in scena la sua esperienza, la maturità artistica ottenuta lavorando con grandi nomi del teatro e del cinema, come Mario Martone, Giorgio Barberio Corsetti, Toni Servillo, Roberto Benigni e Krzysztof Zanussi.

L’unica interprete, in realtà non è mai sola sulla scena, perchè costantemente accompagnata da terze figure: c’è Dio, con cui scambia battute; la bambola cui la sua stessa coscienza dà voce, come una ventriloqua; c’è l’uomo all’altro capo del telefono, che il pubblico non sente, riuscendo tuttavia a percepire quanto dice attraverso le reazioni della protagonista.

L’intensità del linguaggio del corpo e della mimica facciale dell’attrice, evidente risultato di un lavoro estremamente scrupoloso, sottolineano efficacemente ogni battuta, ogni emozione, ogni bugia.

Questa figura femminile ferita, soffrente e arrabbiata, dentro un vestito da bambola, si muove in una scena essenziale, realizzata con elementi efficaci: una grande finestra da cui s’intravede un’ipotetica metropoli americana; l’immancabile specchio su cui riflettere disagi e paure; un sofà dove distendersi con atteggiamento da “femme fatale”; tanti cassetti dove nascondere e custodire un passato cui sembra impossibile rinunciare.

Alcuni momenti sono sottolineati dalle musiche originali di Ralph Towner, musicista del mitico gruppo statunitense degli Oregon. Il chitarrista e compositore è presente in questi giorni a Messina in occasione delle recite de “La donna perfetta”.

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