A poco più di due mesi dalle elezioni non sono ancora chiare le strategie di molti partiti: chi saranno i candidati e quali saranno le alleanze?
In vista delle Regionali di fine marzo, nella Calabria della politica sta succedendo di tutto. Il Partito Democratico ha annullato le primarie previste per lo scorso fine settimana alla luce del forte avvicinamento con l’Udc, che a questo punto potrebbe avere addirittura la candidatura alla poltrona di governatore per una grande coalizione di centro/sinistra nella figura di Roberto Occhiuto (nella foto), 40enne, giornalista e parlamentare dell’Udc. Senza Loiero, anche l’Italia dei Valori sta pensando di fare un passo indietro e abbandonare l’imprenditore Pippo Callipo andando a supportare il centro/sinistra contro Scopelliti, che intanto ha varato un importante codice etico interno al Pdl: nelle liste che lo supporteranno non saranno ammessi candidati indagati, condannati o in odore di mafia. Si rivoluzionano tutte le alleanze e le strategie politiche a poco più di due mesi dalla tornata elettorale.
LE STRATEGIE DEL PARTITO DEMOCRATICO – A rivoluzionare le carte in tavola è stato il Pd che ha scelto in extremis, poche ore prima dell’apertura delle urne, di annullare le primarie previste per domenica 17. E’ stata indetta per domenica prossima, 24 gennaio, una grande assemblea partitica a Lamezia dove dovrebbe essere ufficializzato il -benservito- ad Agazio Loiero. I dirigenti del partito hanno diffuso una nota in cui hanno scritto che -la presa di posizione del presidente Loiero che antepone la sua permanenza alla presidenza della Regione ad ogni altra cosa è inaccettabile e sbagliata-. Ma Loiero non ci sta e promette battaglia. Secondo alcuni starebbe addirittura meditando di correre per sè, da solo, supportato da alcune liste civiche. La scelta del Pd è legata alle strategie dell’attuale Presidente del Consiglio Regionale, Giuseppe Bova, che ha aperto all’Udc proprio mentre Loiero sbarrava la porta a qualsiasi possibile alleanza con i centristi, il cui accorto con il Pdl fino a pochi giorni fa sembrava ormai cosa certa. Ma la candidatura di Loiero era anche la pregiudiziale per l’Italia dei Valori, che aveva scelto di defilarsi e appoggiare Pippo Callipo, imprenditore vibonese, piuttosto che sostenere Loiero. Il Pd, però, senza nè Idv nè Udc, era con le spalle al muro e si stava suicidando, nonostante le convinzioni di successo elettorale dello stesso Loiero che aveva voluto le primarie per dimostrare per l’ennesima volta il suo potere, in termini di voti, superiore ad ogni altro rappresentante del partito. Il partito, appunto. Un partito che ha deciso di rivoluzionare questa posizione e che, dal basso, ha sospeso le primarie e sta conducendo una trattativa di grande valore politico con l’Udc. La sensazione è che molto, adesso, dipenda da ciò che accade a livello nazionale tra Bersani e Casini, dopo le brusche polemiche del Pdl e della Lega contro l’Udc. Un partito piccolo che però in molte Regioni potrebbe rivelarsi determinante. Pur di vincere le elezioni, il Pd sarebbe pronto a rinunciare alla poltrona più importante e prestigiosa, dando all’Udc la candidatura alla presidenza della Regione: il volto nuovo potrebbe essere proprio Roberto Occhiuto che potrebbe guidare la coalizione di centro/sinistra contro il Pdl di Giuseppe Scopelliti.
LE MOSSE DELL’ITALIA DEI VALORI – Mentre Antonio Di Pietro è impegnato a spiegare all’Italia che non è un membro della Cia, e si difende esattamente come si difendevano gli indagati che poi condannava quand’era magistrato, la posizione di netta distanza dal Pd che l’Italia dei Valori aveva assunto in Calabria sta iniziando a vacillare. Venuta meno la pregiudiziale Loiero, il partito di Di Pietro e De Magistris potrebbe fare retrofront e appoggiare Occhiuto, dando vita a una grande coalizione di centro/sinistra il cui potenziale elettorale, sommando i voti del Pd con quelli dell’Udc, dell’Idv e dei partiti dell’estrema sinistra, è di tutto rispetto. Restano due i nodi da sciogliere: come potrebbe poi amministrare la Regione un governo così eterogeneo, composto da forze ideologicamente lontanissime? Il rischio è quello di riprodurre le difficoltà con cui si misurò a suo tempo il Governo Prodi, condizionato dalla scelta di raccogliere nella grande coalizione dell’Unione partiti e movimenti troppo eterogenei. Altro problema, per l’Italia dei Valori, è quello di Pippo Callipo. L’imprenditore vibonese è stato, fino a questo momento, fortemente appoggiato e sostenuto dal partto guidato da Di Pietro tanto che alcuni sondaggi lo davano a parimerito con Loiero. Callipo, che da sempre sostiene forti battaglie di legalità in Calabria, come potrebbe reagire a un dietrofront dell’Italia dei Valori? Continuerebbe a correre da solo, con le sue liste civiche, i movimenti e le associazioni che da sempre lo supportano? Oppure si lascerebbe convincere da Di Pietro e De Magistris che, caduta la pregiudiziale Loiero, si può andare a lavorare insieme al centro/sinistra? Oppure ancora, potrebbe rompere definitivamente con l’Idv e andare addirittura a sostenere Scopelliti e il Pdl?
