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Report Bankitalia: ripartita l’economia calabrese, luci e ombre sul lavoro

mario meliado

Report Bankitalia: ripartita l’economia calabrese, luci e ombre sul lavoro

mercoledì 17 Novembre 2021 - 12:13

Crescono le assunzioni (soprattutto a termine), i licenziamenti no in quanto bloccati. Una famiglia su 6 s’è rifugiata in Reddito di cittadinanza & C.

REGGIO CALABRIA – L’economia reggina – e calabrese in genere – in qualche modo è ripartita: lo certifica l’aggiornamento congiunturale di Banca d’Italia, presentato online questa mattina dal direttore della filiale regionale Bankitalia di Catanzaro, Sergio Magarelli, nel corso di una conferenza stampa online.
Il documento Bankitalia è a cura dei ricercatori Giuseppe Albanese (che ha moderato l’iniziativa), Tonino Covelli, Iconio Garrì, Enza Maltese e Graziella Mendicino, che hanno relazionato ai cronisti sui diversi aspetti del rapporto.

«Criminale non usare metà delle nostre risorse umane»

Ha osservato in presentazione il direttore Magarelli come lo restart in questione «non possa costituire un obiettivo soddisfacente» per la nostra economia post-pandemica, anche nazionale.

Sergio Magarelli, direttore della sede regionale della Banca d'Italia (Catanzaro) (17.11.2021)
Sergio Magarelli, direttore
della sede catanzarese di Bankitalia

«I 235 miliardi di euro del Pnrr destinati alla sola Italia, di cui circa 200» tributano al nostro Paese «risorse, opportunità, responsabilità». Ma certo fa riflettere che «in Calabria, oltre un terzo del Pil, il Prodotto interno lordo cioè, sia di matrice pubblica». Anche questo dato fa pensare che la “pioggia” di flussi economici legati al Piano di ripresa e resilienza possa contribuire in modo significativo a «ripianare le disparità fra le diverse aree del Paese e attrarre a Sud risorse private».

Purtroppo – non esattamente una novità, a queste latitudini – spesso «sodalizi assai poco trasparenti» tentano d’«acquisire elementi di sostanziale controllo del territorio» di riferimento, peraltro. Ulteriori insidie da cui guardarci tutti, sinergicamente.

«Un Paese che qui non usa o utilizza male oltre metà delle preziose risorse umane disponibili, e lascia anzi che i nostri giovani migliori vadano ad arricchire altri Paesi, in un certo senso incarna un atteggiamento criminale. – attacca Sergio Magarelli nella sua analisi -. Specie pensando all’enorme buffer di potenziale utilizzo che abbiamo davanti, di giovani che non lavorano e non certo per loro desiderio: purtroppo essere calabrese, essere giovane, essere donna a oggi sono tre condizioni penalizzanti, iniquamente, nel mercato del lavoro. Il “caso Calabria” ci fa pensare a una terra non ancòra perduta e che può ripartire: ma deve farlo adesso, con un sistema finalmente basato su merito e competenza».

Uno splendido scorcio di Marina di Gioiosa Jonica:
la Calabria del turismo è il motore della ripartenza

In definitiva, certo «la ripartenza c’è; e altri Paesi appaiono meno in grado di noi di usare, e usar bene, i fondi del Next Generation Eu. Ma – è il monito del direttore – sarebbe un grave guaio farsi delle illusioni: fin qui, troppo presto per trarre delle conclusioni da questa ripartenza, che va consolidata».

«La Regione? Urge discontinuità»

Roberto Occhiuto annuncia la sua Giunta (8.11.2021)
Il nuovo Presidente della Regione, Roberto Occhiuto

Anche perché, fa presente Magarelli, «nell’utilizzo dei fondi del Pnrr, ma anche da parte del nuovo Presidente Roberto Occhiuto e degli altri amministratori regionali» c’è assoluto bisogno di «una forte discontinuità rispetto al passato – è il monito di Sergio Magarelli -: anche nella capacità di spesa e nell’attrazione degli investimenti. Occhiuto? Perché non gli si chiede se ha bisogno di noi? I nostri dati e il nostro osservatorio, come sempre, sono a disposizione di chi governa la Regione, di qualsiasi colore politico sia».
Poi bisognerà andare a vedere se l’eventuale, auspicabile discontinuità sarà sufficiente; ma questa è altra storia.

Scenario generale

Lo scenario generale è di una ripartenza decisa dell’economia reale, ma con macro-sacche di dubbi su durata ed effettiva consistenza di questo restart.

Questo perché, ad esempio, crescono le assunzioni ma non si può dire lo stesso dei licenziamenti, benché la pandemia da Coronavirus abbia falcidiato in maniera tremenda le imprese e, per quelle sopravvissute, i relativi fatturati. Ma lo stop ai movimenti in uscita delle risorse umane, ahinoi, è fin troppo spiegabile: i licenziamenti per motivi economici sono stati “congelati” per legge.

