La cosca Pelle, della Locride, avrebbe pilotato gravi irregolarità. Si ripete quanto già accaduto nell'ateneo di Messina
I carabinieri del Ros hanno effettuato nel pomeriggio alcune perquisizioni negli uffici dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria dopo che la procura della Repubblica ha emesso alcuni avvisi di garanzia su presunti condizionamenti da parte di alcuni esponenti della cosca Pelle all’interno della facoltà di architettura dell’ateneo.
La procura ha emesso 11 avvisi di garanzia e sta eseguendo anche alcuni interrogatori di docenti, dipendenti e studenti della facoltà nei confronti dei quali s’ipotizzano i reati di falso ideologico e truffa.
L’indagine segue l’operazione -Reale- del 22 aprile che portò al fermo di alcunipresunti affiliati alle cosche Pelle–Morabito di Africo e Latella–Ficara di Reggio Calabria.
Dal lavoro della direzione distrettuale antimafia reggina sarebbe emerso che la cosca Pelle avrebbe condizionato i test di ingresso alla facoltà ed anche l’esito di alcuni esami.
Le cosche della ‘ndrangheta reggina, com’è già noto da anni, avevano già messo le mani da tempo sull’Università di Messina, come dimostrò l’operazione -Panta Rei- avviata dopo l’omicidio del professor Matteo Bottari, che svelò l’interesse del clan del boss Giuseppe Morabito sull’ateneo messinese.
