Reggio in piazza contro la -morte della democrazia-

Reggio in piazza contro la -morte della democrazia-

Reggio in piazza contro la -morte della democrazia-

lunedì 08 Marzo 2010 - 13:22

Dopo il decreto salvaliste, la mobilitazione di movimenti, partiti e cittadini. Nel mirino anche il presidente Napolitano: -Non ci rappresenta più-

Anche Reggio scende in piazza per manifestare contro il “decreto salvaliste” varato dal Governo Berlusconi per consentire la partecipazione del Pdl alle prossime elezioni regionali in Lazio e Lombardia (liste elettorali presentate fuori tempo massimo). In coincidenza con le dimostrazioni in tutta Italia, un variegato fronte, tra partiti, movimenti e cittadini, si è ritrovato ieri pomeriggio nella centralissima Piazza Italia per urlare il proprio sdegno contro quella che viene definita, con tanto di simil-manifesti funebri, “la morte della democrazia”. Una cinquantina di manifestanti in tutto, ma comunque una presenza significativa, se si considera sia la pioggia battente, che il “passaparola” partito appena il giorno prima sul popolare social network Facebook.

Come accade sempre più spesso, insomma, la mobilitazione parte dalla rete, al di fuori di qualsiasi steccato o appartenenza partitica. Lo spiega Anna Leonardi, giovane esponente del Pd che da internet ha lanciato il “sasso” insieme a Francesco Imbalzano, coordinatore reggino dei giovani Idv: «Una manifestazione aperta a tutti, in quanto interpreta il sentore comune che in questi giorni si sia consumata una gravissima violazione della parità tra cittadini. Con l’avallo del Presidente della Repubblica Napolitano, ha prevalso la volontà di un solo cittadino, il presidente del Consiglio Berlusconi». «Ormai siamo purtroppo abituati a decreti incostituzionali- aggiunge Imbalzano- ma mai ci saremmo aspettati che si arrivasse a cambiare le regole in corsa». Elezioni o no, insomma, il nodo principale resta il rispetto delle regole, come precisa uno dei tanti cittadini che spontaneamente hanno aderito all’appello lanciato da internet. «E’ una cosa impensabile- protesta Orlando Sorgonà, docente- perché se un cittadino presenta in ritardo una domanda, nessun decreto interviene a salvarlo».

Accanto ai movimenti del “Popolo Viola” e del meet-up “Combattivamente- amici di Beppe Grillo”, anche il segretario regionale dei Comunisti Italiani, Michelangelo Tripodi, e il consigliere provinciale di Rifondazione Comunista Omar Minniti. «Siamo di fronte all’ennesima, gravissima lacerazione della Costituzione- tuona Tripodi- oggi più che mai occorre un’alleanza tra tutte le forze democratiche per un nuovo Comitato di Liberazione Nazionale come quello nato ai tempi del fascismo». E Minniti aggiunge: «E’ stata davvero la notte della Repubblica, quella in cui è passato il decreto. Con una firma incomprensibile da parte del Presidente della Repubblica, che dovrebbe essere il garante della Costituzione. A questo punto possiamo dirlo chiaramente. Napolitano non ci rappresenta più come cittadini».

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