Secondo il professore di economia internazionale dell'ateneo Messinese, infatti, la Regione è azionaria per il 12,25% della società Stretto di Messina e due consiglieri Regionali di maggioranza sono membri del consiglio di amministrazione della stessa
-Mentre leggevo la nota diffusa dall’Assessore ai Trasporti della Regione Calabria, Demetrio Naccari Carlizzi, non sapevo se piangere o ridere-: esordisce così Bruno Sergi, professore di economia internazionale all’Università di Messina ed esponente di spicco del ‘Comitato Ponte Subito’. Sergi ha replicato a una nota di Naccari che è possibile leggere, integralmente, negli approfondimenti di quest’articolo.
-Naccari dice che ‘la Regione Calabria, aderendo all’iniziativa del 19 dicembre, ha ufficializzato la propria contrarietà alla realizzazione del Ponte’. Ma come – si chiede il professore Sergi – il 19 dicembre la Regione Calabria andrà in strada a manifestare insieme alla ‘Rete No Ponte’? Ma stanno scherzando? Ad oggi, la Regione Calabria è azionista del progetto e non ha modificato la propria posizione (positiva!) riguardo la realizzazione del Ponte. Alla Regione Calabria appartiene, infatti, il 12,25% delle quote della Società Stretto di Messina-.
-Inoltre – prosegue Sergi – due consiglieri Regionali di maggioranza, eletti in liste di partiti di sinistra, sono soci della Società Stretto di Messina e fanno parte del consiglio di amministrazione della stessa società. Perchè non si dimettono, se considerano il Ponte un’opera ‘propagandistica e strumentale’, come dice Naccari? E perchè la Regione non vende le proprie quote, se davvero considera il Ponte un’opera ‘non prioritaria’, come ha detto lo stesso Naccari?-
-La ‘Rete No Ponte’ – continua ancora il professore del Comitato Ponte Subito – ha rifiutato la partecipazione ai propri cortei ad associazioni e movimenti che, pur essendo contrari alla realizzazione della grande opera dello Stretto, provenivano da un’area politica di centro/destra: con quale coraggio accetterà alla prossima manifestazione del 19 dicembre esponenti politici che si dicono contrari al Ponte ma che posseggono quote azionarie della Società Stretto di Messina e fanno parte del consiglio di amministrazione della stessa? E’ un pò come se Berlusconi andasse a sfilare al ‘No-B day’. Di -strumentale- in tutta questa vicenda c’è solo la contrarietà ideologica e preconcetta a un progetto voluto dalla maggioranza dei cittadini, e anche un pò di paura che a realizzare questa grande opera sia una determinata parte politica piuttosto che un’altra. Finchè, infatti, negli anni ’80 e ’90, il Ponte era esaltato da tutti i livelli del centro/sinistra Italiano, nessuno si sarebbe permesso di considerarla un’opera -non prioritaria, propagandistica e strumentale-. E se era prioritaria trent’anni fa, figuriamoci adesso … la realtà è che questo Ponte in qualsiasi altro Paese del mondo sviluppato (e non solo) starebbe già in piedi da tanti decenni-.
-Infine – conclude Sergi – vogliamo sottolineare un altro fuorviante -passaggio- della nota diffusa da Naccari. I provvedimenti presi dal Ministro Alessandro Bianchi per la mobilità nello Stretto sono assolutamente dannosi: se è questa l’attenzione nei nostri confronti che dobbiamo prendere come modello, sarebbe meglio se fossimo ignorati e abbandonati a noi stessi. Vogliamo ricordare che il Ministro Bianchi è l’autore del famoso Bando della Metropolitana del Mare, un progetto assurdo criticato disperatamente dai pendolari: il progetto, scritto con i piedi, è stato studiato senza alcun tipo di conoscenza della reale situazione del pendolarismo e della mobilità nello Stretto. Prevede un percorso turistico con tappe a Villa San Giovanni e Papardo e allungherebbe oltremodo i tempi di attraversamento (più che triplicando gli attuali). Inoltre, dopo più di tre anni e mezzo, la Metropolitana del Mare non è ancora partita e chissà quando partirà. A Papardo non c’è un pontile nè un progetto per realizzarlo, e i pendolari sperano che questo progetto non parta mai perchè attraversare lo Stretto diventerebbe ancor più difficile. Anche i pendolari dello Stretto stanno aspettando il Ponte, che risolverebbe loro tutti i problemi-.
