Il "Movimento 5 Stelle" di Messina dice la sua sulla questione che riguarda il magazzino "Ex Silos granai"
Gli attivisti del MoVimento 5 stelle Messina rendono noto di aver inviato al sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, a tutti gli assessori comunali, al soprintendente di Messina, Salvatore Scuto una lettera con la richiesta di chiarimenti riguardo alla destinazione d’uso per le aree degli “Ex Magazzini Generali” e degli “Ex Silos Granai” ad attività commerciali e/o direzionali e residenziali.
Il testo della lettera è il seguente:
L’attuale crisi che sta, di fatto, mettendo in ginocchio la popolazione mondiale non risparmia, come sappiamo, gli enti statali ed i comuni. Tale situazione diventa preoccupante quando detti comuni sono quelli che nella storia degli ultimi venti anni non hanno mai spiccato per la gloriosa gestione dei loro bilanci e l’interesse con il quale si sono adoperati allo sviluppo economico, culturale ed al benessere della propria popolazione. Speculazione, cattiva gestione, disinteresse verso il bene comune ed unico coinvolgimento per le questioni di arricchimento politico sono stati i vessilli dietro i quali è stata, ed è oggi, gestita la città di Messina. Proprio come speculazione l’attuale crisi che sta, di fatto, mettendo in ginocchio la popolazione mondiale non risparmia, come sappiamo, gli enti statali ed i comuni. Proprio come speculazione ai danni della disinformata popolazione appare, infatti, la vendita degli “Ex Magazzini Generali” e degli “Ex Silos Granai” che occupano una vasto spazio in disuso dell’area portuale cittadina, punto strategico e di collegamento tra il centro storico, quello economico e la zona falcata di Messina, tutti luoghi di primaria importanza per lo sviluppo economico del territorio locale. Successivamente ad una forzatura legale, interdetta anche dagli Organi Statali competenti, il Consiglio Comunale di Messina dopo aver mutato la destinazione d’uso dell’immobile in questione, ha proposto la vendita della stesso rendendo attuabile la sua futura demolizione e la successiva edificazione di un palazzo di otto piani.
Considerando quanto sancito dal comma 1, lettera a, dell’art. 142 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, “Sono comunque di interesse paesaggistico e sono sottoposti alle disposizioni di questo Titolo […] i territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare”; inoltre, con l’art. 15 della l.r. 78/1976, entrata in vigore il 16/06/1976, sono state introdotte nell’ordinamento regionale, in ragione di una competenza esclusiva in materia, specifiche disposizioni a tutela delle coste siciliane ed in particolare una sentenza del TAR siciliano recita: “Ai sensi dell’art. 15 citato, per quanto qui rileva, si prevede infatti che, ai fini della formazione degli strumenti urbanistici generali comunali, le costruzioni debbano arretrarsi di 150 metri dalla battigia: entro tale fascia sono consentite solo opere e impianti destinati alla diretta fruizione del mare, nonché la ristrutturazione degli edifici esistenti senza l’alterazione dei volumi già realizzati)”. Pare palese che la scelta dell’edificazione dell’ennesimo ed inutile complesso residenziale che recherebbe un beneficio a pochissimi abitanti e un’entrata praticamente nulla alle casse comunali, rappresenta l’ennesima e chiara opera di governo, nella città di Messina, degli imprenditori edili che, col tacito assenso dell’Amministrazione Comunale e dei Tecnici del Comune, si arrogano il diritto di interpretare e modificare autonomamente delle normative che impongono specifici e determinati vincoli per la salvaguardia del territorio proprio in una delle aree più pregevoli della città la cui unica destinazione non può che essere quella che arreca un reale beneficio a più cittadini possibile ed ai turisti, unica fonte di sviluppo economico pensabile in questo territorio. Tale vendita, che appare dunque come l’ennesima beffa ai danni dei cittadini e del buon nome della stessa città, potrebbe avere un risvolto positivo se l’Amministrazione Comunale prendesse seriamente in considerazione la proposta avanzata dalla Camera di Commercio che prevedeva la costruzione, sull’area in questione, di un terminal croceristico, progetto che porterebbe notevoli benefici alla città e ad i suoi cittadini, facendo diventare tale spazio una grande vetrina per il turismo, il commercio e l’artigianato della città e che porterebbe alla creazione di numerosi posti di lavoro in un territorio in cui è presente la più alta percentuale di disoccupazione di tutto il Paese. Operazione strategica ed a lungo termine per un guadagno certo e perpetuo considerata la grandissima quantità di turisti (circa 500.000 l’anno) che approdano al porto di Messina, turisti disorientati e abbandonati a se stessi data la mancanza di qualsiasi mezzo di informazione che li possa guidare alla scoperta delle bellezze di questa terra e che, pertanto, preferiscono dirottare il proprio interesse su altre città siciliane competitive nel settore turistico. Aggiungiamo che per la realizzazione del terminal croceristico sarebbe auspicabile una collaborazione tra enti con la possibilità di un concorso pubblico internazionale che prenda in esame anche le aree limitrofe per associare l’opera a una figura di elevato valore tecnico e per una maggiore trasparenza dell’operazione.
