Entusiasmo in casa neroarancio dopo i cinque successi consecutivi. Scoramento tra gli amaranto: l'ultima spiaggia è il mercato di gennaio
Reggina all’inferno, Viola in paradiso: chi l’avrebbe mai detto? Il cuore della Reggio sportiva, che poi rispecchia il cuore della città che di sport si nutre quotidianamente, è diviso tra l’inaspettato entusiasmo per i successi nel Basket e lo scoramento per la profonda crisi della Reggina nel calcio.
Eppure fino a pochi mesi fa la Reggina militava ancora in serie A, e della Viola Basket non c’era traccia dopo il fallimento di quattro anni fa: come cambiano il fretta le cose …
La Reggina, dopo una sontuosa campagna acquisti e un precampionato travolgente, ha saputo smentire tutte le attese ed è penultima in classifica dopo quindici giornate.
La Viola, che è nata in extremis tra l’estate e l’autunno ed è riuscita ad iscriversi in serie B Dilettanti per il rotto della cuffia, si trova lanciatissima seconda in classifica dopo cinque vittoria consecutive e con tante ambizioni per il prosieguo della stagione.
Il successo di ieri nel Derby con il Catanzaro ha sancito definitivamente, se ancora qualcuno avesse avuto dei dubbi, gli obiettivi stagionali e la forza di una squadra e di una società che ha tutte le carte in regola per esordire con una roboante promozione.
E i tifosi sognano, sognano i grandi palcoscenici del Basket che a Reggio sono stati di casa per molto tempo.
Completamente opposti sono invece i sentimenti dell’altra sponda sportiva di Reggio, quella amaranto: la Reggina vive di ricordi, ricordi freschi e recenti di un decennio strepitoso, il migliore in assoluto della sua storia.
Adesso sembra che la Reggina stia tornando alla sua dimensione, e i fatti dicono che si trova negli ultimissimi posti della classifica di serie B dove lotta per non retrocedere in Lega Pro.
Fino a dieci/quindici anni fa, a Reggio si festeggiava con clackson e bandiere quando la Reggina riusciva a ottenere la permanenza in serie B (sempre in modo sofferto e nelle ultime giornate).
Adesso, invece, è un inferno: è un inferno perchè nove stagioni di serie A non si dimenticano in un batter d’occhio ed è un inferno soprattutto perchè le aspettative erano ben altre.
Poche le colpe da addebbitare alla dirigenza societaria che, quest’anno più che mai, aveva costruito una squadra eccellente con tanti lussi per la serie B: giocatori come Brienza, Bonazzoli, Cacia, Volpi, Buscè, Capelli oltre ai vari Barillà, Missiroli, Morosini, Carmona, Santos, Lanzaro e Costa avrebbero dovuto essere una garanzia sotto la guida dell’espertissimo Walter Novellino: ma i fatti dicono tutto il contrario e adesso l’unica speranza di risalire la china è confinata nel mercato di gennaio. Serve una vera e propria rivoluzione.
La stagione non è ancora compromessa: la classifica, paradossalmente, sorride: è una serie B più strana che mai, senza padroni e senza punti di riferimento. La classifica è, come al solito, cortissima e basterebbero tre vittorie di fila per tornare a sognare in grande.
La Reggina è penultima ma, incredibilmente, la classifica è la cosa che preoccupa di meno.
