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Real Cittadella. Franz Riccobono: “Con l’impegno di Musumeci si restituirà dignità al monumento”

Daniele Ferrara

Real Cittadella. Franz Riccobono: “Con l’impegno di Musumeci si restituirà dignità al monumento”

lunedì 28 Dicembre 2020 - 12:31

Intervista allo storico in seguito all'incontro con il governatore della Regione Siciliana

Dopo tante difficoltà, quest’anno si chiude con una notizia positiva per la monumentalità di Messina. L’11 Dicembre si è sancito il prossimo destino della nostra Falce, la cosiddetta zona falcata. Nello specifico, oggi ci occuperemo del recupero della Real Cittadella.

Un incontro storico per la Real Cittadella e la penisola falcata

Venerdì 11 Dicembre può considerarsi una data storica, per il fatto che il Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha convocato tutti gli aventi causa in generale al bene della Falce ma in particolare per quanto riguarda la fortezza seicentesca. Alla riunione erano presenti: l’Università, l’Autorità Portuale, la Soprintendenza BB.CC.AA., il Comune e la Prefettura, come pure le Ferrovie, il comando della Marina Militare, la Capitaneria di Porto, il Genio Civile, e infine, pur non facendo parte formalmente delle istituzioni, il professor Franz Riccobono in qualità di componente del Consiglio regionale per i Beni Culturali.

Tra gl’intervenuti all’incontro, per esperienza e competenza dimostrata, Franz Riccobono è certamente profondo conoscitore di questo magnifico monumento, se consideriamo che nell’arco degli ultimi decennî ha prodotto insieme ad altri ricercatori (Adolfo Berdar, Cesare la Fauci, Alessandro Fumia, Marco Grassi, Rodo Santoro, Aldo Giacomo Segre) ben sei pubblicazioni su questo tema: La Real Cittadella di Messina (1985), La Real Cittadella di Messina. 150 anni di degrado, da fortezza inespugnabile a pattumiera cittadina (2016), Messina, ancora Real Cittadella (2017), Quaderni Borbonici. Vol.1 (2018), La Grande Beffa. La Real Cittadella, 150 anni di abbandono (2019) e Verso la Nuova Cittadella (2020).

Intervista a Franz Riccobono

Finalmente, dopo lunga battaglia, sembra che sia avvenuta la svolta. Cos’è successo?Il quadro delineato dal presidente Musumeci è stato particolarmente puntuale nel definire i temi e gli obbiettivi, a breve e a lungo termine. Lo stesso Musumeci ha precisato che la Regione Siciliana non è proprietaria di un solo metro della zona falcata ma, per la normativa vigente in Sicilia, ha potestà amministrativa per quanto riguarda la tutela dei beni culturali, e quindi in tale ambito rientrano: i resti del Castello del don Blasco (cavalcavia), dell’avanzata cittadella e della Real Cittadella, la cinquecentesca Lanterna del Montorsoli ed il Castello del Santissimo Salvatore dei Greci. In tal senso, il Presidente ha chiarito che al di là delle disponibilità teoricamente programmate per la cura di tali monumenti, concretizzando le intenzioni della Regione al fine di realizzare un primo programma di restituzione di parte della Real Cittadella, prevede da sùbito una spesa di due-tre milioni, per consentire il recupero di un primo spazio monumentale e realizzare una sorta di passeggiata archeologica con un percorso esterno delle cortine ancor oggi conservate tra i bastioni Santo Stefano e San Diego, cioè il fronte a mare dalla struggente bellezza paesaggistica sulle acque dello Stretto e la prossima Calabria. Considerata l’importanza del monumento e degli interventi necessari, il presidente Musumeci ha aumentato lo stanziamento alla cifra di otto-dieci milioni.

Ma prima di continuare, diamo al nostro pubblico qualche nota storica, dato che purtroppo, come constatiamo sempre, i cittadini che a Messina conoscono la Real Cittadella compongono un numero esiguo.

È bene ricordare che la Real Cittadella, realizzata a fine Seicento dall’ingegnere militare fiammingo Carlos de Grunenbergh specializzato in costruzioni acquatiche, fu costruita nel suo perimetro pentagonale di ben 3500 metri, in appena tre anni, e successivamente integrata da opere di rafforzamento fino alla prima metà dell’Ottocento. Al momento della sua costruzione era considerata la struttura fortificata più efficace dell’intero Mediterraneo, tant’è che non fu mai conquistata d’assalto. Tra il 1860 e il 1861 fu luogo dell’estrema resistenza delle truppe borboniche all’occupazione sabauda. Tale circostanza comportò una sorta di damnatio memoriae per cui i vincitori, ed in particolare i Messinesi, si accanirono nel tentativo (non riuscito) di radere completamente al suolo la fortezza. Per la verità lo stato maggiore del nuovo Regno d’Italia, non aderì per nulla alla richiesta dei Messinesi ma addirittura utilizzò la Real Cittadella come sede del comando militare della Piazza di Messina fino agli anni ’30 del secolo scorso. Considerata la straordinaria potenza della struttura, questa ha superato pressoché indenne sia il terremoto del 1783 che il terremoto del 1908, tant’è che, a seguito del sisma, tutti i materiali di soccorso alla popolazione furono convogliati proprio nei locali della Real Cittadella, luogo sicuro da ogni rischio.

Dunque, quando e qual è stato l’ultimo utilizzo bellico della Real Cittadella?Negli anni tra le due guerre mondiali gli spazi pianeggianti attigui alla struttura furono utilizzati per manifestazioni sportive e saggi ginnici, ma l’ultimo uso militare di questa straordinaria struttura fu quello del posizionamento sugli spalti della lunetta Carolina della batteria antinave e contraerea De Cristoforis.

