Storico provvedimento a Reggio Calabria, dieci anni dopo la tanto discussa chiusura. Adesso la Città è ancor più vicina al mare
Così vicine, così lontane: Reggio e Messina si affacciano sulle acque dello stesso mare ma a volte sembrano appartenere a due galassie differenti.
Tra le onde dello Stretto, la notizia del giorno è la riapertura del porto di Reggio Calabria. Un provvedimento storico, dopo un decennio abbondante dalla chiusura di quei cancelli che tanto fece mugugnare la città.
Nei prossimi giorni entrambi i cancelli dell’ingresso sud del porto reggino riapriranno in modo assoluto e incondizionato, riaprendo – di fatto – una nuova arteria viaria alternativa alla tangenziale portuale a scorrimento veloce.
Si tratta di un provvedimento storico perchè riconsegna alla città quel contatto con il mare che, almeno al porto, s’era in parte perduto. L’ingresso è sempre stato libero, ma la chiusura dei due accessi lato sud, negli ultimi 10 anni, ha allontanato gli automobilisti e solo chi ci voleva andare di proposito con un intento specifico (pesca, svago, passeggio, nautica) poteva godere l’identità marittima e portuale di una città che, nel corso degli anni, sta adesso ritrovando il suo storico contatto con il mare.
Inoltre sarà così anche inaugurato il nuovo parcheggio vicino la nuova stazione ferroviaria ‘Reggio Marittima’, snodo fondamentale per i pendolari perchè a un passo dall’attracco degli aliscafi, dove si potrà adesso giungere in modo rapido, comodo e veloce in automobile.
I meriti di quest’importantissimo provvedimento sono dell’Assessore al Turismo del Comune di Reggio Calabria, Enzo Sidari, che da oltre un anno lavora a questo progetto -che all’inizio sembrava solo un sogno, invece in poco tempo siamo riusciti a farlo diventre realtà. Abbiamo trovato un accordo importante con la Capitaneria di porto, un accordo storico che non è un punto d’arrivo ma solo un punto di partenza perchè abbiamo ancora molte cose in mente, vogliamo ampliare il parcheggio che accoglierà oltre 400 autovetture in sosta appena ultimeremo i lavori di bonifica della zona, e realizzeremo attività di intrattenimento con lo scopo di avvicinare sempre di più i cittadini verso un’area che per tanti anni è stata praticamente inavvicinabile. La nuova strada di accesso consentirà a tutti i reggini di raggiungere l’area degli imbarcaderi con la propria autovettura e ai tanti operatori commerciali e turistici di circolare, all’interno dell’area portuale, con maggiore facilità-.
Il Sindaco, Giuseppe Scopelliti, vista l’importanza storica del provvedimento, ha deciso di rinviare alcuni appuntamenti di campagna elettorale nella Calabria centro/settentrionale pur di essere presente a Reggio per spiegare le linee guida di questo progetto legato a una più ampia visione amministrativa che ormai da anni il Comune sta realizzando: -lavoriamo da molto tempo per per fare recuperare a Reggio il suo rapporto con il mare e adesso portiamo a casa un altro risultato importante per il quale stavamo lavorando da oltre un anno e mezzo. Essere riusciti a ripristinare, in accordo con le Ferrovie, l’accesso al porto dal lato Sud e a bonificare l’intera area antistante attraverso la realizzazione di un ampio parcheggio, rappresenta il risultato di un impegno assunto con i cittadini e con i numerosi pendolari, i quali avvertivano quasi prepotentemente la necessità di avere un acceso più agevole verso gli imbarcaderi e verso la zona portuale nel suo complesso. Con questo progetto non solo abbiamo portato in equilibrio il rapporto della città con il mare, ma abbiamo consentito ai numerosi operatori commerciali di raggiungere meglio l’area portuale-.
Quest’importante provvedimento, oltre all’azione degli Amministratori Comunali, non sarebbe mai stato possibile senza la collaborazione del nuovo comandante della Capitaneria di porto Vincenzo De Luca, che ha parlato di -progetto importante-, aggiungendo che si sta inoltre -valutando, in accordo con il Comune e le altre Autorità competenti, di valorizzare tutta la parte Sud della zona portuale dove ci sono manufatti che andrebbero meglio valorizzati. Il problema che riguarda il porto di Reggio non è un problema a sé stante ma è comune a tutti i porti che si trovano dentro le città. Tuttavia, non appena il sistema di video-sorveglianza entrerà in funzione i cittadini potranno effettuare le loro passeggiate e gli appassionati di pesca sportiva praticare il loro passatempo preferito. Il nuovo accesso servirà sicuramente a incrementare ulteriormente la nautica da diporto che, ho notato, è molto diffusa e sentita dai reggini-.
Quando, poco più di dieci anni fa, il porto di Reggio venne chiuso e praticamente blindato, la decisione fu giustificata con motivazioni relative alla sicurezza. Una sicurezza che adesso non è assolutamente compromessa dalla riapertura dei cancelli chiusi da tempo, proprio perchè un nuovo moderno ed efficiente sistema di videosorveglianza consentirà alle autorità competenti di controllare in tempo reale eventuali situazioni anomale all’interno di tutta l’area portuale.
Reggio, quindi, riapre il suo porto, lo valorizza, accoglie pescatori e sportivi creando un nuovo luogo d’aggregazione sociale con concerti, spettacoli e momenti di svago e intrattenimento.
Paradosso dei paradossi, però, dall’altro lato dello Stretto sta succedendo esattamente l’opposto.
Il porto di Messina, ben più importante, strategico, ricco e funzionale di quello Reggino, da ormai quasi un anno è completamente blindato, nonostante un nuovo sistema di videosorveglianza. Dentro il porto di Messina non è possibile passeggiare e pescare nè fare fotografie e riprese video.
Un controsenso, se vogliamo un paradosso per due realtà portuali che, sempre, nel corso della storia, hanno consentito ai rispettivi territori di vivere periodi fiorenti facendo ‘sistema’ sul commercio e sui trasporti, utilizzando lo scalo peloritano come trampolino di lancio verso i mercati internazionali e quello reggino come principale punto di riferimento per le scorte dei prodotti agricoli e artigianali che dall’entroterra Calabrese raggiungevano ogni angolo del Mediterraneo proprio grazie al porto messinese.
Ormai oggi, nel 2010, lo Stretto avrebbe bisogno anche in questo settore di un coordinamento unico e sinergico, senza intaccare le rispettive autonomie delle capitanerie di porto ma con l’esigenza di aggiungere a queste una guida comune che delinei la strada da percorrere nell’ottica di un’area integrata nei fatti.
Messina, al contrario di Reggio, negli ultimi anni si sta sempre più chiudendo e allontanando da quel mare che ne ha sempre segnato la storia nel bene e nel male.
Proprio da quel mare, però, potrebbe adesso arrivare un’attesa e sospirata rinascita, guardando con stimolo e intraprendenza al ‘Modello-Reggio’, dove la città proprio grazie al ritrovato rapporto con il mare ha saputo rialzarsi e aprire una nuova, prospera, stagione di sviluppo.
