Ad 'UnoMattina' ospiti giovani giornalisti vittime della 'ndrangheta
Sono passati appena tre giorni dall’intimidazione ad Antonino Monteleone, ospite stamattina di Michele Cucuzza ed Eleonora Daniele a ‘Uno Mattina’.
I riflettori di Rai1 si sono accesi più in generale sulla Calabria e sui suoi problemi, sulla ‘ndrangheta e sul giornalismo Calabrese, spesso colpito dalle cosche quando qualcuno si -permette- di scrivere le cose come stanno, di raccontare quello che succede nella realtà, ciò che in pochi hanno il coraggio di dire.
In collegamento da Cosenza ha parlato anche Angela Corica, giovane giornalista di ‘Calabria Ora’ che ha subito due anni fa un vile atto intimidatorio simile a quello di Monteleone: le hanno impallinato la macchina con cinque colpi di pistola. E’ di Cinquefrondi e scrive dalla piana di Gioia Tauro.
Quella stessa area di cui è corrispondente de ‘Il Quotidiano’ Michele Albanese, che pochi giorni fa ha ricevuto una lettera con minacce di morte.
Nel corso della trasmissione, è emerso il problema della ‘ndrangheta in tutti i suoi più tragici risvolti. Citando il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, s’è parlato della ‘ndrangheta come -la più potente e pericolosa organizzazione criminale-, e ci si è soffermati sulla vastità degli affari e degli interessi che ad essa sono legati, e si è ribadito il contetto che si tratta di un problema nazionale in quanto s’è ormai estesa ai traffici illeciti e a loschi affari in ogni angolo d’Italia e del mondo.
Antonino Monteleone ha ribadito con forza che non mollerà, che continuerà nella sua attività professionale con lo stesso coraggio di sempre: -Non sono solo, ho avuto tantissimi attestati ti solidarietà. Avrò paura solo quando capirò di rimanere solo-. Sul sul blog, poche ore fa, ha ringraziato tutti coloro che gli hanno dimostrato stima e vicinanza, e ha scritto di avere -scoperto di far parte di una grande famiglia-.
E’ la famiglia della Calabria perbene, di tutti quei giovani che non ne possono più di soprusi, atti intimidatori e logiche mafiose.
Ed è anche questa la Calabria emersa dalla trasmissione di ‘UnoMattina’, una Calabria sana e pulita che combatte, con difficoltà ma orgoglio e dignità, il male più grave di questa terra.
-Chi si ferma è perduto-, scrive Monteleone sul suo blog.
La speranza è che, insieme a lui, insieme ad Angela Corica, a Michele Albanese e a tanti altri giornalisti che in Calabria non hanno paura di raccontare la verità, di denunciare gli abusi, le vergogne e il malaffare di questa Regione, si mobiliti in modo sempre più forte e compatto quella Calabria sana, pulita e per bene che ha il dovere di non lasciarli da soli.