Tornando alla nostra struttura, quando incomincia il suo incomprensibile degrado?Il degrado del monumento iniziò nel secondo dopoguerra quando, approfittando della situazione emergenziale, molti spazi vennero occupati abusivamente ed utilizzati come abitazioni, stalle, officine, depositi varî, e addirittura cantieri navali. Ed ancor peggio, venne assegnata come area di deposito del punto franco l’intera piazza d’arme, all’interno del molo Norimberga tra i bastioni Santo Stefano e San Diego, dove il Comune aveva progettato una larga strada di attraversamento dell’intera zona falcata dal cavalcavia sino alla Marina Militare, strada fortunatamente mai realizzata, che però comportò la demolizione di una parte del bastione San Diego e dell’attigua galleria di comunicazione con il bastione Santo Stefano, come ancor oggi si vede. Inoltre la parte meridionale della fortezza venne utilizzata come discarica pubblica dei rifiuti solidi urbani già negli anni ’50 per dar sèguito successivamente alla realizzazione in quello stesso spazio dell’inceneritore, un vero ecomostro costruito dall’amministrazione comunale all’interno del monumento.

Ma il tempo del degrado è scaduto. Qual è l’importanza “storica” di giorno 11?Con il Presidente, nella riunione di Venerdì presso la Sovrintendenza nella Cappella del Buon Pastore, è stato concordato che a breve termine – 90 giorni – l’Università procederà alla redazione di un progetto esecutivo per intervenire in tempi brevi e restituire finalmente dignità a un monumento che troppo a lungo è rimasto nel più vergognoso ed offensivo abbandono, per quanti amano la nostra storia. È bene ricordare che la Real Cittadella di Messina pone la Città dello Stretto al centro di rapporti dinastici, politici e militari che vedono la presenza in quel luogo di eserciti spagnoli, austriaci, germanici, inglesi (nel periodo anglo-borbonico). Quindi la Real Cittadella restituita alla civiltà e alla fruizione costituirà un sicuro punto di riferimento degli eventi che nell’arco degli ultimi tre secoli hanno animato la storia europea.

Quanto al periodo anglo-borbonico, mi pare che ci siano dei dettagli non da poco!Sugli spalti della Real Cittadella si videro anche truppe fedeli alla corona britannica, alleata del Regno di Sicilia durante le Guerre Napoleoniche. Una curiosità: proprio in conseguenza di tale conflitto, nelle carceri della Real Cittadella ancor oggi conservate, fu “ospitato” il famoso geologo francese Deodato Gratet de Dolomieu, da cui prendono il nome appunto le Dolomiti. Viene spesso sottolineato che la Sicilia non fu mai conquistata da Napoleone, ma non viene detto che proprio grazie alla presenza di una struttura potente come la Real Cittadella la Sicilia evitò l’occupazione francese, unica porzione d’Europa assieme alla Britannia a non vedere svettare sul proprio suolo le insegne napoleoniche.

Ebbene, chi si reputa patriota dovrebbe davvero impegnarsi per salvare la Real Cittadella. Ma allo stato attuale, a che punto è l’opera di “pulizia”?Fortunatamente nell’ultimo anno, si è finalmente proceduto da parte dell’Autorità Portuale di Messina – oggi Autorità di Sistema Portuale dello Stretto –, sotto il controllo attento della Soprintendenza, alle demolizioni delle tante superfetazioni realizzate in cemento armato negli spazi adiacenti la struttura ed addirittura appoggiati alle mura stesse. Inspiegabilmente ultimo neo permane il deposito dei mezzi meccanici della Polizia di Stato ricadente in parte dell’antica piazza d’arme; ciò, nonostante nel 1992 sia stato apposto il vincolo a tutela del monumento.

Sono prospettive ottime le sopradette, ma l’importante è che almeno una parte venga restituita alla città sùbito, come ha detto il Presidente, non tra dieci o quindici anni!

Si proceda per passi, a stralci successivi. Già quest’estate almeno una porzione della Real Cittadella dev’essere restituita alla Città, ha dichiarato il presidente Musumeci a conclusione della riunione. Si è parlato anche della realizzazione d’un grande parco urbano. Quella della Real Cittadella è una zona strategica: siamo a 100 metri dalla stazione marittima, a 500 da piazza Cairoli e a 300 dallo sbarco delle navi da crociera, in un punto in cui dagli spalti della fortezza possiamo ammirare in un solo sguardo rimanendo fermi le meraviglie dello Stretto di Messina, il porto falcato, la città e il crinale dei Peloritani da Monte Scuderi a Capo Peloro, con di fronte l’imponente spettacolo della prossima Calabria con il possente Aspromonte, tutti luoghi del mito peloritano.

Un auspicio

Dal punto di vista logistico e strategico, la Real Cittadella ha un carattere unico: è al centro della città e al tempo stesso è affacciata sullo Stretto. Lo Stretto è un passaggio di mare al centro del Mediterraneo, il Mediterraneo è il mare della cultura occidentale, la Sicilia è al centro del Mediterraneo; lo Stretto di Messina è il passaggio del mito cantato da Omero con Scilla e Cariddi, la zona falcata è piantata nel cuore dello Stretto, dagli spalti della fortezza siamo al suo nucleo: la Real Cittadella è il luogo del mito e della storia dell’intero Mediterraneo e dell’Europa!

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