Reggio: il Pd vara il 'codice etico' in vista delle amministrative, -no- a candidati rinviati a giudizio

Reggio: il Pd vara il ‘codice etico’ in vista delle amministrative, -no- a candidati rinviati a giudizio

Reggio: il Pd vara il ‘codice etico’ in vista delle amministrative, -no- a candidati rinviati a giudizio

mercoledì 06 Aprile 2011 - 12:08

-Il Partito democratico di Reggio Calabria e i suoi candidati alle elezioni amministrative comunali e provinciali rifiutano i voti riconducibili alla ‘ndrangheta o ad altre organizzazioni criminali-. E’ quanto riporta il testo del codice etico del partito, che impone ai candidati la presentazione del certificato del casellario giudiziale relativo ai carichi pendenti e la dichiarazione dei redditi all’accettazione della candidatura.

Inoltre dovranno sottoscrivere un codice di comportamento nel quale dichiarano di non trovarsi in alcuna delle condizioni previste dal Codice di autoregolamentazione sulle candidature deliberato dalla Commissione parlamentare antimafia, dal Codice di autoregolamentazione adottato dal Consiglio regionale della Calabria e dal Codice etico del Partito democratico. Il Partito democratico si impegna a -non candidare coloro nei cui confronti sia stato emesso decreto che dispone il giudizio; emessa misura cautelare personale non annullata in sede di impugnazione; emessa sentenza di condanna, ancorchè non definitiva, ovvero a seguito di patteggiamento, per un reato di mafia, di criminalità organizzata o contro la libertà personale, per un delitto per cui sia previsto l’arresto in flagranza, per sfruttamento della prostituzione, per omicidio colposo derivante dall’inosservanza della normativa in materia di sicurezza sul lavoro-.

Inoltre il Partito democratico si impegna a -non candidare coloro nei cui confronti sia stata emessa sentenza di condanna, ancorchè non definitiva ovvero a seguito di patteggiamento, per delitti di corruzione nelle diverse forme previste e di concussione; sia stata emessa sentenza di condanna definitiva, anche a seguito di patteggiamento, per reati inerenti a fatti che presentino per modalita’ di esecuzione o conseguenze, carattere di particolare gravità-.

Cosi come coloro nei confronti dei quali -sia stata disposta l’applicazione di misure di prevenzione personali o patrimoniali, ancorchè non definitive, previste dalla legge antimafia, ovvero siano stati imposti divieti, sospensioni e decadenze ai sensi della medesima normativa-. Se dovessero sopraggiungere in tempi successivi le condizioni elencate, precisa il codice del Pd, -gli eletti dovranno rassegnare le dimissioni dal relativo incarico-.

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