In serata la nave Sirio della Marina Militare ha sbarcato 415 africani. Quasi tutti lasceranno Messina. L'Alto Commissariato Onu per i rifugiati denuncia: più di 2 mila morti in 3 mesi, nel 2014 arrivi record.
Nel giorno del ricordo per le stragi nel Mediterraneo, a Messina ha attraccato un'altra nave di profughi. Poco prima delle 18 la nave Sirio della Marina Militare ha sbarcato sul Molo Colapesce 415 tra uomini, donne e bambini provenienti dall'Africa.
Anche in questo caso si tratta di migranti provenienti da diverse regioni del continente, in particolare dalle zone subsahariane. Sbarco blindato pure questa volta: sotto la prima pioggia autunnale, i migranti sono stati accolti al Molo Colapesce, recintato. Identificati e sottoposti alla profilassi sanitaria sotto le tende, sono stati poi fatti salire sui bus. La loro destinazione dipende ora dalle disponibilità dei centri. In città, il Palanebiolo e la caserma Gasparro sono al collasso. In via di sistemazione il centro recentemente autorizzato a Fondachelli.
Per quelli che non troveranno posto nel messinese, la destinazione è oltre Stretto. Una tragedia senza fine, quella dei profughi del mare, che i numeri impressionanti diffusi proprio oggi dall'Unhcr, l'Agenzia Onu per i rifugiati, aiuta a comprendere soltanto in parte. Nell'ultimo trimestre, racconta l'Agenzia, nel Mediterraneo hanno perso la vita 2200 persone, inghiottiti dal mare mentre fuggivano da povertà e guerra. In totale, tra il primo luglio e il 30 settembre sono arrivate 90 mila persone. Nei 3 mesi precedenti ne erano arrivati 75 mila, e sono stati registrati 800 decessi.
Quest'anno, sottolinea l'Unhcr, le persone che finora hanno compiuto la traversata in mare sono in tutto 165 mila rispetto alle 60 mila del 2013, dati che rendono il 2014 un anno record. Alla luce dei dati, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati rinnova il suo appello all' Europa affinché investa maggiori risorse per garantire il soccorso in mare nel Mediterraneo e intensifichi gli sforzi per fornire alternative legali a questi pericolosi viaggi.
Alessandra Serio
