Reggio: nuovo duro colpo alla 'ndrangheta cittadina, 26 arresti ad Archi

Reggio: nuovo duro colpo alla ‘ndrangheta cittadina, 26 arresti ad Archi

Reggio: nuovo duro colpo alla ‘ndrangheta cittadina, 26 arresti ad Archi

martedì 05 Aprile 2011 - 07:47

Colpite le cosche Tegano e Labate. Ricostruiti gli assetti delle cosche reggine

Una vasta operazione della polizia è in corso a Reggio Calabria da stamattina all’alba per l’esecuzione di 26 fermi emessi dalla Dda reggina nei confronti di altrettanti presunti affiliati alle cosche Tegano e Labate che operano in città. Per tutti gli indagati l’accusa è di associazione mafiosa. Nel corso dell’operazione, gli investigatori della squadra mobile di Reggio e dallo Sco di Roma stanno anche eseguendo numerose perquisizioni.

L’inchiesta ha ricostruito i nuovi assetti e l’organizzazione di vertice delle cosche operanti a Reggio Calabria. L’operazione è stata chiamata ‘Archi’ dal nome del quartiere di Reggio che, secondo gli investigatori, riveste un ruolo fondamentale nelle dinamiche criminali, vista la presenza su quel territorio di famiglie storiche della ‘ndrangheta quali Tegano, De Stefano e Condello. Secondo gli investigatori, quella di oggi è un’operazione speculare a quella denominata Crimine, condotta nel luglio scorso in collaborazione con la Dda di Milano con l’arresto di oltre 300 persone, e che ha ricostruito gli assetti della ‘ndrangheta in tutta la provincia reggina. L’operazione ‘Archi’, adesso, definisce meglio il contesto delle cosche che operano in città a Reggio. L’inchiesta ha ricostruito anche come si è arrivati agli assetti attuali, partendo dalla guerra di mafia che tra il 1985 ed il 1991 provocò oltre mille morti nella sola città. Una mattanza che ebbe fine nel 1991 con alcuni incontri ‘di pace’ che hanno cambiato sostanzialmente gli assetti. I Condello ed i De Stefano, protagonisti su versanti opposti della guerra di mafia, infatti, secondo gli investigatori siedono adesso insieme ai vertici della ‘ndrangheta.

L’operazione odierna scaturisce anche dalle dichiarazioni di alcuni boss passati tra le fila dei collaboratori di giustizia. A fare dichiarazioni, in particolare, sono stati Roberto Moio, genero del boss Giovanni Tegano, il capo del stesso gruppo criminale, arrestato nell’aprile del 2010 dopo molti anni di latitanza; il boss emergente Antonino Lo Giudice, e Consolato Villani, affiliato allo stesso clan Lo Giudice.

Grazie alle loro dichiarazioni ed alle indagini condotte, gli investigatori hanno ricostruito la storia criminale di Reggio degli ultimi anni e le dinamiche di vertice. Tra le persone fermate figurano gli attuali reggenti della cosca Tegano che hanno sostituito i vari boss attualmente detenuti. Tra gli altri ci sono i fratelli del boss Giovanni Tegano, Giuseppe e Bruno, ed un genero, Antonio La Villa.

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