Cosa ha deciso il giudice di Patti nel caso di un 53enne di Capo d'Orlando e perché è importante
Patti – Non c’è stata indebita percezione del reddito di cittadinanza nel caso di un 53enne di Capo d’Orlando che aveva continuato a percepirla malgrado fosse stato arrestato. Lo ha deciso il giudice di Patti Ugo Molina che, assolvendo l’uomo per non aver commesso il fatto, ha posto un interessante motivo di giurisprudenza, sancito dalla Corte di Cassazione, destinato a diventare apri pista.
Rdc anche se aveva misura cautelare
Il giudice ha accolto le tesi del difensore, l’avvocato Natale Venuto, e ha assolto il 53enne perché non sussiste un obbligo sanzionato penalmente di comunicare l’applicazione di una misura cautelare. La legge sul reddito di cittadinanza, infatti, non prevede la revoca del beneficio ma la semplice sospensione d’ufficio. L’Accusa contestava all’uomo l’indebita percezione del reddito di cittadinanza, per una somma di circa 5 mila euro, da aprile 2021 a gennaio 2022.
Perché la sentenza è importante
In quel periodo l’uomo era al divieto di avvicinamento. Una misura che appunto implica la sospensione e non la revoca del beneficio. In questi casi, ha spiegato il difensore ed ha concordato il giudice, sulla base della sentenza 19873/25 della III sezione della Suprema Corte, il 53enne non aveva obbligo di indicare la misura cui era sottoposto, nello spazio riservato ai “motivi ostativi”, nel modello per godere del beneficio che si presenta all’Inps – che nel processo era parte civile.
