Nomi e verdetto per farmacisti e medici sotto processo dopo la denuncia dell'Asp. I sequestri della Gdf nel 2020
E’ arrivato nella tarda serata di ieri il verdetto del Tribunale di Messina sull’operazione Apotheke che vede imputati medici e farmacisti messinesi.
Tutti i nomi e il verdetto
Ecco le richieste: 6 anni e 3 mesi per il farmacista Sergio Romeo (interdetto dalla professione per 2 anni),2 anni per il medico Basilio Cucinotta (interdetto 2 anni), un anno e 2 mesi per Sergio Romano, Stefania Samperi e Rosario Palmieri. Erano accusati, a vario titolo, associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata, falso ideologico, esercizio abusivo della professione medica, somministrazione di morfina senza la prevista prescrizione medica. Alcuni di loro hanno incassato assoluzioni e prescrizioni parziali. Scagionati invece Gregorio Filippo Cutrì, Salvatore De Domenico, Santi Ielo e Valentina Costanzo (assolti per non aver commesso il fatto o perché il fatto non sussiste).
La sentenza è della II sezione penale (presidente Sciglio e definisce i verdetti di primo grado, che arrivano a sei anni dallo scoppio dello caso. Adesso i difensori, gli avvocati Nunzio Rosso, Antonio Spiccia, Antonello Scordo, Giuseppe Carrabba, Fabrizio Grosso, Claudio Rugolo, Giovanni Villari, Pietro Luccisano e Corrado Rizzo, valuteranno l’eventuale ricorso in appello.
L’accusa dopo la denuncia dell’Asp
L’Asp di Messina era parte civile con l’avvocato Salvatore Sorbello. I condannati dovranno risarcire i danni civili all’Asp, pagare le spese legali e liquidare una provvisionale immediata di 100 mila euro.
A dicembre scorso l’accusa, rappresentata dalla pm Francesca Bonanzinga, aveva sollecitato condanne, da uno a 7 anni e due sole assoluzioni. Alla fine del processo infatti secondo la Procura era stato provato che gli imputati principali avessero truffato all’Asp almeno 140 mila euro.
Le false ricette e le intercettazioni telefoniche
L’operazione della Guardia di Finanza risale al marzo 2020. Le intercettazioni telefoniche sono partite dopo la segnalazione dell’Asp, insospettita dal gran numero di ricette rosse giudicate anomale e un flusso di rimborsi, canalizzati tutti alla stessa farmacia di Villaggio Aldisio, per acquisto di dispositivi e farmaci costosi, destinati a pazienti gravi, tutti col rimborso ticket. Gli accertamenti rivelarono una vera e propria catena di produzione di false prescrizioni mediche, attraverso il continuo approvvigionamento di ricette rosse sulle quali apporre le fustelle, provenienti per lo più da farmaci scaduti, o venduti a clienti fidelizzati, senza ricetta e con lo sconto. In alcuni casi accertati, questi prodotti venivano poi rivenduti all’estero, in qualche episodio sono arrivati fino in Russia.
