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Rifiuti covid a Messina, il Comune chiede uno schema di accordo con l’Asp

Alessandra Serio

Rifiuti covid a Messina, il Comune chiede uno schema di accordo con l’Asp

sabato 16 Gennaio 2021 - 11:00
Rifiuti covid a Messina, il Comune chiede uno schema di accordo con l’Asp

Verso l'avvio la raccolta dei rifiuti covid a Messina. Il Comune chiede il protocollo d'accordo con l'Asp. Per l'azienda non serve.

Ancora caldo il tema rifiuti covid a Messina, con il Comune che insiste per formalizzare il rapporto con l’Asp e la Prefettura che, proprio ieri, ha convocato tutti intorno ad un tavolo tecnico permanente per l’emergenza coronavirus, aggiornato a giovedì prossimo 21 gennaio. Quel giorno si tornerà a parlare anche di rifiuti, per fare lo stato dell’arte e verificare se il Comune ha avviato la raccolta, tramite la Messina Servizi.

Ieri al tavolo si è parlato soprattutto di aspetti burocratici, essenziali comunque per incanalare il servizio. Al sindaco di Messina Cateno De Luca, infatti, le attuali previsioni regionali sembrano non bastare e, oltre le indicazioni contenute nella circolare che assegna ai comuni il compito di provvedere quando l’Asp non riesce a farvi fronte, ha chiesto uno schema di accordo per definire soprattutto i passaggi contabili.

Il Prefetto Maria Carmela Librizzi ha quindi chiesto a Ferdinando Croce, capo della segreteria tecnica dell’Assessorato alla Salute, di effettuare una verifica in tal senso, per capire se è realizzabile o se è comunque stato già applicato altrove. Verifica che Croce si è impegnato a portare avanti.

L’Asp da parte sua ha comunque già chiarito, con una nota ufficiale inviata sia a Prefettura che al Comune, che in base alle direttive regionali emanate in materia tra marzo scorso ed oggi, il passaggio contabile tra Comune e Asp non richiede accordi, contratti o protocolli aggiuntivi, trattandosi di un rapporto tra enti locali e di un semplice “rimborso” che la Regione effettua nei confronti del Comune, tramite l’Asp.

E’ così che stanno operando, ad esempio, i 79 comuni della provincia che hanno provveduto ad affidare direttamente il servizio – e che hanno scelto quasi la totalità una ditta esterna – ed è così che sta operando ad esempio Catania, dove il servizio è stato affidato all’Asp.

Se nei primi giorni il Comune aveva valutato l’ipotesi di affidarsi ad una ditta esterna per la raccolta dei rifiuti dei positivi, successivamente è stata confermata la volontà di avvalersi di Messina Servizi sia per i rifiuti dei positivi che per i soggetti in isolamento fiduciario perché conviventi con un positivo o in attesa di tampone.

Così, 32 lavoratori di Messina Servizi sono stati vaccinati, e proprio tra questi probabilmente saranno individuati gli operatori da destinare al servizio covid. Sempre due giorni fa, con una nota il Comune ha chiesto lumi su alcuni aspetti contabili all’Asp, mentre il presidente Lombardo ha preso i contatti con l’impianto dove dovranno essere smaltiti i rifiuti dei soggetti positivi. Il giorno prima, durante l’infuocata diretta del sindaco De Luca, Messina Servizi aveva formalizzato all’Asp la disponibilità ad occuparsi del servizio, dopo l’incontro tra l’azienda e Lombardo di qualche ora prima, e ieri al tavolo tecnico ha confermato di aver messo a disposizione delle segnalazioni degli utenti il numero verde oggi utilizzato per la raccolta degli ingombranti.