Similmente il Comune potrebbe dare in gestione a privati la cura, la valorizzazione e la comunicazione di altri importantissimi monumenti presenti sul territorio comunale e lasciati in stato di incuria e totale abbandono; una simile strategia permetterebbe la creazione di ulteriori posti di lavoro per i cittadini, non indifferenti entrate per le sempre vuote casse comunali che si rimpinguerebbero a costo zero e la crescita di competitività a livello turistico e culturale per la città che deve necessariamente operare delle scelte di promozione in questo campo soprattutto in vista della possibile attuazione del federalismo fiscale. Senza queste scelte mirate e strategiche non avremo davvero possibilità per uno sviluppo economico che ci garantisca, domani, il sostentamento e la garanzia di quanto è necessario per il vivere civile dei cittadini. In vista di quanto annunciato chiediamo alle illustri Istituzioni chiamate in causa in questa missiva di operare secondo i proprio ruoli e le rispettive competenze affinché l’area degli “Ex Magazzini Generali” del Comune di Messina, non diventi testimonianza del mal governo di una pessima amministrazione comunale rea della superficialità con la quale sembra affidare la gestione del territorio ai soliti imprenditori edili senza scrupoli ma punto di partenza per una nuova gestione economica dalla quale tutti i cittadini possano trarre beneficio. Chiediamo, inoltre, una verifica della Magistratura sulla liceità dell’operazione in essere e sulla conformità alle normative vigenti del “Piano di Gestione del Territorio” del Comune di Messina e sulla legittimità dei cambi di tipologia del Pgt delle aree comunali fino ad ora effettuati.anni della disinformata popolazione appare, infatti, la vendita degli “Ex Magazzini Generali” e degli “Ex Silos Granai” che occupano una vasto spazio in disuso dell’area portuale cittadina, punto strategico e di collegamento tra il centro storico, quello economico e la zona falcata di Messina, tutti luoghi di primaria importanza per lo sviluppo economico del territorio locale. Successivamente ad una forzatura legale, interdetta anche dagli Organi Statali competenti, il Consiglio Comunale di Messina dopo aver mutato la destinazione d’uso dell’immobile in questione, ha proposto la vendita della stesso rendendo attuabile la sua futura demolizione e la successiva edificazione di un palazzo di otto piani. Considerando quanto sancito dal comma 1, lettera a, dell’art. 142 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, “Sono comunque di interesse paesaggistico e sono sottoposti alle disposizioni di questo Titolo […] i territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare”; inoltre, con l’art. 15 della l.r. 78/1976, entrata in vigore il 16/06/1976, sono state introdotte nell’ordinamento regionale, in ragione di una competenza esclusiva in materia, specifiche disposizioni a tutela delle coste siciliane ed in particolare una sentenza del TAR siciliano recita: “Ai sensi dell’art. 15 citato, per quanto qui rileva, si prevede infatti che, ai fini della formazione degli strumenti urbanistici generali comunali, le costruzioni debbano arretrarsi di 150 metri dalla battigia: entro tale fascia sono consentite solo opere e impianti destinati alla diretta fruizione del mare, nonché la ristrutturazione degli edifici esistenti senza l’alterazione dei volumi già realizzati)”. Pare palese che la scelta dell’edificazione dell’ennesimo ed inutile complesso residenziale che recherebbe un beneficio a pochissimi abitanti e un’entrata praticamente nulla alle casse comunali, rappresenta l’ennesima e chiara opera di governo, nella città di Messina, degli imprenditori edili che, col tacito assenso dell’Amministrazione Comunale e dei Tecnici del Comune, si arrogano il diritto di interpretare e modificare autonomamente delle normative che impongono specifici e determinati vincoli per la salvaguardia del territorio proprio in una delle aree più pregevoli della città la cui unica destinazione non può che essere quella che arreca un reale beneficio a più cittadini possibile ed ai turisti, unica fonte di sviluppo economico pensabile in questo territorio. Tale vendita, che appare dunque come l’ennesima beffa ai danni dei cittadini e del buon nome della stessa città, potrebbe avere un risvolto positivo se l’Amministrazione Comunale prendesse seriamente in considerazione la proposta avanzata dalla Camera di Commercio che prevedeva la costruzione, sull’area in questione, di un terminal croceristico, progetto che porterebbe notevoli benefici alla città e ad i suoi cittadini, facendo diventare tale spazio una grande vetrina per il turismo, il commercio e l’artigianato della città e che porterebbe alla creazione di numerosi posti di lavoro in un territorio in cui è presente la più alta percentuale di disoccupazione di tutto il Paese.
