Omicidio di Taormina, c'è una svolta: cambia l'accusa

Omicidio di Taormina, c’è una svolta: cambia l’accusa

Alessandra Serio

Omicidio di Taormina, c’è una svolta: cambia l’accusa

giovedì 30 Aprile 2026 - 18:16

Cos'è accaduto all'interrogatorio del giudice e chi esce dal carcere. Le novità sull'omicidio di Giuseppe Florio

Il faccia a faccia tra la giudice per le indagini preliminari di Messina Alessia Smedile e i tre fermati per il delitto di Taormina sono durati davvero poco. La 50enne Giuseppa Carmela Bianchino, il compagno Gaetano Urfalino e la 53enne Stefania Bergamaschi sono infatti rimasti in completo silenzio. Accompagnati dai difensori, gli avvocati Eleonora Caruso, Andrea Caristi e Michele Costanzo, i tre hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.

Cosa è successo all’interrogatorio

La giudice ha convalidato il fermo operato dai Carabinieri ed ha poi emesso l’ordinanza che mantiene in carcere la coppia accusata di omicidio, mentre dispone l’immediata scarcerazione della 53enne originaria di Sesto San Giovanni. Secondo la Gip Smedile, infatti, l’accusa non è soppressione di cadavere, contestata al momento del fermo, ma occultamento. L’amica della coppia, non considerata coinvolta per omicidio, torna quindi in libertà perché il solo reato a lei contestato non prevede la misura cautelare.

Chi resta dentro e chi esce

Quella di sottrarsi al confronto col giudice è stata anzitutto una scelta difensiva strategica e non è detto che nei prossimi giorni la linea possa cambiare. Le indagini sono infatti ancora in corso e anche i legali preferiscono verificare gli elementi che emergeranno, alla luce di un quadro delicato che fa da sfondo a tutti i protagonisti della vicenda. Protagonisti che si conoscevano e frequentavano, all’interno delle case popolari di Trappitello.

L’autopsia su Florio

Nei prossimi giorni ci sarà poi un altro passaggio chiave dell’inchiesta. Sarà conferito infatti il prossimo 5 maggio l’incarico per effettuare l’autopsia sul corpo della vittima 66enne. Quando è stato trovato, avvolto nel lenzuolo e chiuso nel sacco, sul cadavere di Florio c’erano segni di arma da taglio sul tronco e di un profondo trauma cranico che al medico legale, nella prima ispezione, è sembrato inflitto con un oggetto pesante, forse un martello. Sarà però la consulenza più approfondita che offrirà ai Carabinieri, a lavoro sul caso coordinati dalla Pm Anita Siliotti, maggiori elementi.

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