Tornando alle normative regionali, se alla ditta specializzata che effettua il servizio per l’Asp viene chiesto di trattare la spazzatura dei soggetti positivi come rifiuto sanitario a rischio infettivo, al Comune viene consentito di trattare la spazzatura come rifiuto solido urbano “ordinario”. Una procedura che dovrebbe oggettivamente velocizzare l’organizzazione del servizio di raccolta presso le case dei soggetti postivi. Ai comuni resta l’obbligo di stoccarli separatamente rispetto ai rifiuti ordinari, in appositi “big bag” – ovvero doppi sacchetti di determinate capacità e chiusi ermeticamente – in appositi contenitori e aree differenziate, e avviarli per lo smaltimento al termovalorizzatore. Almeno “preferibilmente”, perché se l’impianto inceneritore non dovesse accoglierli per sovraccarico, il Comun potrebbe avviarli in discarica.

Sul piatto c’è una fetta consistente di risorse che potrebbe entrare nelle casse di Messina Servizi. Ogni ritiro di rifiuti alle utenze è rimborsato fino a 50 euro. Ad oggi la ditta effettua 2 ritiri settimanali presso ogni utenza. La normativa sembra comprendere nel tetto del rimborso, genericamente, sia i costi della raccolta che dello smaltimento, quindi del conferimento in discarica.

Per quanto riguarda lo stato dell’arte della raccolta presso i cittadini, invece, la società privata che effettua lo smaltimento per l’Asp sta progressivamente abbandonando il campo in città. Da lunedì scorso la struttura commissariale guidata da Marzia Furnari non invia più loro le segnalazioni dei nuovi contagiati e in isolamento fiduciario presso i quali raccogliere i rifiuti, mentre resta a loro carico continuare il servizio fino allo “smaltimento” delle utenze sin qui da loro servite. Era stato lo stesso Lombardo a proporre questa modalità di passaggio delle consegne per evitare il sovrapporsi delle due società.

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Un commento

  1. Andrea Baladuzzi 16 Gennaio 2021 18:03

    Grazie all’articolo di Alessandra Serio si comincia ad avere le idee più chiare.
    I dubbi che da più parti emergevano su quanto affermato da De Luca nella solita, denigratoria diretta facebook erano fondati.
    Non è vero, quindi, che la signora Prefetta aveva richiesto a Croce (“che secondo il sindaco avrebbe subito abbassato le orecchie ……. “ ) di redigere urgentemente il contratto tra ASP e Comune per la raccolta da parte di Messina Servizi del rifiuti speciali Covid.
    “Il Prefetto Maria Carmela Librizzi ha quindi chiesto a Ferdinando Croce, capo della segreteria tecnica dell’Assessorato alla Salute, di effettuare una verifica in tal senso, per capire se è realizzabile o se è comunque stato già applicato altrove. Verifica che Croce si è impegnato a portare avanti.”
    “L’Asp da parte sua ha comunque già chiarito, con una nota ufficiale inviata sia a Prefettura che al Comune, che in base alle direttive regionali emanate in materia tra marzo scorso ed oggi, il passaggio contabile tra Comune e Asp non richiede accordi, contratti o protocolli aggiuntivi, trattandosi di un rapporto tra enti locali e di un semplice “rimborso” che la Regione effettua nei confronti del Comune, tramite l’Asp.”
    “E’ così che stanno operando, ad esempio, i 79 comuni della provincia che hanno provveduto ad affidare direttamente il servizio – e che hanno scelto quasi la totalità una ditta esterna – ed è così che sta operando ad esempio Catania, dove il servizio è stato affidato all’Asp.”
    Allora, il depistatore chi è? O ancora dobbiamo pensare che la Dafne Musolino non abbia capito bene e di conseguenza riferito al sindaco cose non vere?
    Sindaco, sta davvero esagerando! Cerchi, piuttosto, e come tra le righe ha anche suggerito il Presidente del Consiglio Comunale a Malalingua su Tcf di lavorare in silenzio, produrre di più e smetterla di offendere, denigrare, insultare coloro che si stanno impegnando in questa difficile guerra del Covid.

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