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Reddito di cittadinanza, da oggi via alle domande: ecco cosa serve

Francesca Stornante

Reddito di cittadinanza, da oggi via alle domande: ecco cosa serve

mercoledì 06 Marzo 2019 - 08:00

Da oggi e fino al prossimo 31 marzo si può presentare la domanda per ottenere il nuovo sussidio introdotto dal governo come misura contro la povertà. Ecco come e dove presentare le domande

Reddito di cittadinanza, si comincia. Da oggi via alla presentazione delle domande per ottenere il sussidio introdotto dal governo. Chi presenterà domanda da oggi 6 marzo e fino al 31 marzo, avrà una risposta dall’Inps tra il 26 e il 30 aprile. Qualora l’Inps dovesse accogliere la domanda, il pagamento del sussidio comincerà già dal mese successivo, dunque maggio. La risposta arriverà via mail o per sms. In caso positivo arriverà un messaggio da Poste per la consegna della carta.

Come si presenta la domanda

Ci sono tre possibilità: ci si può rivolgere a tutti i Caf convenzionati, agli uffici postali di Poste Italiane presentando il modello scaricabile dal sito dell’Inps, oppure inviare la richiesta online utilizzando il sito www.redditodicittadinanza.gov.it. Attenzione però: per presentare la domanda online bisogna essere muniti di Spid, cioè l’identità digitale che è possibile richiedere sul sito www.spid.gov.it. Invece inutile recarsi agli uffici Inps.

Attenzione alle file

Sia i Caf che Poste Italiane hanno lanciato un appello ai cittadini: non accalcarsi tutti oggi nel primo giorno utile. Le Poste hanno provato anche a consigliare un ordine alfabetico per non affollarsi tutti contemporaneamente ingolfando le operazioni. Ma se anche qualcuno dovesse presentarsi in un giorno diverso, non verrà rifiutato. I Caf sono pronti a dare informazioni, orientamento e assistenza e anche ad ammonire i cittadini sui rischi”, visto che “ci sono cose da autocertificare”. Ricordano che le pratiche sono gratuite e di “segnalare” gli eventuali casi di richiesta di denaro per la domanda.

Cosa serve per avere il Reddito di cittadinanza

Per chiedere il reddito è necessario presentare la Dichiarazione Sostituiva Unica (Dsu) es essere in possesso dell’Isee (Indicatore della situazione economica) aggiornato. Potranno chiederlo i cittadini italiani o comunitari e gli extracomunitari con permesso di lungo soggiorno residenti in Italia da 10 anni di cui gli ultimi 2 in via continuativa che abbiano un reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui moltiplicato per la scala di equivalenza (al massimo 2,1 nel caso di famiglia numerosa). La soglia del reddito è elevata a 9.360 euro nei casi in cui il nucleo familiare risieda in una abitazione in affitto. Il beneficio che si ottiene è un’integrazione del reddito familiare. Per poter fare domanda di Reddito bisogna avere un Isee, indicatore della situazione economica, aggiornato (quindi bisogna aver già presentato la Dsu, dichiarazione sostitutiva unica).

Oltre all’acquisto di beni e servizi di base, la card del reddito consentirà di effettuare prelievi di contante entro un limite mensile non superiore a 100 euro per i nuclei familiari composti da un singolo individuo (incrementata in base al numero di componenti). È vietato usare la card per giochi che prevedono vincite in denaro. È prevista la decadenza dal beneficio nel caso non si faccia la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, non si partecipi alle eventuali iniziative di formazione o si rifiuti un’offerta di lavoro congrua. Nel caso si scopra che sono state presentate dichiarazioni o documenti falsi il beneficiario è punibile con una pena da due a sei anni di reclusione. Sarà inoltre richiesta la restituzione di quanto indebitamente percepito.

Le simulazioni Istat

L’Istat ha previsto che a livello nazionale la platea delle persone che potrà accedere al beneficio è composta da 2,7 milioni; di queste, sono circa 900.000 coloro che hanno un’età compresa tra 18 e 64 anni, che saranno obbligate a sottoscrivere il patto per il lavoro. Rispetto alle 900.000 persone che per beneficiare del reddito di cittadinanza dovranno aderire al patto per il lavoro, circa 600.000 ha la licenza media o nessun titolo di studio. Si tratta prevalentemente di disoccupati (492.000) e casalinghe (373.000). In gran parte si tratta di cittadini italiani (circa 760.000), mentre sono circa 100.000 gli extra comunitari.

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