Ricette mediche ai morti, la sentenza al processo Aphoteke

Ricette mediche ai morti, la sentenza al processo Aphoteke

Alessandra Serio

Ricette mediche ai morti, la sentenza al processo Aphoteke

mercoledì 04 Febbraio 2026 - 08:00

Nomi e verdetto per farmacisti e medici sotto processo dopo la denuncia dell'Asp. I sequestri della Gdf nel 2020

E’ arrivato nella tarda serata di ieri il verdetto del Tribunale di Messina sull’operazione Apotheke che vede imputati medici e farmacisti messinesi.

Tutti i nomi e il verdetto

Ecco le richieste: 6 anni e 3 mesi per il farmacista Sergio Romeo (interdetto dalla professione per 2 anni),2 anni per il medico Basilio Cucinotta (interdetto 2 anni), un anno e 2 mesi per Sergio Romano, Stefania Samperi e Rosario Palmieri. Erano accusati, a vario titolo, associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata, falso ideologico, esercizio abusivo della professione medica, somministrazione di morfina senza la prevista prescrizione medica. Alcuni di loro hanno incassato assoluzioni e prescrizioni parziali. Scagionati invece Gregorio Filippo Cutrì, Salvatore De Domenico, Santi Ielo e Valentina Costanzo (assolti per non aver commesso il fatto o perché il fatto non sussiste).

La sentenza è della II sezione penale (presidente Sciglio e definisce i verdetti di primo grado, che arrivano a sei anni dallo scoppio dello caso. Adesso i difensori, gli avvocati Nunzio Rosso, Antonio Spiccia, Antonello Scordo, Giuseppe Carrabba, Fabrizio Grosso, Claudio Rugolo, Giovanni Villari, Pietro Luccisano e Corrado Rizzo, valuteranno l’eventuale ricorso in appello.

L’accusa dopo la denuncia dell’Asp

L’Asp di Messina era parte civile con l’avvocato Salvatore Sorbello. I condannati dovranno risarcire i danni civili all’Asp, pagare le spese legali e liquidare una provvisionale immediata di 100 mila euro.

A dicembre scorso l’accusa, rappresentata dalla pm Francesca Bonanzinga, aveva sollecitato condanne, da uno a 7 anni e due sole assoluzioni. Alla fine del processo infatti secondo la Procura era stato provato che gli imputati principali avessero truffato all’Asp almeno 140 mila euro.

Le false ricette e le intercettazioni telefoniche

L’operazione della Guardia di Finanza risale al marzo 2020. Le intercettazioni telefoniche sono partite dopo la segnalazione dell’Asp, insospettita dal gran numero di ricette rosse giudicate anomale e un flusso di rimborsi, canalizzati tutti alla stessa farmacia di Villaggio Aldisio, per acquisto di dispositivi e farmaci costosi, destinati a pazienti gravi, tutti col rimborso ticket. Gli accertamenti rivelarono una vera e propria catena di produzione di false prescrizioni mediche, attraverso il continuo approvvigionamento di ricette rosse sulle quali apporre le fustelle, provenienti per lo più da farmaci scaduti, o venduti a clienti fidelizzati, senza ricetta e con lo sconto. In alcuni casi accertati, questi prodotti venivano poi rivenduti all’estero, in qualche episodio sono arrivati fino in Russia.

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