L'architetto è stato candidato sindaco nel 2013 e spesso si è scontrato con De Luca dal 2018: "Ma la città non può tornare indietro". Con lui anche Giuseppe Missimi
MESSINA – Alessandro Tinaglia è la new entry presentata oggi da Sud chiama Nord. Il leader del Movimento Reset, già candidato sindaco nel 2013 (qui la lettera aperta del movimento di 13 anni fa) e assessore comunale a Torregrotta nel 2017, si candiderà al Consiglio comunale in una delle liste a sostegno di Federico Basile. Con lui anche l’avvocato Giuseppe Missimi, intervenuto nel finale della conferenza e anch’esso uno dei membri di Reset, movimento ormai fermo da 8 anni.
Tinaglia nel 2013 è stato candidato sindaco
Nella tornata elettorale di 13 anni fa Tinaglia collezionò 1.556 voti (1,87%). Allora fu ballottaggio tra Felice Calabrò e Renato Accorinti, poi uscito vincitore dalla sfida. Un’esperienza quindi poco felice per il leader di Reset. Tinaglia dal 2018 e fino a tempi recenti è stato spesso critico, soprattutto negli anni di sindacatura di Cateno De Luca.
Basile e De Luca accolgo Tinaglia
La presentazione del candidato è arrivata in mattinata nella Galleria Vittorio Emanuele, dove si è tenuta l’ormai classica conferenza del martedì del partito. Federico Basile e Cateno De Luca hanno prima presentato i risultati raggiunti su turismo e cultura con l’ex assessore Enzo Caruso. Poi la presentazione di Tinaglia, con Basile ad accoglierlo “nella grande progettualità di questa amministrazione, che dal 2018 ha fatto passi da gigante”.
L’architetto: “Non potevamo non accettare”
Tinaglia ha ringraziato per “l’opportunità data al gruppo che oggi chiamo Reset Revenge. Otto anni fa ci siamo fermati perché non abbiamo avuto la capacità di dire alla città cosa volevamo fare. Il mio grazie è perché oggi possiamo riprendere quel percorso. Io rappresento questo gruppo di Reset Messina che si è ritrovato per dare sostegno e contributi alla città. Il tema della competenza, che 13 anni fa era totalmente sconosciuto, era per noi imprescindibile. Lo abbiamo visto diventare un fatto dal 2018 a oggi e non potevamo non accettare quest’invito”.
Reset “non vuole tornare indietro”
Il leader di Reset ha aggiunto: “Dal 2018 a oggi avete dato la possibilità a tanti, con cognomi non noti, di dare un contributo. Noi non vogliamo tornare indietro, non vogliamo che i nostri figli tornino nella città in cui siamo cresciuti noi. Dove si parlava senza fare le cose. C’è chi ha voluto gestire scientificamente il bisogno. Non si facevano le cose non perché non erano possibili ma perché non andavano fatte. A volte la gente dimentica la storia. Il nostro gruppo non vuole tornare indietro. Quello che avete fatto nel 2018 è un regalo ai nostri figli. Noi abbiamo deciso di candidarci, non ce l’avete chiesto voi”.
Dal MeLab all’I-Hub
E infine: “Non si parlava più delle questioni. Da quando Federico si è dimesso non abbiamo sentito nessuno dire che di questa città avrebbe voluto fare un’altra cosa. Abbiamo sentito solo buttare fango. Non ho visto nessuno che ha detto ‘voglio fare questo’. Proviamo a confrontarci sulle cose, lo dico a tutti i candidati. Nel 2018 chiamato dall’ex assessora Previti ho portato tutto il lavoro di Reset per il progetto I-Hub. Noi avevamo già un progetto simile, il MeLab, un’idea dalla quale è nato proprio l’I-Hub. Ma non è un edificio, è una vocazione. Allora poi smise di rispondermi, oggi fa presente lei stessa che non è un edificio. La mia speranza è oggi riuscire a confrontarci sulle cose, con proposte alternative e non solo con i ‘no’. Questo confronto va stimolato”.
De Luca sull’I-Hub: “Nasce da una sua idea”
I candidati provenienti da Reset saranno due e andranno nelle liste Orgoglio Messinese e Liberi e Forti. Oltre ad Alessandro Tinaglia, infatti, ci sarà anche l’avvocato Giuseppe Missimi. De Luca nell’accogliere Tinaglia ha ricordato che “in passato abbiamo fatto scintille, ma su argomentazioni abbastanza serie. L’ho conosciuto indirettamente attraverso Carlotta Previti, che mi chiese se potesse dialogare. Ho detto che era collocato nel posto sbagliato ma che non sembrava uno con cattive idee. E l’idea dell’i-Hub non era nostra. Carlotta era brava nel saper riciclare le idee e non c’è niente di male. L’idea appartiene a un altro ma se è buona non è vergogna utilizzarla. La vergogna diventa quando vogliamo darci a tutti i costi un tono su qualcosa che non ci appartiene come intuito ma ci appartiene nelle modifiche. Il tema è però quando l’idea si riesce a concretizzare”.
L’attacco ai candidati sindaci avversari
E ancora: “Ognuno aveva la sua visione mentre la città andava morendo. U buddaci: parliamo, ragioniamo. Ma il tema era come si fanno le cose. Non si tratta solo di esprimere un modello di città ma di spiegare come il modello diventa realtà. Questa si chiama buona amministrazione ed è quella che è mancata prima, con tutto il rispetto”. Poi l’attacco a Carlotta Previti per “gli attacchi a gamba tesa”: “Poi è scappata. Ci sono personaggi che a un certo punto non rispondono più. Hanno fatto rispondere a Marcello Scurria. Finora non c’è stato un candidato a sindaco che ha chiesto a Federico Basile un confronto su un argomento specifico, con un percorso logico da dove si è partiti, cosa si è fatto e dove si vuole arrivare. Poi si meravigliano che i messinesi continuano a votare una strategia partita nel 2017 e che penso si affermerà ancora una volta il 24 e il 25 maggio. Ringrazio Alessandro e il gruppo Reset che contribuirà alla stesura del programma”.

Non comprendo perché un cambio di amministrazione significherebbe tornare indietro. La vita stessa ci porta in avanti e regredire è innaturale. Avere un’ amministrazione finalmente “messinocentrica” significherebbe progredire e non regredire. Liberare la città dal sistema che è stato instaurato, che la soffoca e che nessuno intellettualmente onesto può negare, è il vero regalo che i messinesi possono fare ai loro figli, che la città davvero così non torna indietro!
Messina e la sua provincia, la Sicilia intera siano libere e democratiche!
Tutti su un carro, sarebbe bello capire il segreto. O forse è solo il timore di salire su un carro diverso,che si pensa non vincerà facilmente?
Mah…
PS: di solito è anche difficile che lo stesso partita rimanga per più di due giri consecutivi, mentre qui tutti sicuri che si fa il terzo giro.
É arrivato un altro membro per il nuovo parlamento delle due Sicilie, ancora ci sono diversi posti per altri deputati del regno.