IL CODICE ETICO DEL PDL: UN PASSO STORICO PER LA POLITICA CALABRESE – Questa terza opzione non sarebbe mai stata presa in considerazione fino a pochi giorni fa, ma quello che è successo negli ultimi giorni potrebbe avvicinare, e non poco, Pippo Callipo al Pdl. Infatti mentre il centro/sinistra sta ancora deciendo come organizzarsi a livello elettorale, il centro/destra è già certo del suo candidato che sarà Giuseppe Scopelliti, l’attuale sindaco di Reggio Calabria. Scopelliti s’è fatto promotore di un documento dal valore storico, e ha varato il primo ‘Codice Etico’ della politica in Calabria. Si tratta di un messaggio trasparente sulle candidature che si stanno selezionando in tutta la regione in queste settimane e la cui presentazione è prevista per fine febbraio. Nel documento, firmato dai massimi vertici del Pdl calabrese e fortemente voluto da Scopelliti, c’è scritto che: -i partiti ed i movimenti che fanno parte della coalizione elettorale che sostengono la candidatura di Giuseppe Scopelliti a Governatore della Calabria per le prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo si impegnano a non candidare:
1) Chi è indagato o è stato rinviato a giudizio o è stato destinatario di una misura cautelare personale, non annullata in sede di impugnazione, per un reato di mafia, di criminalità organizzata o contro la libertà personale e la personalità individuale;
2) Chi ha avuto comminata una sentenza di condanna, ancorché non definitiva ovvero ha patteggiato una pena, per un reato di mafia, di criminalità organizzata o contro la libertà personale e la personalità individuale;
3) Chi è indagato in seguito ad un reato per cui sia stata emessa ordinanza di custodia cautelare in carcere;
4) Chi è stato condannato, ancorché in via non definitiva, ovvero ha patteggiato una pena per reati commessi contro la P.A. (corruzione nelle diverse forme previste e concussione);
5) Chi è stato destinatario di misure interdittive personali o patrimoniali, ancorché non definitive, previste dalla legislazione antimafia.
Il Pdl ha inoltre invitato il segretario Regionale del Pd, Carlo Guccione, a sottoscrivere lo stesso documento. Ma Guccione non ha ancora risposto a questa richiesta: è evidente che, come abbiamo scritto sopra, ha ben altro a cui pensare.
Tornando alla scelta di Scopelliti e del Pdl, è chiara la soddisfazione di tutti coloro che da sempre, in un territorio difficile come la Calabria, si battono per la lotta alla ‘ndrangheta: Angela Napoli, deputata del Pdl, e Pippo Callipo su tutti.
Intanto, però, il Pdl assicura che l’accordo con l’Udc è chiuso e non è assolutamente in discussione. Il vice coordinatore vicario del Pdl, Antonio Gentile, ha detto che -il Pd calabrese vuole solo sopravvivere: in cinque anni ha distrutto la Calabria, dalla sanità al turismo, portandola ad avere il Pil più basso dell’intera Europa. Oggi vorrebbe riverniciarsi, confidando in un accordo con l’Udc solo per mantenere inalterato il suo potere. Questi signori, che hanno avuto potere e responsabilità, insieme a Loiero, condividono con lui gli stessi addebiti: hanno usato la clava delle primarie, dapprima trasformate in chiave istituzionale, poi ridotte a evento di partito, infine sospese non per una disponibilità verso l’Udc, ma solo perchè sono disperati e vogliono mantenere il loro potere. Adesso vorrebbero abbattere Loiero solo perchè ne temono la forza, ma grazie a Loiero e ai suoi gruppi clientelari sono riusciti a vincere alle provinciali contro noi e l’Udc, dileggiando Occhiuto e l’intero partito. La nostra alternativa si chiama Scopelliti e un modello di Governo giovane, efficiente, nuovo, gradito agli elettori e capace di riscontrare il grande consenso da parte della cittadinanza che lo ha eletto miglior Sindaco d’Italia-.
Per quanto possa essere -cosa fatta- l’accordo tra Pdl e Udc, ci sembra abbastanza palese che l’offerta addirittura della poltrona di candidato a governatore da parte del Pd a Occhiuto starà facendo riflettere i vertici del partito di Casini, che nel centro/destra avrebbe solo una posizione di appoggio a Scopelliti e non certo di protagonista assoluto come nei nuovi scenari auspicati dal Pd.
Un Pd che adesso si sta giocando le sue carte, e lo sta facendo bene.
E la Calabria si avvicina a una tornata elettorale il cui risultato oggi non sembra più così scontato come fino a pochi giorni fa.
