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Reggio / Assunzioni al Comune, Fiamma e Ancora Italia: fare i concorsi

mario meliado

Reggio / Assunzioni al Comune, Fiamma e Ancora Italia: fare i concorsi

sabato 15 Gennaio 2022 - 07:39

Forse assunti in 7 dalla graduatoria di Cervicati (CS). Resta il tema delle modalità: «Palazzo San Giorgio deve aprire le porte ai giovani reggini»

REGGIO CALABRIA – Peppe Minnella e Peppe Modafferi, portavoce rispettivamente di Fiamma Tricolore e Ancora Italia Calabria, ne sono convinti: è fondamentale che il Comune di Reggio Calabria effettui finalmente concorsi pubblici per ovviare alle proprie rilevanti carenze d’organico.

Un incontro coi cronisti durante il quale è stato diffuso un vero e proprio compendio di tutti i materiali emersi fin qui circa le assunzioni operate (e quelle “potenziali”) a Palazzo San Giorgio a fine 2021 con modalità censurate dai due partiti sotto il profilo etico e dell’opportunità.

Peppe Minnella, portavoce della Fiamma tricolore
Il portavoce della Fiamma, Peppe Minnella

«Cogliamo l’occasione di quest’incontro con la stampa per rivendicare nuovamente la necessità che il Comune di Reggio assuma tramite lo svolgimento di suoi concorsi pubblici, aprendo le porte alle migliaia di giovani reggini che legittimamente aspirano a un’occupazione, e non attingendo a graduatorie concorsuali relativi a procedure bandite a piccolissimi altri Comuni – argomenta il portavoce della Fiamma tricolore -. Secondo noi, fare diversamente incarna un sistema assunzionale “malato”».

Le fasi iniziali della conferenza stampa

«Chiarezza e trasparenza – osserva Modafferi nel corso della conferenza stampa, aperta dal s – sono sempre importanti, è per questo che abbiamo nuovamente voluto incontrare i cronisti. Continua invece a non essere pubblico l’atto in forza del quale si sono assunti 7 istruttori tecnico-amministrativi di categoria C al Comune di Reggio Calabria, dei quali continuiamo a non conoscere i nomi, a differenza che per gli altri assunti nel dicembre scorso. Incrociando i documenti, noi però ipotizziamo che queste sette persone siano state assunte prendendole dalla graduatoria concorsuale del Comune di Cervicati, un piccolo centro del Cosentino».

Peppe Modafferi (Ancora Italia)

E questo ad Ancora Italia Calabria e Fiamma tricolore non va giù. Per il ritenuto difetto di trasparenza, sì; ma pure perché «Cervicati è un piccolo centro in provincia di Cosenza con meno di mille abitanti che aveva bandito un concorso per un solo posto da istruttore. Concorso al quale avevano partecipato poco più di 30 persone, e “a valle” del quale s’erano registrati 14 idonei, 7 dei quali a quanto pare sarebbero stati assunti a Palazzo San Giorgio. Ci chiediamo dunque come mai l’unico Ente che “non può” fare assunzioni sia un Comune che conta quasi 200mila residenti come Reggio Calabria, per poi prelevare personale invece da graduatorie anche di Enti locali microscopici. Non vorremmo che fosse un vero e proprio “meccanismo” – è l’ipotesi portata avanti da Peppe Modafferi – con possibili risvolti pericolosi».

Resta il nodo-Gom: alla fine, quest’anno – previamente esperita la mobilità volontaria – sarebbe possibile assumere ulteriormente dalla graduatoria fonte di parecchie polemiche? «Dipende da cosa c’è scritto nella convenzione, il cui preciso testo ad oggi non ci è dato conoscere, purtroppo fin qui non pubblicato sul sito web dell’Ente reggino – puntualizza Minnella -. Se la convenzione a suo tempo intercorsa tra Comune di Reggio Calabria e Grande ospedale metropolitano non riporta limiti cronologici, “dopo” la mobilità volontaria sarebbe tuttora possibile “pescare” da quell’elenco d’idonei. Relativamente al 2021, invece, è bene chiarire che nessuno può sostenere che ci siamo “inventati” la convenzione col Grande ospedale metropolitano, che è richiamata in atti ufficiali, e in forza della quale il Comune reggino aveva chiesto d’attingere 10 unità d’istruttore tecnico-amministrativo categoria C: che poi Palazzo San Giorgio sia incappato nei “limiti di tempo” richiamati nella stessa nota diffusa dall’Amministrazione comunale, visto che dopo il 31 dicembre scorso non si può più derogare come consentiva il “decreto Concretezza” al previo esperimento della mobilità volontaria, è tutto un altro discorso».

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