Se il sindaco facente funzioni dovesse dimettersi, questi avrebbe venti giorni di tempo per ripensarci o trovare una nuova maggioranza. L'ipotesi commissariamento di Palazzo San Giorgio non è da scartare, così come una candidatura alle prossime comunali dell'attuale primo cittadino
Il suo “ipocentro” è stato rilevato nelle profondità del centrodestra reggino, il suo “epicentro” nel vertice del Comune. La sua “magnitudo” è stata senz’altro intensa. Ma gli eventuali “vittime” e “danni” di quello che potrebbe essere chiamato il “Terremoto di Palazzo San Giorgio” sono ancora da valutare. Quali scenari si aprono dopo le annunciate dimissioni del sindaco facente funzioni Giuseppe Raffa a livello istituzionale e politico? Sotto l’aspetto istituzionale, se il primo cittadino dovesse a breve ufficializzare la sua manifestata volontà di abbandonare la guida del Comune dopo gli scontri intestini alla maggioranza di centrodestra, in base al punto 3 dell’articolo 53 del Testo unico degli enti locali avrebbe venti giorni di tempo per ripensarci o trovare una nuova maggioranza all’interno del civico consesso, altrimenti verrebbe dichiarato decaduto. Nel caso reggino, al momento, quella di un ripensamento, è un’ipotesi remota. Stesso discorso per quella di una nuova maggioranza, sia per l’ampiezza del fronte anti-Raffa nella coalizione alla guida del Comune, sia per l’esiguità dei numeri dell’opposizione e del suo quasi certo mancato appoggio al primo cittadino facente funzioni. La prospettiva del commissariamento dell’ente di Palazzo San Giorgio fino alle elezioni che dovrebbero svolgersi la prossima primavera, quindi, è tutt’altro che da scartare. Sotto l’aspetto politico, precisamente quello delle candidature, Raffa potrebbe continuare per la sua strada affiancandosi ai nomi finora iscritti sotto la voce “aspiranti sindaco”, ovvero il comunista Massimo Canale (Pdci-Prc-Idv-Verdi-Ethos) e il pidiellino Paolo Gatto (sei liste civiche). L’attuale facente funzioni, dunque, sebbene senza il sostegno di un Popolo della Libertà con il quale è ai ferri corti, potrebbe comunque candidarsi contando sul supporto di porzioni di un partito che sembra invece puntare su Demi Arena, amministratore unico dell’Atam e personalità vicinissima al governatore Scopelliti. Il centrodestra, quindi, potrebbe presentarsi con tre candidati, cioè Arena, Raffa e Gatto, anche se potrebbero essere di più, considerato che è da vedere cosa faranno rispetto a queste tre figure o a proprie iniziative autonome i repubblicani, che potrebbero puntare sul reggino leader nazionale Francesco Nucara, l’Udc e socialisti. Ma se il centrodestra non sta bene, il centrosinistra non è che stia molto bene ed appare anch’esso frammentato: Canale ha da tempo lanciato la sua candidatura e sta lavorando in una costruzione dal basso del programma, mentre il Pd – che, secondo indiscrezioni, potrebbe essere rappresentato dal consigliere comunale Frank Benedetto – è ancora quasi immobile e non risponde agli appelli di dialogo da parte della cosiddetta sinistra radicale. All’interno di quest’ultima, potrebbe esserci un ulteriore aspirante sindaco: è il trozkista Pino Siclari del Partito Comunista dei Lavoratori.
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