Scilla (RC): grosso masso frana sull'A3. L'autostrada adesso resterà chiusa almeno un mese

Scilla (RC): grosso masso frana sull’A3. L’autostrada adesso resterà chiusa almeno un mese

Scilla (RC): grosso masso frana sull’A3. L’autostrada adesso resterà chiusa almeno un mese

venerdì 14 Maggio 2010 - 20:41

Automobilisti miracolati. Secondo i primi rilievi l'incidente è stato causato da lavori non autorizzati a monte di un costone che dà sull'A3. Altri massi sono pericolanti: gravi disagi per la viabilità, percorsi alternativi da capogiro

Martedì pomeriggio sull’A3, tra Scilla e Santa Trada, è caduto un masso di 8 metri di diametro. E’ stata solo una gran fortuna se, al momento della caduta non transitavano veicoli e, quindi, l’evento non ha provocato alcuna conseguenza. Immediatamente i tecnici dell’Anas, i vigili del fuoco e gli agenti della polizia stradale sono intervenuti e, dopo un’attenta analisi della parete rocciosa sovrastante, hanno chiuso provvisoriamente l’autostrada in entrambi i sensi di marcia, deviando il transito su percorsi -alternativi- che adesso diventano fissi per almeno un mese.

Sì, perchè altri massi grossi come quello franato martedì pomeriggio rischiano di piombare sull’autostrada che, quindi, rimarrà chiusa a lungo per consentire i lavori di messa in sicurezza del costone: la viabilità sta diventando un disastro in tutta la Provincia.

Secondo i primi sopralluoghi effettuati dai tecnici dell’Anas, dai Vigili del Fuoco e dall’Autorità di Bacino, è emerso che il crollo del masso è stato provocato presumibilmente da lavori privi di autorizzazioni. Su quest’aspetto sono in corso i relativi accertamenti delle forze dell’ordine. Secondo le prime indiscrezioni si è trattato di privati che stavano aprendo una strada interponderale.

Il problema più serio, però, è che nell’area sono presenti altri massi di notevoli dimensioni, sempre dovuti a tali lavorazioni.

Adesso, quindi, dovranno iniziare i necessari interventi di bonifica da parte degli enti competenti, a tutela della pubblica e privata incolumità: finchè tutto il costone non sarà messo in sicurezza, il tratto autostradale resterà chiuso al traffico. E i percorsi alternativi sono particolarmente complessi: la viabilità in tutta la Provincia di Reggio Calabria diventa estremamente difficoltosa.

Nel corso dei sopralluoghi è stato accertato che il blocco si è distaccato da una parete subverticale posta ad oltre 300 metri di distanza dalla sede autostradale ed è rotolato lungo il pendio, terminando la sua corsa nel mezzo della carreggiata. Nella stessa zona del distacco si trovano numerosi altri blocchi, di analoghe dimensioni, in condizioni di precaria stabilità.

L’Anas, su richiesta della Prefettura di Reggio Calabria, pur non essendo responsabile di quanto accaduto e pur non avendo competenza sull’area del crollo ha fornito la propria collaborazione, mobilitando i propri tecnici e predisponendo alcune ipotesi progettuali finalizzate alla esecuzione dei necessari lavori di messa in sicurezza dell’autostrada, la cui durata (almeno 3-4 settimane) è giustificata dalle difficoltà operative dovute alle modalità del crollo e alla difficile praticabilità dei luoghi. Tali soluzioni progettuali saranno illustrate sabato 15 maggio, in una nuova riunione in Prefettura, a Reggio Calabria, per essere esaminate e condivise con la Protezione civile e gli Enti locali.

Per quanto riguarda i percorsi alternativi, i mezzi pesanti provenienti da nord dovranno uscire a Scilla, salire a Melìa e da lì scendere verso Campo Calabro. I mezzi pesanti, invece, in risalita da sud e quindi in arrivo dalla Sicilia dovranno percorrere l’ultimo tratto dell’A3 da Villa San Giovanni a Reggio e poi imboccare la SS106 da Reggio a Marina di Gioiosa Jonica. Da lì svolteranno sulla SS 682, la Jonio-Tirreno, per rientrare sull’A3, quindi, a Rosarno.

Il percorso alternativo per i mezzi leggeri è un pò più agevole: da sud bisogna uscire a Santa Trada e percorrere la Statale 18 sul litorale Tirrenico fino a Scilla e viceversa per chi viene da nord.

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