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Reggio Calabria. I ragazzi di Arghillà coi guantoni grazie al Csi

Redazione

Reggio Calabria. I ragazzi di Arghillà coi guantoni grazie al Csi

lunedì 21 Novembre 2022 - 10:34

Cruciale l'opera dei maestri dell'Amaranto Boxe in occasione del torneo al PalaColorCsi di Pellaro. Protagonisti saranno giovani dai 5 ai 16 anni

REGGIO CALABRIA – La data di ieri ricorda il giorno in cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò, nel 1989, la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Politica, oltre agli Enti e alle Associazioni di settore, hanno iniziato così ad impegnarsi per proteggere l’infanzia, farne riconoscere i bisogni fondamentali e a lavorare per il benessere e la promozione dei diritti civili, politici, sociali, economici e culturali di tutti i minorenni, italiani e stranieri.

Propizio il torneo al PalaColorCsi di Pellaro

In occasione della Giornata Internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, il Csi Reggio Calabria, in collaborazione con altri partner tra associazioni e Istituzioni del territorio, ha dato il via ad uno straordinario e significativo percorso educativo: un laboratorio sportivo ad Arghillà Nord utilizzando uno strumento nuovo, la boxe.

In occasione del Torneo interregionale di pugilato giovanile presso il PalaColorCsi di Pellaro, infatti, bambine/i e ragazze/i di Arghillà, hanno potuto cimentarsi in questa nuova disciplina. Guidati da Paolo Ielo della società sportiva Amaranto Boxe, coordinatore e ideatore della manifestazione “La Grande Boxe a Pellaro” e accompagnati dall’ex Campione del Mondo di pugilato Francesco Versaci, i piccoli atleti hanno quindi imparato a conoscere il ring e questo nuovo sport.

Sta per partire un laboratorio di pugilato nel quartiere

Dalle prossime settimane, ad Arghilla, partirà un laboratorio di pugilato che coinvolgerà ragazze e ragazzi dai 5 ai 16 anni.
Si apprenderanno tecniche utili alla difesa personale qualora fossero necessarie e a non usarle per abusare sugli altri. Importanti, infatti, saranno gli aspetti formativi del laboratorio di pugilato che, aiuterà i partecipanti  a controllare impeto e violenza e a non indulgere al bullismo, che è una delle ragioni per le quali oggi, la boxe,  viene introdotta con favore anche nelle scuole.  È caratteristica positiva di questa disciplina, inoltre, l’insegnamento del rispetto dell’altro e del proprio sacrificio.

Fondamentale sarà la relazione ed il rapporto tra i ragazzi ed il loro maestro. Dentro questa relazione, il maestro e gli atleti, si faranno custodi del rispetto reciproco, garantendo che il più forte non approfitti del più debole, né che il più debole approfitti dell’autocontrollo del più forte. Altro aspetto che sarà esaltato dal percorso educativo “Boxe ad Arghilla” sarà l’attenzione alla cura di sé, del proprio corpo e della propria salute, inclusi gli aspetti riguardanti l’alimentazione e la cura dell’igiene personale. La pedagogia pugilistica è una pedagogia dell’umiltà e del rispetto che ha lo scopo di insegnare a ciascuno il senso del limite, che è anche il senso del gruppo e del proprio posto nel gruppo. 

Cruciale l’opera dell’Amaranto Boxe

La giornata al PalacolorCsi di Pellaro, oltre ad esaltare la capacità di uno spazio sportivo a diventare un avamposto educativo, ha raccolto per un pomeriggio tante storie di potenziale vulnerabilità ed emarginazione. Diritti, spesso negati che, isolano tanti ragazzi.

Il ring, realizzato per l’occasione a Pellaro, grazie alla preziosissima e professionale opera dei maestri della società sportiva Amaranto Boxe, ha ribadito e rafforzato un diritto fondamentale per tantissimi ragazzi: il diritto al gioco e allo sport, un’opportunità spesso negata o poco riconosciuta. Il laboratorio di pugilato che partirà presso il centro Civico di Arghillà, inoltre, accompagnerà i bambini e i ragazzi a riappropriarsi di spazi importanti per la loro crescita e coinvolgerà, in questo processo, anche i genitori. Già tante istituzioni e associazioni hanno manifestato la propria disponibilità a sostenere e partecipare all’iniziativa.

Il ring, quindi, è pronto ad accogliere storie di vita di tantissimi piccoli atleti con la convinzione che, durante la pratica della boxe,  saranno sviluppate quelle che, Georg Simmel, chiama “sociabilità”: insieme di relazioni sociali e affettive, vissute, che legano l’individuo ad altri individui, tramite scambi interpersonali o di gruppo. Altro tema importante che sarà sviluppato con il laboratorio sarà quello delle regole: la loro costruzione, il loro senso e la condivisione. La boxe è uno sport con poche regole ma ben definite, comprensibili a chiunque. Questi aspetti, saranno i punti di forza di questo nuovo e, a questo punto, necessario percorso educativo attraverso una grande e, speriamo, efficace disciplina sportiva. 

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