Il murale della Casa del Portuale va tutelato. Todesco scrive alla Soprintendenza - Tempostretto

Il murale della Casa del Portuale va tutelato. Todesco scrive alla Soprintendenza

Ma. Ip.

Il murale della Casa del Portuale va tutelato. Todesco scrive alla Soprintendenza

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lunedì 09 Settembre 2013 - 10:21

Secondo l'assessore alla cultura, l'opera di Blu "riscatta l'edificio dal proprio degrado e dalla propria bruttezza di contenitore anonimo". E propone delle iniziative da attuare nel caso in cui la Soprintendenza accogliesse la proposta

Per alcuni è illegale, per altri è offensivo, per l’amministrazione comunale è “un esempio significativo di una strategia di riqualificazione urbana intelligente”. Sono le parole dell’assessore alla cultura Sergio Todesco in merito al murale realizzato alla Casa del Portuale da Blu, writer italiano affermato in tutto il mondo e considerato come uno dei migliori artisti nel campo. Tanto che adesso Todesco ha inoltrato alla Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali una richiesta di intervento di tutela.

“Le installazioni di questo artista – ha spiegato l’assessore – sono sempre attente al contesto territoriale in cui si inseriscono e si caratterizzano per il dialogo che l’opera intrattiene con gli spazi esterni (non a caso l’intera via Alessio Valore si viene progressivamente trasformando in un singolare laboratorio di street art) e, in genere, nel concorrere le opere alla definizione di un Genius Loci che conferisca identità al contesto stesso”.

Le polemiche sono suscitate anche dal fatto che in questo momento l’edificio è occupato dai ragazzi che hanno costituito il Teatro itinerante “Pinelli”. Un luogo che versava in completo stato di abbandono e che adesso rivive. Secondo Todesco, l’opera di Blu “riscatta l’edificio dal proprio degrado e dalla propria bruttezza di contenitore anonimo”.

La querelle sulla proprietà dell’edificio sembra risolversi a favore della Regione. Ed allora, l’assessore Todesco chiede che all’opera venga dato riconoscimento pubblico, tramite tutela, “pur nella consapevolezza che esso non rientra a stretto rigore nelle fattispecie previste dalla normativa vigente; in tale prospettiva invito la Soprintendenza a valutare se il complesso costituito dallo stabile in oggetto, o almeno la porzione di esso interessata dal murale, possa essere compreso nelle categorie di beni culturali di cui agli articoli 10 e 11 del D. Lgs. 22 gennaio 2004 n. 42 (Codice dei Beni culturali e del Paesaggio), ad esempio nella fattispecie studio d’artista”.

L’Amministrazione comunale si dichiara disposta a farsi carico di iniziative di valorizzazione miranti a reinserire il bene tutelato in un circuito virtuoso di pubblica fruizione e conoscenza. Il provvedimento richiesto alla Soprintendenza potrebbe, in prima istanza, assumere la veste di una provvisoria e sortirebbe pertanto un importante riconoscimento della pregnanza estetica e urbanistica, in senso lato, del bene, il cui mantenimento permetterebbe di promuovere concrete iniziative istituzionali in tema di tutela di forme, in genere neglette, di arte contemporanea.

E nel frattempo, il Comune ha in mente alcune iniziative per valorizzare un’opera che è stata valutata positivamente in tutto il mondo:

1) tutela urbanistica dell’intera area interessata dalle installazioni;

2) collocazione di apposita segnaletica che indichi la natura dei murales presenti nell’intero ambito viario, la loro valenza artistica e l’importanza da essi rivestita nel ripensare e reinventare il linguaggio estetico ed architettonico dello spazio pubblico;

3) l’esecuzione di lavori di pulitura valevoli a riconferire decoro agli spazi occupati dalle installazioni;

4) in prospettiva, manutenzione dei manufatti, la cui poetica non dovrebbe essere stravolta bensì esaltata da un organico percorso fruitivo.

“L’Amministrazione comunale – conclude Todesco – sarà ben lieta di fornire alla Soprintendenza notizie, testi, immagini sull’immobile in oggetto e – più in generale – sui murales realizzati nel contesto segnalato, al fine di agevolare l’auspicabile istruttoria, finalizzata al riconoscimento d’interesse, tappa essenziale perché degli stessi venga in futuro assicurata la più ampia pubblica fruizione”.

8 commenti

  1. posto che sarebbe già sufficiente che l’amministrazione facesse chiarezza sulla proprietà dell’edificio…

    devo aggiungere che l’opera a mio avviso (gusto soggettivo) è molto bella, ma da qui a chiedere tutela alla sovrintendenza ne passa.

    mi preme ricordare che due caravaggio boccheggiano tristemente in locali fatiscenti e che forse, prima di pensare alla street art (che per definizione è spontanea e non circoscrivibile), bisognerebbe prestare le risorse (poche) disponibili ad altro.

    l’elenco di urgenze è davvero troppo lungo, ma gli scempi da correggere sono sotto gli occhi di tutti.

    scritto quanto sopra, mi chiedo se l’amministrazione ha una scala delle priorità…
    la città affonda nella sporcizia e nell’incuria. se ne accorge qualcuno??

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  2. L’assessore Todesco merita sin qui sostegno ed appoggio incondizionato della Città per il corretto approccio culturale delle iniziative intraprese . Speriamo in un benefico “contagio” …per tutta l’amministrazione.

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  3. Mi sembrano cerottini su un arto incancrenito.
    Alternativa: demolire la squallida costruzione, nonchè l’ex-silos, l’ex mercato del pesce e l’inutile e bruttissimo parcheggio Cavallotti e realizzare un fronte mare con alberi di alto fusto e un monumento-sacrario degno di questo nome alle vittime del terremoto e delle bombe borboniche e angloamericane. Anche la vecchia dogana è fradicia, irrecuperabile perchè costruita con materiali sbagliati: salvarne le parti in ghisa e collegarla al giardino facendone un complesso arioso ed elegante. Urbanisti?

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  4. va tutelato ,si, ma dopo i 10000000 beni culturali di gran unga più meritevoli. Todesco si occupi di quelli oltre che di vara e cosucce degli ++++ occupatori abusivi

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  5. Sarò ben lieto se la Soprintendenza vorrà conferire la tutela sull’opera in oggetto, certo che sarebbe spropositato tutelare un murales che non ha mai ricevuto nessun tipo di autorizzazione per essere posto in essere su quella, seppur fatiscente, facciata.
    Siamo alle solite il bello di pochi diventa insindacabile e forzatamente oggettivo, Anarchia.
    Il luogo, seppur dismesso e malconcio, viene deliberatamente occupato ed utilizzato, senza alcuna autorizzazione, per finalità diverse alla sua presumibile destinazione, Anarchia.
    Ci si indigna per delle famiglie che occupano peche’ disperatamente cercano un alloggio, di contro si sponsorizzano con tutti i mezzi delle occupazioni non più temporanee di spazi pubblici, Insensibilità ed Anarchia.
    Chiunque si pone al vertice di una amministrazione, deve utilizzare le leggi preesistenti per tentare di cambiare le regole, diversamente diviene un amministratore illegale.

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  6. Questi regnano nell’anarchia più totale.Per questo si fanno chiamare Pinelli. In ricordo di un anarchico morto mentre creava disodirdini.

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  7. a messina i reati diventano oggetto di tutela, mah!!comunque, chi di anarchia ferisce di anarchia perisce

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