Il messinese Davide Liotta questa mattina è stato vittima di un tentativo di raggiro e ha poi deciso di rendere pubblica la sua esperienza
MESSINA – “Voglio condividere quanto mi è successo oggi per evitare che altri possano caderci. È stata un’esperienza surreale e molto convincente”. Inizia così il racconto di Davide Liotta, vittima di un tentativo di truffa questa mattina a Messina.
“Ho ricevuto una chiamata – esordisce Liotta – e sul display è apparso il numero reale dei Carabinieri. Nel mio caso quello di Via Monsignore D’Arrigo a Messina. Ho risposto e dall’altra parte qualcuno si qualificato come un militare. Mi hanno detto che la mia carta d’identità era stata clonata e che era stata usata per acquistare una Panda bianca, coinvolta in una rapina. Mi hanno trattato come un indagato, mettendomi pressione e chiedendo massima collaborazione”.
Inizialmente, Liotta ha creduto alla veridicità della telefonata. “Mi sono offerto di andare subito in caserma, ma loro insistevano per venire a casa mia. La scusa? Fare una perizia sui gioielli”. A quel punto la vittima della tentata truffa ha compreso la situazione e, dopo essersi rivolto ai veri carabinieri, ha raccontato la sua disavventura sui social.
“I Carabinieri non vengono a casa per periziare oro o gioielli. Mai – ha spiegato -. E il numero sul display può essere falsificato: si chiama Spoofing. Anche se leggete “Carabinieri” o un numero che verificate su Google, potrebbe non essere davvero la caserma. Se avete dubbi, riattaccate. Chiamate voi il 112 o il numero della caserma digitandolo direttamente sulla tastiera (non richiamate l’ultimo numero in lista!). Io sono andato fisicamente in caserma e i militari mi hanno confermato che si tratta di una truffa che sfrutta la clonazione del loro numero telefonico”.
Ai suoi contatti social, Davide Liotta ha chiesto quindi di condividere il suo post, “specialmente con i vostri genitori, nonni o vicini di casa più fragili”. “Facciamo girare la voce per fermare questi criminali”, questo il suo appello finale.

