Reggio: il centro/sinistra si ricompatta sul caos del Pdl

Reggio: il centro/sinistra si ricompatta sul caos del Pdl

Reggio: il centro/sinistra si ricompatta sul caos del Pdl

martedì 09 Novembre 2010 - 14:58

Ieri è andato deserto il consiglio comunale. Oggi conferenza stampa del centro/sinistra

-Il centro/destra è un Gatto che si morde la coda-: così Nuccio Barillà sintetizza la crisi che, dopo i colpi proibiti dell’estate, continua ancora oggi all’interno della maggioranza di centro/destra del Comune di Reggio Calabria.

E a Palazzo San Giorgio, dopo che ieri è saltato il Consiglio Comunale per mancanza del numero legale (i consiglieri del Pdl non si sono presentati in aula), stamattina il centro/sinistra ha incontrato i giornalisti in una conferenza stampa per esprimere la propria idea sul momento politico e sociale che attraversa la Città.

E che il problema reale non è, o comunque non solo, quello di Paolo Gatto: lo sanno bene i vari Canale, Delfino, Azzarà, Barillà, Zimbalatti, Minniti, Albanese e Romeo che hanno partecipato alla conferenza stampa parlando di -pretesto- riferito al problema del consgliere finiano.

L’impressone è che tra i banchi del centro/destra, dopo le pesantissime accuse della crisi d’estate, non ci siano ancora i presupposti per stare tutti serenamente insieme seduti sugli scranni della maggioranza.

Ma il centro/sinistra va oltre, e attacca duramente la forza di Governo: -non vogliono dare spiegazioni, non vogliono spiegarci cos’è successo. Avrebbero dovuto farlo ieri, invece per l’ennesima volta è saltato il consiglio comunale. E’ assurdo-.

E il centro/sinistra, dopo tanti litigi e battibecchi, si ritrova compatto proprio sulla questione del caos in casa Pdl.

Gli 11 consiglieri comunali di opposizione sono tutti d’accordo, e poco importa se erano presenti -solo- in 8 (comunque una rappresentanza significativa!), perchè l’assenza degli altri tre è -assolutamente giustificata da improcastinabili impegni lavorativi-.

Chiarendo questo punto, i consiglieri di opposizione spiegano di essere completamente d’accordo tanto da aver sottoscritto insieme un documento sulla crisi politica della maggioranza al governo di Reggio e le conseguenze sulla Città.

-La Città di Reggio Calabria vive una fase delicatissima. In gioco ormai non è solo la tenuta istituzionale ma il rischio di sfaldamento dell’assetto democratico, che dovrebbe essere riferimento intangibile per la collettività. Il mancato insediamento in data di ieri del Consiglio Comunale – si legge nel documento – dovuto all’assenza della maggior parte dei Consiglieri comunali di maggioranza ha messo in chiara luce le diatribe politiche, partitiche e di gruppi, che dilaniano il centrodestra reggino. Il Consiglio Comunale che si sarebbe dovuto tenere ieri era già stato rinviato inspiegabilmente fin dal mese di agosto scorso, allorquando l’intera opposizione consiliare aveva fatto richiesta di convocazione al fine di discutere della crisi politica che ha attraversato il centrodestra reggino. Ma quella di ieri è solo l’ultima in ordine temporale delle innumerevoli volte in cui la maggioranza non è stata in grado di garantire il numero legale nel corso delle sedute consiliari. Non sono ancora state chiarite in alcun modo le vere ragioni sottese all’implosione della compagine di governo durante la scorsa estate e di uno stallo amministrativo connotato da pesantissime accuse scagliate reciprocamente dall’una all’altra fazione del centrodestra reggino, con cui si è presentato ai reggini il volto reale del c.d. modello Reggio. Venuto giù il velo, ci troviamo di fronte un quadro desolante, un sistema collaudato che si basa esclusivamente sulla gestione del potere e sulla corsa ad accaparrarsi sempre più ingenti risorse pubbliche, sul giro degli incarichi professionali e sul sistema delle parcelle milionarie a beneficio di appartenenti al sistema Scopelliti-Raffa. I consiglieri di opposizione hanno più volte denunciato nel corso degli anni tali pratiche affaristiche richiedendo atti e documenti ufficiali che tuttavia non sono mai stati consegnati dalla dirigente del settore finanziario, professionista di assoluta fiducia dell’ex Sindaco Scopelliti. Malgrado le ripetute richieste – prosegue il documento sottoscritto dagli 11 consiglieri di minoranza – non è stata mai insediata la commissione per il controllo degli atti di ragioneria, sebbene prevista dallo Statuto comunale. Non è stata mai data diffusione pubblica dei lavori del Consiglio Comunale. Le ragioni di tali gravi inadempienze sono da rinvenirsi nella scelta di non far conoscere alla città la verità cruda e nuda sullo stato finanziario del Comune e sull’adeguatezza di chi amministra la Città di Reggio Calabria. Ulteriori intollerabili strappi alle regole democratiche sono stati consumati in innumerevoli occasioni in cui la Presidenza del Consiglio non ha consentito all’ opposizione di esercitare il proprio ruolo di indirizzo e di controllo. In tutto questo la Città rimane spettatrice attonita, paga le conseguenze di una gestione privatistica delle società partecipate che si traduce nella negazione dei principi basilari della pubblica amministrazione, sia in riferimento alle assunzioni del personale che nelle procedure per l’acquisizione di beni e servizi e nella totale inadeguatezza delle risposte sul piano dell’efficienza amministrativa. Rimangono pertanto privi di soluzione i problemi, le disfunzioni e le gravi anomalie già segnalate nella relazione della commissione d’inchiesta sui lavori pubblici, urbanistica e manutenzioni insediata su iniziativa dell’opposizione. Né, peraltro, sono state adottate le concrete misure decise, oltretutto all’unanimità, in occasione di quella discussione, dal Consiglio Comunale. Gli eventi atmosferici delle ultime settimane hanno messo Reggio in ginocchio, i Cittadini assistono indignati allo scarico di responsabilità tra società esternalizzata ed Ente, una contesa che determina ulteriori disservizi, lasciando immutata la gravità dei problemi. Ormai è emerso con evidenza che la vera ragione della crisi politico-istituzionale del centrodestra reggino è da ricercarsi, oltre che nella rottura degli accordi e degli assetti di potere, nella assoluta mancanza di una vera classe dirigente, che sia consapevole dei bisogni e attenta alle istanze dei reggini. Lo scollamento tra la Città e il potere politico che ha gestito Reggio negli ultimi otto anni diventa ancor più traumatico alla luce degli ultimi fatti di cronaca secondo cui esisterebbero inquietanti rapporti tra una parte politica ben determinata e settori degli affari e della ‘ndrangheta. Occorre chiudere in fretta questa triste pagina istituzionale e ricominciare daccapo, per ricostruire il rapporto con la Città, riconquistare la fiducia dei reggini onesti, offesi da anni di pratiche clientelari e pronti a spendersi in prima persona per una Città che sia contro la ‘ndrangheta, trasparente, efficiente e libera dai condizionamenti delle consorterie affaristiche e della cattiva politica. Una Città diversa è possibile – conclude il documento – compito della politica è di iniziare questo difficile ma necessario percorso-.

