Maroni ancora a Reggio rilancia la sfida alla 'ndrangheta: -lo Stato è presente-

Maroni ancora a Reggio rilancia la sfida alla ‘ndrangheta: -lo Stato è presente-

Maroni ancora a Reggio rilancia la sfida alla ‘ndrangheta: -lo Stato è presente-

martedì 19 Gennaio 2010 - 22:07

Il ministro a parlato al Consiglio Regionale della Calabria in un convegno promosso da SIULP e Cisl

E’ tornato a Reggio Calabria il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni in occasione del convegno “Convivenza, legalità e sicurezza per una comunità unita” promosso dal SIULP (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia) e dalla Cisl presso Palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale della Calabria. Maroni, che ha parlato anche dei fatti di rosarno, s’è soffermato soprattutto sul problema della ‘ndrangheta, spiegando che -solo lo Stato può sconfiggere l’antistato. Sui temi della lotta alla criminalità, meno la politica si divide, meglio potrà affrontare i problemi. La ‘ndrangheta è un problema internazionale, ma negli ultimi tempi abbiamo avuto segnali incoraggianti. Abbiamo privilegiato la qualità dell’intervento, inviando 121 unità investigative in più nel Reggino. Militarizzare i territori adesso non serve. Quando c’è necessità di un intervento, lo si fa con più uomini, più mezzi, più risorse e deve poter rimanere fin quando l’emergenza non sarà conclusa. La strategia adottata dal nostro Governo per combattere la ‘ndrangheta richiede un investimento a medio-lungo termine, ma è l’unica strada possibile per dare una risposta seria alle questioni legate alla criminalità organizzata della Calabria-.

E’ soddisfatta Angela Napoli, parlamentare del Pdl, componente della commissione nazionale Antimafia e da sempre impegnata in Calabria nella lotta alla criminalità organizzata: -penso che finalmente la Calabria stia avendo la meritata attenzione da una parte del governo nazionale. La costante presenza dei ministri dell’Interno, Roberto Maroni, e della Giustizia, Angelino Alfano congiunta con l’attuazione degli impegni assunti, evidenziano come non sia in atto alcuna -passerella- ma anzi venga posta in essere la volonta’ di supportare magistratura e forze dell’ordine calabresi, per favorire il contrasto alla criminalita’ organizzata, la cui presenza costituisce il male assoluto dell’intera Regione Calabria. Personalmente ritengo che finalmente ci si stia avviando verso la strada giusta, fino ad oggi sono stati preferiti gli interventi ‘tampone’ per la Calabria, piuttosto che un piano adeguato ed efficiente. Ma proprio cogliendo la disponibilita’ del governo Centrale sento di dover condividere l’appello rivolto ieri a Tropea dal sottosegretario di Stato all’Interno, Francesco Nitto Palma, alle Istituzioni locali. Nessun contributo e nessuna attenzione, a mio avviso potranno continuare a essere richiesti allo Stato centrale se coloro che chiamati a gestire l’Amministrazione pubblica e gli Enti locali in Calabria non metteranno al bando le collusioni affaristiche-‘ndranghetiste-massoniche, il clientelismo e l’assistenzialismo-.

Infatti, sempre all’interno del convegno in cui è intervenuto, il Ministro Maroni aveva aggiunto che -quando parlo di lotta alla criminalità organizata uso il termine ‘Stato’, mettendoci dentro il governo nazionale, i governi del territorio, la magistratura, le forze dell’ordine e anche la società civile, i sindaci, i rappresentanti delle istituzioni locali perchè solo attraverso uno sforzo comune di tutti si può davvero pensare di sconfiggere un sistema criminale che non è solo quello comunmente inteso di associazione per delinquere, ma controlla la società, permea i territori-.

Il Ministro della Giustizia Angelino Alfano, che era stato a Reggio poche ore prima per una riunione con i vertici dei distretti giudiziari di Reggio e Catanzaro presso il tribunale Reggino, aveva detto che -la Calabria è una priorità per il Governo Berlusconi. Siamo lieti dei risultati che uffici giudiziari e forze dell’ordine hanno conseguito contro la criminalità organizzata. Gli uffici giudiziari sono determinati nel contrasto alla ‘ndrangheta, lo è anche il Governo-.

Ha espresso soddisfazione anche il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone: -le iniziative annunciate dal Governo contro la ‘ndrangheta, attraverso gli interventi dei ministri Maroni ed Alfano, sono importanti – ha detto – è positivo che si sia presa coscienza che ‘ndrangheta è un problema nazionale e come tale va affrontato. La repressione, comunque, non basta per battere la ‘ndrangheta perchè ci vuole uno sforzo da parte di tutte le componenti della società civile-.

Pignatone ha parlato durante il Convegno organizzato da SIULP e Cisl, dov’è sono intervenuti anche il Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, e il Presidente del Consiglio Regionale della Calabria Giuseppe Bova.

Il primo cittadino ha detto che -a Reggio sta crescendo sempre di più una nuova coscienza civile, sta prendendo corpo una rivoluzione per la legalità e per il rafforzamento degli anticorpi di civiltà, di democrazia di cui Reggio, come insegna la sua millenaria storia, ha sempre posseduto. La magistratura, le forze dell’ordine, le istituzioni locali, le organizzazioni sociali, da tempo sono impegnate a limitare la potenza criminale e di fuoco delle ‘ndrine, a fronteggiare la cosiddetta borghesia mafiosa che opera in una zona grigia, a volte, difficile da identificare. Siamo di fronte a piccoli segnali che, ne sono certo, saranno in grado di dare vita ad un movimento di liberazione. Non è un’utopia, l’idea che la ‘ndrangheta possa essere battuta. Basta crederci, basta fare fronte comune-.

Molto intenso anche il saluto del Presidente Bova: -è per noi un piacere e un onore ospitare in questo salone, che porta il nome di Nicola Calipari, un servitore dello stato nato in calabria che ha dato la vita per la patria, una manifestazione così importante, che è un segno evidente di attenzione e di vicinanza nei confronti di questa regione. Non posso non sottolineare gli importanti risultati operativi che sono stati conseguiti sotto il profilo dell’ordine pubblico in questa città e in Calabria. Negli ultimi anni, le forze dell’ordine e la magistratura hanno inflitto alle cosche di ‘ndrangheta colpi durissimi: latitanti tra i più pericolosi assicurati alle patrie galere, processi conclusi con condanne severe confermate in appello, ingenti patrimoni sequestrati prima e confiscati poi. Quanto accaduto negli ultimi giorni, però, impone maggiori investimenti nel comparto sicurezza, a partire dalle sedi maggiormente esposte: più uomini, più mezzi, più risorse. Se la ‘ndrangheta è la più ricca, potente e pericolosa organizzazione criminale d’europa e tra le più pervasive del pianeta, il sistema di intelligence e di sicurezza italiano deve compiere un ulteriore grande sforzo nell’azione di contrasto e di repressione di questo fenomeno criminale-.

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