Operazione strategica ed a lungo termine per un guadagno certo e perpetuo considerata la grandissima quantità di turisti (circa 500.000 l’anno) che approdano al porto di Messina, turisti disorientati e abbandonati a se stessi data la mancanza di qualsiasi mezzo di informazione che li possa guidare alla scoperta delle bellezze di questa terra e che, pertanto, preferiscono dirottare il proprio interesse su altre città siciliane competitive nel settore turistico. Aggiungiamo che per la realizzazione del terminal croceristico sarebbe auspicabile una collaborazione tra enti con la possibilità di un concorso pubblico internazionale che prenda in esame anche le aree limitrofe per associare l’opera a una figura di elevato valore tecnico e per una maggiore trasparenza dell’operazione. Similmente il Comune potrebbe dare in gestione a privati la cura, la valorizzazione e la comunicazione di altri importantissimi monumenti presenti sul territorio comunale e lasciati in stato di incuria e totale abbandono; una simile strategia permetterebbe la creazione di ulteriori posti di lavoro per i cittadini, non indifferenti entrate per le sempre vuote casse comunali che si rimpinguerebbero a costo zero e la crescita di competitività a livello turistico e culturale per la città che deve necessariamente operare delle scelte di promozione in questo campo soprattutto in vista della possibile attuazione del federalismo fiscale. Senza queste scelte mirate e strategiche non avremo davvero possibilità per uno sviluppo economico che ci garantisca, domani, il sostentamento e la garanzia di quanto è necessario per il vivere civile dei cittadini. In vista di quanto annunciato chiediamo alle illustri Istituzioni chiamate in causa in questa missiva di operare secondo i proprio ruoli e le rispettive competenze affinché l’area degli “Ex Magazzini Generali” del Comune di Messina, non diventi testimonianza del mal governo di una pessima amministrazione comunale rea della superficialità con la quale sembra affidare la gestione del territorio ai soliti imprenditori edili senza scrupoli ma punto di partenza per una nuova gestione economica dalla quale tutti i cittadini possano trarre beneficio. Chiediamo, inoltre, una verifica della Magistratura sulla liceità dell’operazione in essere e sulla conformità alle normative vigenti del“Piano di Gestione del Territorio” del Comune di Messina e sulla legittimità dei cambi di tipologia del Pgt delle aree comunali fino ad ora effettuati.
per conoscenza questo documento è stato inviato anche: al Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Luciano Ornaghi, al Ministro dello Sport e del Turismo, Piero Gnudi al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Corrado Clini, all’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana della Regione Siciliana, Sebastiano Missineo, all’ Assessorato del Territorio e dell’Ambiente della Regione Siciliana, Sebastiano Di Betta, all’ Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo della Regione Siciliana, Daniele Tranchida al Procuratore Capo della Procura di Messina, Franco Antonio Cassata, all’ingegnere capo del Genio Civile, Gaetano Sciacca, alla Provincia di Messina, Nanni Ricevuto a tutti gli assessori provinciali, al Prefetto di Messina, Francesco Alecci ed al comandante del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale sezione di Siracusa, Maresciallo Maurizio Cassia.

ma quanto sono bravi quelli del movimento 5 stelle!! sono sempre a difesa del cittadino e della legalità! non li ho sentiti prendere posizioni quando furono assunti senza concorso 32 dipendenti all’ato3. sicuramente non avevano letto i quotidiani nazionali in quei giorni….. che sbadati!!