Maroni: -la 'ndrangheta è in fermento perchè abbiamo arrestato tutti i boss- e ribadisce che -in Calabria lo Stato c'è, contro la 'ndrangheta risultati da record-
A Rosarno, la Polizia di Stato di Reggio Calabria ha eseguito 17 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di affiliati alla cosca dei Bellocco per associazione per delinquere di tipo mafioso ed intestazione fittizia di beni. Le indagini, condotte dal personale delle squadre mobili di Reggio Calabria e Bologna, hanno accertato l’appartenenza degli indagati alla ‘ndrangheta di Rosarno e in particolare all’associazione mafiosa dei Bellocco che esercita il potere criminale in quel comune e nel territorio della Piana di Gioia Tauro con intimidazionie assoggettamento e grazie all’omertà che, da sempre, caratterizza il territorio, attuando un capillare controllo di ogni aspetto della vita, specie pubblica ed economica.
Tra i destinatari delle misure cautelari figura il boss Carmelo Bellocco, al quale viene contestato il ruolo di direzione dell’associazione, con compiti di decisione, pianificazione e di individuazione delle azioni delittuose da compiere, degli obiettivi da perseguire e delle vittime da colpire, impartendo direttive alle quali tutti gli altri associati danno attuazione.
Oltre a Carmelo Bellocco, altre quattro persone coinvolte nell’operazione sono già detenute da tempo.
La Polizia ha sequestrato beni mobili e immobili, attività commerciali, conti correnti, automobili, ditte individuali e societarie per un valore complessivo di alcune decine di milioni di euro.
Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, a margine della sua informativa al Senato sui fatti di Rosarno, ha detto che -questa mattina a Rosarno sono state emanate 17 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di persone accusate di associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni e sono sequestrati beni per decine di milioni di euro. Questa è la miglior risposta che lo Stato poteva dare dopo i fatti accaduti. E’ la prova che lo Stato in Calabria c’e’ e non dara’ tregua alla ‘ndrangheta; le ‘ndrine più importanti hanno perso i loro capi, c’è fermento nella ‘ndrangheta e la bomba di Reggio può essere frutto non di un disegno di tutte le cosche, ma di qualcuno che vuole imporsi. E’ importante capire chi c’è dietro alla bomba, non basta dire che è stata la ‘ndrangheta, bisogna sapere chi e con quale finalità lo ha fatto. La stessa cosa è successa a Caserta: in assenza di boss sono venute fuori le seconde e terze linee che sparavano a chiunque-.
Maroni ha sottolineato lo -sforzo straordinario di questo governo che ha ottenuto risultati mai visti in termini di lotta alla criminalità organizzata, anche con riguardo alla Calabria: sono stati sciolti 13 Comuni per infiltrazione mafiosa, dei quali 6 in Calabria e 3 in provincia di Reggio, sono stati arrestati 889 soggetti legati alla criminalita’ organizzata calabrese ed arrestati 46 latitanti di cui 8 nell’elenco dei 30 più pericolosi-. Sono anche stati registrati risultati straordinari nell’aggressione ai patrimoni, con sequestri per 1,2 mld di euro e 730 confische, per 362 mln di euro. -Sono dati senza precedenti negli ultimi tempi-, ha dichiarato il ministro.
Maroni ha inoltre aggiunto che -ci sono indagini in corso, ma allo stato non credo ci siano collegamenti tra la bomba alla procura di Reggio Calabria ed i disordini di Rosarno. C’è chi ha parlato di diversivo in riferimento a Rosarno, ma se la ‘ndrangheta avesse voluto far scoppiare qualcosa lo avrebbe fatto magari in Friuli, perchè ciò che è successo intensifica i controlli nell’area e non credo la ‘ndrangheta abbia interesse a ritrovarsi 120 investigatori in più sul territorio-.
