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Sicilia ultima regione d’Italia per raccolta differenziata. A Messina non si va oltre il 7.54 %

Francesca Stornante

Sicilia ultima regione d’Italia per raccolta differenziata. A Messina non si va oltre il 7.54 %

venerdì 08 Giugno 2012 - 11:09
Sicilia ultima regione d’Italia per raccolta differenziata. A Messina non si va oltre il 7.54 %

Presentata l'edizione 2012 del Rapporto Rifiuti urbani dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Trapani isola felice regionale, Enna maglia nera, Messina nella mediocrità di una regione che non riesce a valorizzare il rifiuto come risorsa

E' stata presentata a Roma l'edizione 2012 del Rapporto Rifiuti Urbani dell'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). I dati, relativi al 2010, evidenziano in Italia un aumento della produzione dei rifiuti (circa 32.5 milioni di tonnellate, rispetto ai 32.1 dell'anno precedente e ai 28.4 del 1999) e un aumento della raccolta differenziata, passata dal 33.6 al 35.3 % (nel 2006 era al 25.8 %). Nello specifico il dato della raccolta differenziata è del 49 % al nord, del 27 % al centro e del 21 % al sud. Al nord, ogni abitante produce all'anno 533 kg di spazzatura, al centro 613 kg, al sud 495 kg. La Sicilia è però l'ultima regione italiana per raccolta differenziata, con una percentuale del 9.41 %, lontana non solo dal 35 % di media nazionale ma anche da quel 21 % di media delle regioni del Sud. Vediamo nello specifico i dati della nostra Regione: su una popolazione di 5 milioni 51.075 persone, si producono 2 milioni 610.304 tonnellate di rifiuti, equivalenti a 517 kg per abitante all'anno, al di sotto della media nazionale di 536 kg a persona. Il problema è che di questi 517 kg, ben 467 sono di raccolta indifferenziata, appena 48 di raccolta differenziata e 2 di rifiuti ingombranti. Quindi 2 milioni 357.379 tonnellate di indifferenziato, pari al 90.31 %, 245.612 tonnellate di differenziato, pari al 9.41 % e 8.112 tonnellate di ingombranti, pari allo 0.31 %. In Sicilia, l'isola felice è Trapani, la maglia nera Enna, mentre Messina si ritrova nella mediocrità di valori già bassissimi per la regione a livello nazionale. Nel 2010, nella provincia di Messina, sono state prodotte 334.809 tonnellate di rifiuti, delle quali 307.526 di indifferenziato, pari al 91.85 %, 25.236 di differenziato, pari al 7.54 % e 2.046 di ingombranti, pari allo 0.61 %. La percentuale di raccolta differenziata raggiunge buoni livelli nella provincia di Trapani, dove si smaltisce il 26.70 % dei rifiuti. Percentuali bassissime in tutte le altre province siciliane: 12.93 ad Agrigento, 8.54 a Caltanissetta, 8.52 a Ragusa, 8.30 a Catania, 7.54 – come detto – a Messina, 6.81 a Palermo, 6.07 a Siracusa, 1.73 a Enna. Per quanto riguarda invece la produzione dei rifiuti è Catania la provincia meno virtuosa, con 565 kg all'anno per ogni abitante. A seguire, 532 kg a Palermo, 522 a Siracusa, 512 a Messina, 493 a Trapani, 490 ad Agrigento, 478 a Ragusa, 461 a Caltanissetta, 396 a Enna. Insomma in Sicilia c'è ancora molto da fare, per uniformarsi quantomeno alla media del Sud Italia che differenzia il 21 % dei rifiuti prodotti, con punte virtuose a Salerno (55 %) e Avellino (50 %). Persino a Napoli, nonostante le risapute problematiche, si raggiunge il 26 %. Se in Campania si può, perché in Sicilia no? (Francesca Stornante)

Venerdì, 8 giugno, 2012 – 13:09

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7 commenti

  1. L'Osservatore 8 Giugno 2012 12:37

    Perchè in Sicilia no?
    Perchè manca totalmente la cultura, l’educazione della raccolta differenziata, a partire dai politici che ci rappresentano e che avrebbero dovuto istituzionalizzarla già anni fa…

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  2. Messina non è una citta’,ma uba discarica di fetu

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  3. Sono d’accordo con te…

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  4. 7 er cento mi sembra tanto

    Avranno mi imbrogliato sule cifre

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  5. la raccolta differenziata va fatta, ma in luoghi dove non si incentivino le discariche a cielo aperto in quanto queste sono portatrici di altri problemi per gli abitanti di alcune zone, anche centrali, che già fanno una vita difficile tra amianto e cattive abitudini di chi dovrebbe usare i cassonetti o la ramazza per pulire

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  6. La soluzione è semplice e si può arrivare subito ad una differenziata del 75%. Basta copiare la città campana che ha eliminato tutti i cassonetti dalle strade e ha raccolto i rifiuti (differenziati), porta a porta. Frazione umida, plastica, vetro, lattine e metalli vari, carta e cartone, sanzionando pesantemente chi abbandona rifiuti in ogni dove, attraverso capillari controlli con vigili in borghese.
    Orsù, sig. Sindaco, faccia qualcosa oltre che tagliare nastri e presenziare alle inaugurazioni di ogni tipo. Alzi le chiappe dalla sedia sulla quale si sta facendo i calli nel fondo schiena e si dia una mossa. Il suo comportamento sia tale che i Messinesi, suoi concittadini, si rendano conto che la sua autorità è “servizio”. Imiti il “Maestro” che cingendosi con un asciugatoio lavò i piedi ai suoi discepoli. Dimostri un minimo di amore per la città che rappresenta invece di “pascere” solo se stesso!

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  7. liliana parisi 9 Giugno 2012 17:01

    Stamattina, passando davanti all’Università, ho visto nella nuova aiuola fiorita(speriamo che duri!)una cartaccia e,in un raptus di senso civico,l’ho tolta.Ho percorso alcuni metri tenendo in mano con due dita la cartaccia…e poi l’ho buttata a terra perchè non vedevo intorno nessun cestino portarifiuti o cassonetto.Penso che non dovrebbe essere difficile attaccare dei cestini ai pali dell’illuminazione o posizionare dei piccoli contenitori per vetro e plastica nelle strade(specie dove oggi si vedono bottiglie abbandonate) e per carta presso le scuole:forse qualcuno li userebbe.E’ inutile continuare a parlare di raccolta differenziata nelle scuole di ogni ordine e grado se poi tale raccolta non viene favorita!

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