Una o più navi hanno liberato petrolio e catrame in mare aperto, a largo di Roccella e Locri
Tre vaste chiazze di sostanza oleosa, in prevalenza vero e proprio petrolio misto a catrame, dalla giornata di mercoledì 26 agosto stanno interessando il tratto di costa jonica reggino compreso tra i Comuni di Locri, Siderno e Roccella Jonica.
Il catrame, secondo quanto riferito in una nota del Comune di Locri, sarebbe stato rilasciato in mare aperto da qualche imbarcazione.
La Regione, ha riferito l’assessore all’Ambiente Silvio Greco, ha inviato due battelli pulisci-mare e ha allertato l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpacal).
-Non sono piu’ tollerabili – ha sostenuto Greco – simili attacchi all’ecosistema marino-costiero della Calabria. Il criminale sversamento di prodotti derivati da idrocarburi e di catrame colpisce una delle aree più importanti nel Mediterraneo per la nidificazione delle tartarughe caretta caretta e pregiudica in maniera irreversibile gli equilibri tra l’atmosfera e la colonna d’acqua marina, con la relativa trasmissione di contaminanti nella rete trofica-. Greco ha chiesto -l’intervento immediato del ministero dell’Ambiente affinchè attivi tutte le unità di bonifica e il perseguimento del comandante dell’imbarcazione che ha provocato questo enorme scempio nello Jonio calabrese. La Calabria, come d’altronde le altre regioni italiane, non ha i mezzi e gli strumenti idonei che sarebbero necessari per affrontare una simile situazione-.
Il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha immediatamente disposto l’intervento dei mezzi della Castalia per la bonifica del mare da idrocarburi, insieme con le unità aeronavali della Capitaneria di Porto della Guardia costiera.
-E’ intollerabile – dichiara Prestigiacomo – il ripetersi di questi casi di pirateria ambientale. Ci impegneremo al massimo per individuare e sanzionare con la massima durezza i responsabili di questi reati-.
Il dispiegamento dei mezzi per difendere il mare dalla marea nera non è bastato a salvare tre tartarughe caretta caretta, che si sono spiaggiate nelle ultime 48 ore tra Roccella Ionica e Locri, morte soffocate dal catrame rilasciato dalla nave cisterna.
Il decesso dei tre esemplari è avvenuto a causa dell’occlusione delle vie respiratorie. Altre tre tartarughe, ancora in vita, sono state portate nel centro Tartanet (Centro recupero tartarughe marine ) di Brancaleone, nel Reggino, dove sono state ripulite del catrame e assistite e sono attualmente sotto osservazione. -Le condizioni cliniche degli animali – affermano i medici del centro – al momento si sono stabilizzate, ma ciò che preoccupa sono gli effetti a lungo termine che l’intossicazione da idrocarburi provoca, come effetti immunodepressivi, mutageni e cancerogeni. Le tartarughe trovate sono tutte molto giovani (da uno a due anni di età) e lunghe circa 20 centimetri di carapace, il che fa presupporre che il tratto di mare coinvolto rappresenti per questi esemplari giovani un’importante area di alimentazione-.
Cinquecento uomini sono ancora adesso impegnati nella bonifica del mare e della spiaggia di Roccella Jonica. E’ imponente lo sforzo della Regione per risolvere in tempi brevi l’emergenza ambientale causata dallo sversamento illegale di oli da parte di una o più navi in transito nel tratto di mare di fronte la costa jonica del Reggino.
Entro domani si conta di rendere balneabile il tratto di costa sud di Roccella, e subito dopo saranno avviati i lavori di bonifica della zona nord, dove sono ancora presenti numerose chiazze oleose: al lavoro c’è un vero e proprio esercito di forestali, uomini dei consorzi di bonifica, dei vigili del fuoco, volontari e dipendenti della protezione civile e dell’Arpacal che hanno raccolto decine di quintali di materiali in acqua e sulla spiaggia.
La nave Astrea dell’Ispra e i battellini inviati dalla Regione stanno invece scandagliando tutto il tratto di mare interessato per verificarne le condizioni. La macchina dell’emergenza si è mossa velocemente, a seguito del sopralluogo effettuato ieri dal presidente Loiero, che ha sorvolato in elicottero il mare e la costa in questo tratto dello Jonio e subito dopo ha incontrato i sindaci della zona.
Ingenti i danni anche per il settore del turismo, che proprio nell’area di Roccella, Gioiosa e Siderno vede uno dei poli più sviluppati della Provincia Reggina e dell’intera Regione: la speranza è che al più presto l’emergenza possa rientrare.