Ma questo centro/sinistra è in grado di dare alla città un’alternativa credibile e affidabile?

I consiglieri presenti alla conferenza stampa hanno risposto in modo chiaro a questo interrogativo, a partire dal diretto interessato, Massimo Canale, già da sei mesi candidato sindaco con l’appoggio della Federazione della Sinistra e di alcuni movimenti e associazioni cittadine: -Stiamo lavorando tutti insieme per un centro/sinistra più coeso, l’obiettivo è l’unità. A me piace dire che io ci ho messo la faccia. Non c’è scritto da nessuna parte che io, o il mio partito, debbano fare le primarie. Ma le faremo, perchè sono un mezzo per unificare il centro/sinistra. Non dobbiamo farle per forza, ma se possono servire per l’unità, le faremo volentieri. Stiamo lavorando per questo-.

Anche Demetrio Delfino è d’accordo, e aggiunge che -basta guardarci in questo tavolo. Siamo qui tutti insieme, e abbiamo sottoscritto tutti insieme questo documento. E’ già un messaggio di coesione e unità-.

Nuccio Barillà ha detto che questo centro/sinistra è -estremamente cosciente della situazione, particolare e rischiosa, molto preoccupante, del Comune e della Città. C’è il rischio dello sfaldamento democratico e il quadro della maggioranza è desolante. Questa fase stituzionale deve chiudersi in fretta, e noi abbiamo voglia di costruire un percorso diverso e alternativo, per ricostruire un rapporto forte con i cittadini. Stiamo lavorando per un percorso preciso, e riusciremo a trovare la strada giusta-.

Chiuso l’argomento del centro/sinistra, gli altri consglieri hanno poi focalizzato il tema della giornata, continuando ad attaccare il centro/destra per una gestione di Palazzo San Giorgio considerata <>-vergognosa-.

Zimbalatti ha parlato di -assenza di reale democrazia per un grave problema politico. Non hanno i numeri per andare avanti, ci sono tante situazioni anomale. Noi chiediamo chiarezza perchè la gente ha diritto di sapere-. Minniti ha rivendicato determinate posizioni: -quello che sta accadendo noi lo diciamo da tempo, ma la gente non ci ha dato ascolto. Per questo penso che non basta da sola la nostra posizione: devono aiutarci altri, anche esterni alla politica. Penso alle forze sociali, all’informazione, alle associazioni. La città deve svegliarsi da questo torpore-. Delfino ha denunciato che -manca il rispetto nei confronti dei cittadini. Non vogliono fare la diretta del consiglio comunale online, ma i cittadini non possono entrare in sala a seguirlo perchè il settore a loro riservato è inagibile da anni. E’ vergognoso. La scorsa estate sono successe cose gravissime, e purtroppo neanche magistratura, corte dei conti e guardia di finanza riescono a dare risposte perchè non sempre sono pronti a capire quello che succede-.

Azzarà ha detto che -venendo meno Scopelliti, sono saltati tutti gli assetti e gli equilibri che lui riusciva a controllare con il suo carisma. Adesso il sistema di governo del centro/destra è saltato in aria. La situazione della città è davvero critica, bisogna riprenderla in mano al più presto-.

Albanese, infine, ha aggiunto che -ieri il centro/destra s’è fatto un brutto autogol. Non erano in condizione di venire in consiglio a dare alla città le risposte che servivano-. Anche Albanese è tornato sul punto dell’unità interna al centro/sinistra, spiegando che -noi consiglieri siamo tuti d’accordo e stiamo lavorando con incontri e riunioni per discutere dei problemi della città-.

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