E mentre – visto lo scenario d’incertezza – permane assai significativa la propensione al risparmio, ai danni evidentemente di quella al consumo, moltissime famiglie dalle possibilità economiche modeste hanno trovato ristoro in strumenti d’economia sociale come il Reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza (ma anche il Reddito d’emergenza).
Si calcola che una famiglia su 6 sia interessata al fenomeno, in territorio calabrese, e abbia attinto a questi strumenti di welfare.

Riverbero sui depositi

Per la stessa identica ragione (forte incertezza = forte propensione al risparmio) è proseguito, benché con minor vigore, il trend espansivo che già interessava i depositi delle famiglie.

Più vendite

L’aggiornamento congiunturale del report Bankitalia L’economia della Calabria registra poi un incremento delle vendite nel 60% delle imprese.

I livelli pre-Covid restano lontani

Buoni i dati relativi ai depositi: meno, per i consumi

Ripartenza più rapida nell’industria: ma «oltre un’impresa su 3 – evidenzia Tonino Covelli – fa presente di non essere tornata ai livelli di fatturato pre-Covid».
Tuttavia, per più del 50% delle imprese in vari settori «non si sono raggiunti i livelli di fatturato pre-Covid»: un dato medio più pesante, di certo, rispetto alla sola industria.

Previsto poi nel 2021 un netto recupero in termini di redditività. Le cessazioni delle imprese sono poi circa il 60% di quelle relative al 2019, a fronte di un aumento nelle iscrizioni.
Ma per 6 imprese su 10 si segnalano poi gravi problemi negli approvvigionamenti delle materie prime, che si son risolti in ritardi e rincari dei prezzi finali.

Ok porto di Gioia, turismo, edilizia

Un'immagine del porto di Gioia Tauro (RC)
Un’immagine del porto di Gioia Tauro

Tra i segmenti produttivi, nell’automotive – in termini generali indubbiamente in ripresa – la carenza di semiconduttori ha pregiudicato la consegna di nuovi veicoli.
Nel comparto edile, «circa 2/3 delle imprese prevedono un aumento del valore della produzione per l’anno in corso». E tante aziende hanno beneficiato di strumenti come il Superbonus.

Interessanti, poi, i segnali di una «ripresa dei flussi turistici, anche se percentualmente meno intensa nei mesi estivi».
Il Porto di Gioia Tauro, poi, ha visto il flusso-container «su livelli prossimi a quelli del 2020, anno che aveva segnato una forte ripresa del transhipment gioiese».

Più assunzioni. Ma a termine

Dal secondo trimestre 2021, in ogni caso, l’occupazione è tornata a crescere; un incremento che però ha compensato solo in parte il calo dello scorso anno.

Boom delle misure di sostegno al reddito

Graziella Mendicino ha posto in rilievo come il mercato del lavoro in Calabria risulti «ancora poco dinamico»: per esempio in uscita, come s’è visto, alla luce del “congelamento” dei licenziamenti.
E le assunzioni in aumento? «La stragrande maggioranza dei contratti è stata a termine», sottolinea la ricercatrice Bankitalia. Circostanza che – insieme all’incremento deciso nel segmento del turismo e tempo libero, grazie soprattutto all’allenamento delle restrizioni antiCovid – «ha favorito in particolare il lavoro giovanile e femminile». Cioè tutti gli ambienti e i fattori che per varie ragioni vedono pullulare i rapporti di lavoro a tempo determinato.
Crescono pure le partite Iva, «in aumento rispetto all’anno scorso e sostanzialmente in linea rispetto a quelli precedenti».

In deciso aumento la fiducia dei consumatori

Cresce poi la fiducia delle famiglie: significativo il dato («in linea, del resto, col dato nel Mezzogiorno e nell’intero Paese») che segnala un aumento delle compravendite d’abitazioni in Calabria.
Netto incremento, come si diceva, del numero di soggetti che hanno attinto a misure di welfare come il Rdc (Reddito di cittadinanza), la Pensione di cittadinanza e il Rem (Reddito d’emergenza).

In crescita anche i prestiti

Significativo l’incremento dei prestiti alle famiglie

Imprese non finanziarie e famiglie consumatrici fanno +4,4% del ricorso ai prestiti, «cosa che peraltro fa pendant – ha rilevato Iconio Garrì – con la forte propensione al risparmio e dunque degli stessi depositi» da parte delle famiglie.

La crescita del credito al consumo è stata alimentata soprattutto dalla vendita d’automobili e dal ricorso alla cessione del quinto degli emolumenti, si precisa. Un maggior numero di prestiti si osserva nei settori servizi e manifattura, anche se «l’incremento – così Garrì – ha interessato praticamente tutti i segmenti produttivi».
Peraltro, secondo dati AnaCredit, nel primo semestre di quest’anno circa il 40% delle erogazioni è stato assistito dalla presenza di una garanzia pubblica. Un elemento, questo, che ha fortemente aiutato la ripresa dell’attivazione di linee di credito e ha portato complessivamente le aziende a godere d’inediti, elevati livelli di liquidità.

«Sicuramente positivo, poi, il dato della decisa uscita dalle moratorie; anche perché, al contempo – ha rilevato il ricercatore Bankitalia – non si registrano aumenti nei livelli d’insolvenza».

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