Reggio. Operazione Panta Rei, sequestrati i depuratori Idrorhegion per inquinamento

Reggio. Operazione Panta Rei, sequestrati i depuratori Idrorhegion per inquinamento

Dario Rondinella

Reggio. Operazione Panta Rei, sequestrati i depuratori Idrorhegion per inquinamento

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lunedì 26 Gennaio 2026 - 13:16

L'operazione "Panta Rei" svela una gestione illecita degli impianti: acque reflue scaricate in mare senza trattamento

REGGIO CALABRIA – Una vasta operazione (Panta Rei) condotta dal Nucleo Operativo Ecologico (NOE) dei carabinieri ha portato, nelle prime ore di oggi, al sequestro preventivo d’urgenza della società Idrorhegion S.C.A.R.L.. L’azienda è l’ente affidatario della gestione dei sette impianti di depurazione delle acque reflue situati nel comune di Reggio Calabria.

L’indagine e le accuse

L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Reggio Calabria, è partita nel 2025 a seguito di gravi anomalie riscontrate presso i depuratori di Ravagnese e Catona. Grazie all’ausilio di sistemi di videosorveglianza, supporto aereo del Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia e consulenze tecniche, gli inquirenti hanno delineato un quadro di “gestione sistematicamente illecita”.

Secondo la prospettazione accusatoria, la società avrebbe operato in violazione delle autorizzazioni ambientali con un obiettivo preciso: conseguire risparmi di spesa a danno dell’ente comunale.

Le contestazioni mosse alla Idrorhegion sono pesanti e riguardano principalmente due fronti: Scarichi illeciti in mare: Gli impianti sarebbero stati gestiti in modo da sversare nelle acque marine reflui non adeguatamente trattati. Le analisi hanno confermato il superamento dei limiti tabellari per i principali parametri chimico-fisici e microbiologici. Gestione dei rifiuti: È emerso un deposito incontrollato dei fanghi di depurazione in siti non autorizzati, evitando così i corretti cicli di smaltimento.

Sequestro da 10 milioni di euro

Il decreto di sequestro, emesso d’urgenza dal Pubblico Ministero, ha colpito beni mobili e immobili per un valore complessivo stimato in circa 10 milioni di euro.

L’operazione si inserisce in una fase di indagini preliminari. Come precisato dalla Procura, guidata dal Procuratore Giuseppe Bombardieri, rimane valida la presunzione di innocenza per tutti gli indagati fino a un eventuale accertamento definitivo di colpevolezza.

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