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Un osservatorio sulle politiche a difesa del suolo: gli ingegneri “formalizzano” la proposta

Un osservatorio sulle politiche a difesa del suolo: gli ingegneri “formalizzano” la proposta

mercoledì 09 Maggio 2012 - 07:50
Un osservatorio sulle politiche a difesa del suolo: gli ingegneri “formalizzano” la proposta

L’iniziativa proposta e promossa dagli ordini degli ingegneri di Messina e La Spezia, punta alla creazione di un organo che individui delle linee guida entro cui operare ai fini della tutela del territorio

Nel corso del Convegno Nazionale organizzato a Messina lo scorso 5 maggio, gli Ordini degli Ingegneri di La Spezia e Messina hanno concordato sulla necessità di dotarsi, a livello nazionale, di un organismo che possa coordinare iniziative, proposte ed azioni preventive riguardo il tema della Difesa del Suolo in Italia. “Il nostro Paese – affermano i tecnici – sconta un’assenza di pianificazione cronica e per tale ragione le risorse non possono essere spese correttamente in fase preventiva ma solo a seguito delle emergenze. La difesa del suolo, come vediamo, è un problema non solo tecnico, finanziario e giuridico-procedurale ma è un problema, ed è molto più grave, economico e sociale. Occorre una terapia d’urto che veda coinvolte insieme le Professioni, l’Università, il Governo.

Gli Ingegneri si sono assunti la responsabilità di indicare le priorità e le soluzioni tecniche, ed hanno pertanto proposto al Consiglio Nazionale Ingegneri di istituire un Osservatorio sulle politiche a difesa del suolo che raccolga in un unico organismo tutte le istanze e le proposte che verranno da tutti gli Ordini Provinciali, in raccordo anche con le Facoltà d’Ingegneria: il problema dei dissesti è ormai un problema nazionale, non più localizzato in singole regioni, né può essere affrontato localmente. Osservatorio che a detta dei professionisti diventerebbe uno strumento utile per fornire le necessarie linee guida a professionisti e Pubbliche Amministrazioni rispetto alle risorse ed agli investimenti che il governo dovrebbe individuare per la messa in sicurezza dei suoli.

“E’ emerso nel corso dei due incontri di La Spezia e Messina – conclude il presidente dell’Ordine di Messina Santi Trovato – la necessità di individuare gli strumenti necessari per reperire i fondi per un grande Piano di messa in sicurezza delle aree più a rischio, un Progetto Conoscenza sulle principali criticità idrauliche e geologico-alluvionali, che dovrà prevedere anche una scala di priorità degli interventi da avviare, annualmente, nelle zone più esposte ai dissesti idrogeologici. Le linee guida di tale progetto potrebbero già essere individuate come primo punto da affrontare all’interno dello stesso Osservatorio”.

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Un commento

  1. Scriverò un commento più articolato sul presidente dell’ordine degli ingegneri,ing. Santi TROVATO, intanto faccio risaltare l’IPOCRISIA di un Ordine, che nel passato non ha speso uno straccio di parola sulla devastazione delle nostre colline e sui piccoli scempi edilizi all’interno e sul territorio confinante al piano Borzi. Ricordo all’Ordine degli ingegneri,che portano tutto il peso dello stato pietoso in cui è ridotta Messina, gli architetti hanno progettato solo il 7% delle costruzioni, è un dato statistico nazionale,
    ma la cosa più grave è che ha agevolato tutte le specializzazioni al suo interno a cimentarsi nella progettazione di edifici,danneggiando chi è ingegnere edile. Per essere più chiari è come se un chirurgo vascolare operasse una protesi al ginocchio,o viceversa, che schifo di risultato verrebbe fuori.

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