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Ragazza segregata e costretta a prostituirsi, salvata da facebook: chiesti due rinvii a giudizio

Ragazza segregata e costretta a prostituirsi, salvata da facebook: chiesti due rinvii a giudizio

giovedì 26 Aprile 2012 - 12:22
Ragazza segregata e costretta a prostituirsi, salvata da facebook: chiesti due rinvii a giudizio

Il sostituto procuratore della DDA Giuseppe Verzera ha chiesto il rinvio a giudizio per due persone che avrebbero segregato e costretto a prostuirsi una ragazza di 23 anni. A salvarla fu la scoperta di facebook e l'amicizia con una giovane messinese che raccontò la sua storia alla Polizia postale.

L’hanno costretta a prostituirsi a Gaggi e Francavilla di Sicilia e sarebbe stata anche violentata. Un lungo calvario senza uscita, passando di uomo in uomo e subendo sistematicamente violenza fisica o psicologica. Finchè, chiusa per giorni da sola in una stanza, ha iniziato a navigare sul web ed a chattare su Facebook. Così ha conosciuto una ragazza di Messina che ha deciso di aiutare l’amica, allora 23enne, raccontando tutto ad un poliziotto che ha fatto scattare l’indagine della Polizia Postale di Messina. Nel novembre del 2010 la Polizia arrestò i tre presunti sfruttatori con accuse pesantissime che vanno dal concorso in sequestro di persona alla violenza sessuale continuata ed induzione alla prostituzione e riduzione in schiavitù. Ora il sostituto procuratore della Dda, Giuseppe Verzera, ha chiesto il rinvio a giudizio per Orazio Tropea, 57 anni di Riposto ed Antonino Sterrantino, 41 anni di Fiumefreddo. L’ipotesi di reato per entrambi è di riduzione di schiavitù. Il magistrato ha chiesto invece l’archiviazione per il messinese Dario Inferrera, 60 anni perché nei suoi confronti non sono emersi profili di responsabilità. L’uomo doveva rispondere di sequestro di persona. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori la ragazza – proveniente da una famiglia disagiata – conobbe Tropea che presto l’avviò alla prostituzione. L’uomo le procurava i clienti e tratteneva per se 30 euro sui 50 ottenuti per ogni prestazione sessuale. La 23enne però riuscì a liberarsi di Tropea ed avviò una relazione sentimentale con Sterrantino che però era sposato ed aveva tre figli. Il calvario ricominciò perché anche Sterrantino continuava a sfruttarla trattenendo per sé l’intera somma delle prestazioni sessuali che la ragazza effettuava in un appartamento di Gaggi. La ragazza venne anche violentata da alcuni clienti che devastarono l’abitazione e così il padrone di casa la cacciò via lasciandola senza un tetto. Quindi venne affidata al 60enne di Messina che finalmente non la fece più prostituire e la condusse in una sua casa di Giardini. Nelle lunghe ore trascorse da sola nell’abitazione la ragazza scoprì internet, creò un profilo su “Facebook” e conobbe la giovane messinese che la incoraggiò, le diede la forza per liberarsi da quella schiavitù e denunciò tutto alla Polizia.

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